A ciascuno il suo

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Il reddito di cittadinanza non serve a Renzi


redditodigdignità

Oggi il premier ha affermato che il reddito di cittadinanza non serve all’Italia, servono posti di lavoro. Meglio avrebbe fatto a dire che il reddito di cittadinanza non serve a Renzi.

Il reddito di dignità infatti, pur essendo meno costoso del taglio della tassa sulla prima casa, è anche meno popolare, viene vissuto dalla gente come una beneficenza gratuita o, peggio, uno stimolo a smettere di cercare lavoro e vivere a spese dello Stato.

Non è così ovviamente ma né Libera, né le altre associazioni che lo stanno promuovendo, né il Movimento Cinque stelle che appoggia la proposta, hanno a disposizione l’informazione televisiva e cartacea, di cui dispone a suo piacimento il capo del governo.

Fino adesso la politica di Renzi è stata caratterizzata da provvedimenti che favoriscono l’imprenditoria privata e la parte più reazionaria della borghesia e indeboliscono il welfare. Vanno letti in questo senso il jobs act, ovvero la cancellazione dello Statuto dei lavoratori, che non ha alcuna relazione con il millantato aumento di posti di lavoro sbandierato dalla televisione, aumento che, se c’è stato, è dovuto al quantitative easing di Draghi e al contemporaneo calo del prezzo del petrolio, sia la Buona scuola, mai nome fu meno adatto, incostituzionale tentativo, con ottime probabilità di riuscita, di fare a pezzi quel che resta ancora in piedi della scuola pubblica; il provvedimento sulla prima casa, che ha effetti modesti per i ceti più bassi, e permette invece un risparmio considerevole di denaro a chi ne ha già molto, senza alcun effetto in termini di rilancio dei consumi.

Di democrazia reale, lotta alla mafia ed eguaglianza sociale, al piccolo principe non importa nulla. E’ un uomo assetato di potere e di consenso e a tale fine bilancia ogni mossa. Non si fa scrupolo di usare qualunque mezzo per assicurarsi i titoli sui giornali: l’intervento strappalacrime sui bambini morti, un inesistente piano di accoglienza italiano, l’attacco ai lavoratori riuniti in una assemblea regolarmente richiesta, l’annuncio che le mafie non controllano ampie parti del nostro territorio. Tutto va bene per il consenso di un minuto, tanto il giorno dopo tutto si dimentica.

Il reddito di cittadinanza è presente in molti paesi europei ma si sa che in Italia l’Europa è una coperta che viene tirata o cacciata via a proprio comodo dal governante di turno. Inoltre è un provvedimento da welfare e questa parola fa venire l’orticaria a Renzi solo a sentirla pronunciare).

La dichiarazione di oggi, demagogica e priva di senso logico (mai in Italia c’è stato lavoro per tutti), come spesso gli accade, è l’ennesima conferma che la tenuta democratica di questo paese è in pericolo, contrariamente a quanto continuano a scrivere i pennivendoli nostrani, bene attenti a non urtare la suscettibilità del padrone di turno.

Sull’importanza del reddito di cittadinanza, su come possa rivelarsi uno strumento fondamentale per togliere potere alle mafie, sulla necessità che lo Stato si faccia garante della dignità dei suoi cittadini, ho già scritto e ancora scriverò, ma le parole pronunciate oggi dal leader non eletto di un governo che non rappresenta nessuno, lasciano poco spazio all’ottimismo.

A pagare, come sempre, sono gli ultimi..

Categorie:Attualità

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