A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Il paese dei diritti negati


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Il modo volgare e grossolano con cui il presidente del consiglio ha stigmatizzato quanto accaduto ieri al Colosseo a Roma, mostra ancora una volta lo sprezzo per i diritti sindacali dei lavoratori.

Ha omesso di dire, il presidente, che negli ultimi vent’anni la cultura ha subito tagli paragonabili solo all’operazione di macelleria a cui è stato sottoposto il pubblico impiego. Personale dimezzato, visite ai musei garantite da volontari, questa è la realtà di quelli che, per decreto, sono diventati beni pubblici essenziali.

Peccato che, per decreto, il presidente del consiglio non abbia incrementato i fondi, ridotti praticamente a nulla, per la tutela e l’archivio delle opere d’arte.

E’ solo l’ennesimo anno dell’unica vera battaglia che questo governo sembra aver intrapreso: quella contro i sindacati. Sindacati che, con tutte le loro colpe, restano un presidio civile, un baluardo sempre più debole e vulnerabile, a difesa dei diritti dei lavoratori e dei cittadini.

In questo quadro si spiegano le quotidiane bugie di Renzi e del ministro Giannini riguardo la buona scuola. Le cifre parlano di 37200 assunzioni a oggi (ma non dovevano essere centocinquantamila?) e di una richiesta di ottantamila supplenti (ma non dovevano essere azzerati?), senza contare che quasi tutte le scuole hanno cominciato l’anno scolastico senza docenti e, dato ancora più grave, senza insegnanti di sostegno ( ma non doveva cominciare tutto in modo regolare?).

La verità è che questa finta riforma è fallita prima ancora di cominciare e il suo unico risultato sarà quello di ledere fortemente il dritto alla libertà d’insegnamento e il diritto allo studio dei ragazzi. In un silenzio assordante da parte dei dirigenti scolastici e delle famiglie.

Ci si chiede anche perché il presidente della regione Lombardia Maroni possa emettere un provvedimento razzista come quello riguardante gli albergatori che ospitano i profughi, senza che nessuno dica niente, senza che ci sia un intervento da parte del governo che ricordi a Maroni  la Costituzione.D’altronde, Calderoli può liberamente dare dell’orango mangia banane  ad una collega nera e sfuggire all’accusa di razzismo grazie ai voti di una pseudo sinistra che ha dimenticato tutte le sue battaglie.

Dei diritti violati dei profughi parlano i giornali tutti i giorni e lo storytelling del governo è quello di un’Italia accogliente e lungimirante. Renzi dimentica che questo è il paese dove forze fasciste e razziste come la Lega e Forza nuova guadagnano consensi, dimentica che un profugo, per vedere riconosciuti i propri diritti, deve aspettare anni, dimentica le promesse sullo jus soli, dimentica le discriminazioni quotidiane a cui sono sottoposti gli stranieri nel nostro paese. Dimentica i quartieri dormitorio, gli accampamenti dei rom e le ruspe, il caporalato e lo sfruttamento dei lavoratori stranieri.

Il ritorno alla ribalta del caso Cucchi riporta l’attenzione su un altri importante diritto violato: quello alla giustizia. Non c’è stata giustizia per Cucchi, Aldovrandi e chissà quanti altri di cui il nome non arriva in prima pagina, non c’è giustizia per i detenuti ammassati come bestie nelle nostre carceri, non c’è stata giustizia per chi dormiva alla Diaz quella notte, non c’è stata giustizia per le vittime delle stragi e per tante, troppe vittime di mafia.

Questo è un paese di vecchi e nuovi diritti violati, la vera narrazione, non quella dei giornali, è una narrazione di infamie, abusi, di corruzione e collusioni, di ipocrisia che scorre a fiumi. Basta guardare alla negazione della mafia e del suo potere, come se ignorare il problema significasse risolverlo. Basta leggere il linciaggio quotidiano a cui è sottoposto Saviano, colpevole di aver sollevato il velo di Maia su una realtà sotto gli occhi di tutti ma di cui è meglio non parlare.

Il problema è che alla gente tutto questo non importa: preferiscono bersi le bugie di un giovanotto arrogante e poco amico della grammatica piuttosto che rimboccarsi le maniche, anzi, chi si rimbocca le maniche, chi se le rimbocca davvero, il volontariato, le cooperative, oggi viene messo sotto accusa, forse perché dà il cattivo esempio.

Questo paese non sta rischiando una svolta totalitaria, questo paese la desidera ardentemente e sta facendo il possibile, con il suo silenzio, perché si verifichi il più presto possibile. Anche se voi vi credette assolti siete lo stesso coinvolti. E conniventi.

Categorie:Attualità

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