A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Ricomincia la (cattiva) scuola


bambini-renzi-scuola-balilla (1)

Domani molti colleghi cominceranno ufficialmente l’anno scolastico con la presa di servizio. Personalmente è’ con grande amarezza che riscontro, da parte dei sindacati, una parziale marcia indietro rispetto alla levata di scudi dei mesi scorsi.

La tesi, in sintesi è che non ci si possa opporre a una legge dello stato e dunque, si confidi nelle Rsu, nei collegi docenti e nei procedimenti legali che sono già stati avviati.

Sono totalmente in disaccordo con questa posizione. Io ritengo che si debba continuare a opporsi con forza a una legge ideata dal trio comico demenziale Renzi, Giannini, Faraone ed emanata con un blitz vigliacco da uno stato rappresentato da parlamentari non eletti, voltagabbana e, ultimamente, da inquisiti. Opporsi, ovviamente, restando nell’ambito della legalità,di quei diritti e doveri sanciti dalla Costituzione.

Il sindacato paga, per l’ennesima volta, la contraddizione di rappresentare dirigenti e docenti, fatto che, se in precedenza, quando il Dirigente era di fatto un coordinatore dei docenti, poteva anche essere accettato, adesso è diventa inaccettabile: la stessa sigla, lo stesso compartimento sindacale, non può difendere quello che,di fatto, è diventato un padrone e i suoi sottoposti. Una contraddizione che comporta necessariamente dei compromessi e l’ammorbidimento di questi giorni è il primo.

Quanto alle Rsu, io lo sono da anni e da anni sottolineo la necessità di scegliere con maggiore oculatezza chi deve rappresentare i lavoratori, senza lasciarsi prendere dalla foia di dover per forza eleggere dei rappresentanti in ogni scuola, buoni o cattivi sindacalisti che siano. Non credo che alle Rsu spetti né il compito di designare a chi debba andare il bonus sul merito né di agevolare in nessun modo i rapporti con un Dirigente che ha potere assoluto sui suoi docenti. Io non lo farò e se la mia organizzazione mi chiederà adeguarmi, mi comporterò di conseguenza rimettendo il mio mandato.

I collegi docenti hanno un grande potere che non viene mai utilizzato. Gli istituti comprensivi hanno aumentato ulteriormente le divisioni interne e una buona parte di docenti non sa, spesso, neppure cosa sta votando alzando la mano.

Sempre più spesso, quando leggo i comunicati sindacali, mi chiedo se chi li redige abbia mai lavorato a scuola.

Quanto ai procedimenti legali, inutile spendere parole: la scuola non è argomento di interesse comune nel nostro paese, spesso non è argomento di interesse comune neppure tra chi ci lavora. Se mai il referendum raggiungesse le firme necessarie, se mai si andasse a votarlo, non raggiungerebbe mai il quorum. Quanto ai ricorsi alla corte costituzionale, abbiamo visto com’è finita col porcellum.

Dunque non se ne esce? Dobbiamo davvero chinare la testa e accettare una legge che viola la Costituzione, inserisce categorie meritocratiche tra docenti e alunni che vanno contro il principio di collegialità e ogni teoria pedagogica sula formazione, dobbiamo assoggettarci a dirigenti padroni e accondiscendere come servi muti alle loro direttive?

Quando i docenti italiani azzerarono la riforma Moratti lo fecero forzando la mano al sindacato, attuando una resistenza passiva sull’onda di un melvilliano “preferisco di no” che alla fine risultò vincente. Certo, allora non c’erano in gioco i bonus,il ricatto dell’elemosina che funziona sempre nel nostro paese,ma io credo che la linea da seguire sia la stessa. Rifiutare incarichi dirigenziali, rifiutare di entrare nella commissione sul merito, bloccandola, pretendere che le delibere da approvare in collegio siano circostanziate, chiare,.prive di spazi di libertà per il dirigente, rifiutare il concetto di premialità per alunni e docenti, vigilare in consiglio d’Istituto su ogni delibera che riguarda i fondi.

Questa è la strada da intraprendere se si vuole salvare la scuola. Una strada legale, costituzionale, democratica. Che comporta la necessità di tornare a dare un senso a parole come collegialità, insindacabilità delle decisioni del consiglio di classe, responsabilità e collaborazione.

In caso contrario, se vincesse la logica del tutti contro tutti tanto cara a questo governo, l’unica bandiera che sventolerà da domani sulle nostre scuole sarà quella bianca.

Categorie:Attualità

Tag:, , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...