A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Il welfare in mano ai privati


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Solo il direttore dell’Unità e i cantori stonati di Renzi continuano a credere alla favola di un paese con un governo riformista che lo sta trainando fuori dalla crisi.

La verità è che la crisi continua e che questo esecutivo alterna provvedimenti populisti completamente inutili, a virate decise verso una progressiva privatizzazione dello stato sociale ovvero, alla sua scomparsa.

Il tutto accade nell’indifferenza generale, a parte alcune voci contrarie, fuori dal parlamento, e l’opposizione costante ( quindi, alla fine, una non opposizione) di un Movimento Cinque stelle che sembra far le prove generali per trasformarsi in un partito tradizionale e che ha perso per strada molte buone idee.

La riforma della scuola e quella della sanità sono regali ai privati. Con la prima, si amplifica il divario tra scuole di serie A e scuole di serie B già esistente nel paese, trasformando le prime in sedi ambite per educare i rampolli della piccola borghesia e le seconde, in sedi di ricevimento dei migranti e delle classi più deprivate sia economicamente che socialmente. Creando dei ghetti sociali, chi potrà, preferirà iscrivere i ragazzi alle scuole private. E’ un fenomeno che conosco bene perché io, in una scuola non ambita, ci lavoro. Dunque nulla di nuovo sotto il sole se non che questa palese violazione del dettato costituzionale viene certificata  de jure, senza pudore, sentimento sconosciuto al piccolo principe e ai suoi accoliti.

Quanto alla sanità, seguendo il principio di Poe secondo cui il miglior nascondiglio è quello sotto gli occhi di tutti, Renzi gioca talmente sporco che si resta senza parole. Come al solito, la razionalizzazione della spesa non parte dall’alto ma dal basso, i manager ospedalieri, i primari, come i dirigenti scolastici,ì e gli industriali, non si toccano, i diritti della povera gente, sì.  Da una parte, lo Stato spende miliardi per campagne sulla prevenzione, dall’altro la impedisce.

Si va verso un sistema dove la salute diventerà appannaggio di chi può permettersela e, mentre Comunione e Liberazione brinda felice all’amico Renzi, molti si chiedono quanto ancora dovrà costare il taglio delle tasse sulla casa.

I virulenti attacchi alle cooperative, per quanto (molto) parzialmente giustificati da dati di fatto, vanno letti in quest’ottica, come in quest’ottica va letto, ca va sans dire, il Jobs act.

Quelli che dovrebbero essere i cani da guardia del sistema, i giornalisti, con pochissime eccezioni ne sono gli aedi, perché anche la parola “dignità” sta scomparendo dal vocabolario. Gli intellettuali stanno nascosti nelle loro tane e chi ha il coraggio di esprimersi, rischia la galera.

Con una serie di elemosine (gli ottanta euro, i cinquecento euro vincolati per i docenti, l’abolizione della tassa sulla casa, ecc.) Renzi conquista il consenso e, come un Robin Hood al contrario, dopo toglie ai poveri per dare ai ricchi, in un silenzio assordante.

E’ la realtà di un paese che vive una preoccupante escalation della violenza mafiosa in Campania, un imbarbarimento etico con un consenso crescente a forze fasciste e neonaziste (la Lega, Forza nuova), una penetrazione delle altre mafie nel tessuto connettivo della nostra società che non ha precedenti.

Ma di tutto questo, a Renzi, non importa nulla: l’obiettivo, per il momento, è quello di cancellare lo stato sociale e questo sì, lo sta facendo benissimo.

Categorie:Attualità

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1 risposta

  1. ineccepibile ciò che hai scritto, tragicamente bella la vignetta

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