A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Pronti a salpare con Edoardo Bennato


 

pronti a salpare

Acquisto a scatola chiusa, dagli anni della mia adolescenza, i dischi di due soli cantautori, senza leggere recensioni, senza ascoltare nulla in anteprima, senza scaricarli dalla rete: Bob Dylan ed Edoardo Bennato.

Sono artisti che hanno creato il lessico della ribellione e della rabbia per un’intera generazione, che hanno dato voce a chi cantava fuori dal coro, che hanno proseguito per la propria strada, spesso con curve imprevedibili e testacoda improvvisi, riuscendo miracolosamente ad essere coerenti. Artisti che hanno sempre qualcosa da dire, anche nei momenti più oscuri della loro carriera.

“Pronti a salpare”, l’ultima prova di Bennato, è finalmente il grande disco che, chi lo segue, aspettava da tempo. E’ dai tempi di “E’ arrivato un bastimento” che il cantautore napoletano non si esprimeva a questi livelli: sprazzi di genio, sarcasmo, ironia feroce, erano sparsi qua e là nei dischi precedenti, che mancavano però di organicità, rispetto ai capolavori del suo periodo d’oro.

Il suono questa volta è potente, la voce è quella di sempre e le parole sono sassi contro l’ipocrisia e l’oppressione silenziosa del nostro sistema di vita.

C’è molto blues, che Bennato padroneggia come nessuno in Italia e molto rock, idem, in questo disco ma, soprattutto, c’è molto Bennato.

Edo è meno popolare di quanto meriterebbe per il suo carattere beffardo, la tendenza a non mascherare il disprezzo che nutre verso discografici, giornalisti musicali, politici, ecc.  Critici sempre pronti a incensare le prove di artisti capaci di reiterare all’infinito un unico disco, come Ligabue e Vasco Rossi ( e qui so di commettere lesa maestà), finti ribelli, in realtà, specialmente il primo, perfettamente integrati nel sistema, e a denigrare chi rema contro.  Gente capace di vendersi bene a chi conta. Bennato, da parte sua, si è sempre venduto malissimo, dicendo in faccia a chi aveva di fronte tutto quello che pensava.

Il primo pezzo del disco, quello che gli dà il titolo, è dedicato a Fabrizio De Andrè, grande amico di Edoardo. Dedica quanto mai giusta, perché questa ballata dylaniana parla dei nuovi ultimi, gli immigrati, contro il rischio di condanne condannati a rischiare. Avvolgente, con una splendida chitarra acustica di sottofondo, è una canzone che riesce a dare il senso del viaggio in mare.

Da citare ancora:

La calunnia è un venticello dove Bennato coniuga Rossini con il blues e descrive con precisione il potere della macchina del fango, capace di distruggere vite e carriere con una menzogna;

 A Napoli ‘55 è ‘a musica, talking blues dove in cui il cantautore racconta senza veli e senza ipocrisie la sua storia, senza lesinare stoccate a chi dirige i fili nell’industria discografica;

E’ una macchina, ancora un blues dove si mette in risalto la dipendenza da macchine inutili, il mondo a metà tra Matrix e Orwell in cui viviamo;

Il mio sogno ricorrente è un pezzo che richiama alla memoria, come tema, la vecchia e splendida Ieri ho imparato a volare, di Finardi, un’altra voce fuori dal coro, bella ballata con u ritornello che resto impresso, come solo Edoardo sa comporre.

Niente da spartire è un pezzo acre, arrabbiato, dove Edoardo se la prende con un grande ipocrita, all’apparenza perbenista e solidale, in realtà teso solo ad apparire e a guadagnare il più possibile, Credo di sapere a chi si riferisca, essendo un bennatiano di vecchia data, ho la presunzione di riuscire a decifrare i suoi giochi di parole, ma lascio a chi vuole ascoltare la canzone il gusto di indovinare.

Sei grandi pezzi su quattordici sono già un miracolo in un disco italiano, ma non cito gli altri per esigenze di spazio: in Pronti a salpare non c’è una caduta di tono, un pezzo da escludere, un riempitivo inutile: tutte le canzoni hanno qualcosa da dire e lo dicono benissimo, facendoci ritrovare un grande artista che a sessantanove anni non ha perso la voglia di gridare che il re è nudo.

Viva bennato, l’unico rocker italiano.

Categorie:Arte e spettacolo

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