A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Il colpevole e complice silenzio dell’informazione


 

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Tra le solite notizie sugli sproloqui del piccolo principe, leggo sulla prima pagina di La Repubblica online un esilarante articolo su quell’organizzazione di ipocriti, repressi sessuali e fanatici religiosi degni dell’Is chiamata “Family day”, comprendente psichiatri che andrebbero curati, pseudointellettuali di destra e pseudo gionalisticuli, che ha deciso di non mandare i figli a scuola il 4 Dicembre, annunciando una chiara violazione della legge, per protestare contro l’inesistente propaganda gender che si farebbe nelle nostre aule. Non poteva mancare la Lega, sempre presente quando si tratta di azioni infami e grottesche, che annuncia un telefono verde contro la propaganda gender a scuola.

Materiale buono per un pezzo del blog, non fosse che ieri a Napoli è stato assassinato un altro ragazzo e che qualche giorno fa a Genova, sono stati fermati due importanti boss della ‘ndrangheta insieme a 144 chili di cocaina provenienti dalla Colombia, notizie che, evidentemente, non meritano né un approfondimento né una rilevanza maggiore della ridicola protesta omofoba di un gruppo di razzisti di merda.

C’è da troppo tempo in questo paese una sorta di silenzio stampa su problemi come la diffusione della droga e dell’alcool tra i giovani, le stragi del sabato sera, la penetrazione mafiosa ormai diventata conquista del nord del paese, la Campania insanguinata dalla Camorra, ecc.

Nel clima di falso ottimismo generato da un premier in grado di far pensare a Berlusconi come a un mostro di coerenza e sincerità, non c’è posto per i mali sociali, la povertà dà fastidio, l’emarginazione e la violenza riguardano solo gli stranieri e l’unico allarme sociale è una inesistente invasione.

Poi capita che un povero ragazzo cade da una finestra in gita scolastica, si scopre che aveva assunto stupefacenti e alcool ma si ignora di nuovo il problema, spostando il focus sull’opportunità o meno di fare gite scolastiche, sulla responsabilità degli insegnanti e altre amenità varie, senza riflettere sul nocciolo della questione: la diffusione di alcool e droga tra i giovanissimi e la facilità di procurarseli ovunque.

Intanto il governo, senza che nessun commentatore lo sottolinei, fa un regalo ai riciclatori e agli evasori fiscali, aumentando la possibilità di pagare in contanti fino a tremila euro, raccogliendo, non a caso, il plauso di Squinzi, il presidente di Confindustria,lo stesso individuo che aveva contestato la legge sugli ecoreati.

Non appare per nulla sui giornali la notizia dell’ennesimo cantiere della Tav chiuso per infiltrazioni della ‘ndrangheta.

Forse conviene rileggersi “Porte aperte”, uno dei capolavori di Sciascia, da cui è stato tratto un bel film con Ennio Fantastichini come protagonista, che tratta proprio di quel periodo in cui l’ottimismo di regime portava i quotidiani a scrivere che in Italia si poteva vivere con le porte aperte, appunto, perché la criminalità era stata debellata. Forse conviene aprire i vituperati ma documentati trattati storici di De Felice, quelli in particolare sulla propaganda del regime fascista, per capire cosa sta succedendo nel nostro paese.

Ogni giorno, insieme ai miei alunni in classe, leggo i primi titoli di Repubblica e del Fatto quotidiano, un giornale di regime e uno che dovrebbe essere di critica, ma credo che smetterò: è troppo deprimente constatare quotidianamente la morte dello spirito critico e il sonno della ragione che sembrano aver colpito questo paese.

Per chi volesse saperne di più sulla mafia in Liguria e a Genova, per chi volesse documentarsi seriamente sul problema, invito a consultare i sito www.mafieinliguria.it, gestito da giovani preparati e consapevoli che no, non stiamo vivendo un nuovo rinascimento.

Categorie:Attualità

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