A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Libera ha bisogno anche di te


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Sono entrato in Libera più o meno un anno fa dopo insistenti sollecitazioni da parte di Claudia e dopo aver partecipato, alla fine dell’estate, al corso di formazione Abitare i margini che l’associazione di don Ciotti organizza da anni.

Durante il corso avevo incontrato un numero insperato di insegnanti che condividevano la nostra idea di scuola: orientata sui ragazzi, basata sul rapporto educativo prima che sulla didattica e sul nozionismo. La cosa sorprendente era che i colleghi provenivano da tutte le parti d’Italia e percepire quel comun sentire mi ha ridato entusiasmo e voglia di rimettermi in gioco. Metterci in contatto con la sede genovese di Libera è stato il passo successivo.

Ho incontrato persone motivate, disposte ad ascoltare e a condividere idee e progetti, persone con idee che andavano oltre l’ideologia politica, l’appartenenza a un credo religioso, idee che guardavano a un paese migliore, più libero, più giusto, realmente democratico.

Per molti anni ho tenuto d’occhio Libera e le sue iniziative, ricordo perfettamente quando ho cominciato. Un pomeriggio, mia madre mi chiama e mi dice che in televisione “c’è Pietro”. Pietro è un carissimo amico siciliano, uno di quelli con cui ho trascorso tante estati a Saponara, in provincia di Messina, il mio paese d’origine, la mia terra. Pietro è Pietro Campagna, il fratello di Graziella Campagna, una giovanissima vittima innocente della mafia. Graziella aveva 17 anni anni.

Pietro era in televisione, in quella piazza di Saponara dove avevamo passato tante notti, cercando di resistere allo scirocco o mangiando il pane caldo, appena sfornato, che per me ha sempre avuto il sapore della Libertà. Accanto a lui c’era don Ciotti, con il suo sdegno e la sua rabbia di fronte all’ingiustizia, con quella sua capacità di dire parole pesanti come sassi, che si conficcano nella tua coscienza.

E’ da allora che ho cominciato a seguire Libera, tenendomi a distanza. La mia generazione ha subito il disincanto della politica, delle lotte sindacali, scivolando da anni in cui gli ideali contavano ancora qualcosa a oggi, tempo miserevole in cui l’unico valore che conta è il denaro. Prima di sventolare una nuova bandiera, dopo aver riposto le altre, volevo avere delle certezze.

Ho sempre fatto antimafia a scuola, sin dal primo anno, Vuoi perché la morte di Graziella, il dolore sul volto del mio amico quando l’ho incontrato pochi giorni dopo la tragedia, in qualche modo mi hanno segnato, hanno sancito una sorta di fine dell’innocenza: Saponara, fino a quel momento, era stato il mio Eden, una sorta di terra mitica, adesso era Sicilia. la Sicilia del mio amatissimo Sciascia, e all’odore del mare e della campagna si sarebbe accompagnato sempre quello del sangue di una vittima innocente.

Per me quindi, entrare in Libera, dopo aver maturato la convinzione che no, non avrei dovuto ammainare anche quella bandiera, è stato come entrare in una casa piena di amici. Mi ha ridato entusiasmo e fiducia, mi ha fatto ritrovare la voglia di lottare per qualcosa di importante.

Insieme a Claudia abbiamo fatto del nostro meglio per ripagare la fiducia che ci è stata data quando siamo entrati nell’associazione. Avevamo un’idea un po’ strana: proporre alle scuole di Genova un codice etico che rappresentasse un modo diverso di fare scuola, chiedere ai colleghi di inserire quel progetto nei Pof delle scuole e dare a Libera un riconoscimento importante del lavoro svolto in questi anni per i ragazzi.

Contro ogni previsione, otto istituti comprensivi di Genova hanno approvato il codice, e altre scuole l’hanno approvato a Roma, a Bergamo, in varie zone d’Italia. risultato impensabile e impossibile senza l’aiuto di Chiara e Stefano,  responsabili provinciale e regionale di Libera, che non hanno smesso di appoggiarci anche quando sembrava che il progetto fosse troppo utopistico.

Vedere e ascoltare don Ciotti e Nando Dalla Chiesa è stato emozionante, ma è emozionante, ogni volta, allo stesso modo, ascoltare e vedere a ogni incontro, a ogni riunione, l’entusiasmo dei ragazzi di Libera, soprattutto per chi, come me e Claudia, con i ragazzi e per i ragazzi lavora.

Ecco, se posso suggerire un buon motivo per iscriversi a Libera è questo: se avete un’idea, un progetto in testa per pungere la coscienza della gente, per farle aprire gli occhi su quello che sta accadendo nel nostro paese, per organizzare una qualche risposta alla corruzione dilagante e allo strapotere della mafie, se sentite dentro l’urgenza di fare qualcosa, se avete bisogno di parlarne con qualcuno che sia davvero interessato a tutto questo, cercate il numero di Libera, venite a parlare. Troverete persone capaci di ascoltare, un mare di quelle che ai miei tempi si chiamavano buone vibrazioni e un entusiasmo che vi farà tornare a sorridere.

Categorie:Attualità

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