A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Perché sto col preside di Rozzano.


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Doverosa premessa, dato l’argomento, sono credente e insegno in una scuola multietnica.

La decisione del dirigente, che ha annullato una manifestazione in programma per festeggiare il Natale, giustificando tale scelta con la volontà di non turbare la convivenza con le altre fedi, poteva essere l’avvio di una seria discussione sulla laicità della scuola e sul necessario cambiamento dell’ora di religione, invece il coro dei soliti dementi, Salvini, Faraone, Alfano e compagnia bella, insieme ad alcune associazioni di genitori che, tacciando il dirigente di ideologia hanno assunto una posizione fortemente ideologica e integralista, ha trovato terreno fertile per far annegare tutto in un mare di ipocrisia.

Qualche anno fa, alla domanda di un mio alunno sul perché in classe non c’era il crocefisso, ho risposto che non lo sapevo e non me ne fregava nulla, non avevo bisogno di un simulacro per ricordarmi di essere cristiano.Con quella frase ho scatenato una buriana che ha rischiato di far perdere il posto a un collega di religione, che aveva colto l’occasione per aprire un discorso di studio delle varie fedi presenti a scuola, invitando i ragazzi a tappezzare la classe con simboli delle loro religioni. Ad aggiungere il grottesco al ridicolo, il fatto che non avevamo i crocefissi in classe perché la Curia non ce li aveva forniti.

Esprimo quindi tutta la mia solidarietà al dirigente di Rozzano che ha avuto il coraggio di provare a fare qualcosa di nuovo,fuori dalle righe,  dote non proprio diffusissima nella sua categoria.

Prendo anche atto che la notizia, su tutti i principali quotidiani tranne  Il Fatto quotidiano, sovrasta quella a mio parere ben più seria, che l’Italia è il paese europeo col maggior numero di vittime per inquinamento. Il consueto metodo usato dalla stampa di regime per nascondere i problemi reali del paese.

Personalmente, ritengo che oggi più di ieri, la scuola debba essere laica e che l’ora di religione vada trasformata in un’ora di storia delle religioni restituendo dignità agli insegnanti di religione che oggi sono, a tutti gli effetti, insegnanti di serie B, dal momento che la loro materia non è presente agli esami e non fa media. Va cambiato il metodo di reclutamento, svincolandoli dalle curie e trasformandoli in insegnanti come tutti gli altri.

Il cristianesimo sbandierato come appartenenza da chi ha votato una legge incivile e razzista come la Bossi-Fini, i festeggiamenti natalizi rivendicati da chi ogni giorno oltraggia la Costituzione e il Vangelo predicando l’odio razziale, l’ottuso integralismo di chi trova un pretesto per mascherare il proprio razzismo dietro la bandiera della fede e dell’appartenenza, mi fanno sommamente schifo.

Questo paese non riesce a uscire da un’ipocrisia opprimente, un perbenismo d’accatto, un’ignoranza patologica che lo riducono a una misera provincia abitata da   miseri individui. Tutto diventa occasione per propaganda politica, per difesa di valori inesistenti nella pratica quotidiana e di una identità che appartiene, forse, alla storia.

Meglio farebbero, quei genitori tanto devoti, a protestare contro la corruzione che soffoca ogni iniziativa, e contro una legge che uccide la scuola riducendo i ragazzi a merci e gli insegnanti a operatori di una catena di montaggio. Meglio farebbe l’illetterato Faraone, a occuparsi in modo almeno decente di quello per cui tutti lo paghiamo, molto più di quanto meriti. Affrontando in modo serio, per esempio, dopo tanto vuoto parlare di meritocrazia, parola che con la scuola non c’entra nulla, il problema del disagio scolastico e di curricula appropriati per l’integrazione degli alunni stranieri, capitoli assenti dalla presunta riforma del governo.

Una scuola laica è il fondamento necessario per un dialogo costruttivo con l’altro, necessario e ineludibile se vogliamo risolvere alla base problemi come il razzismo, l’intolleranza, sradicare il terrorismo.

L’atto del preside di Rozzano e le reazioni che ha ottenuto, mostrano esattamente la scuola che piace a questo governo: obsoleta, fedele al re e alla Chiesa, ossequiosa alle regole e alle tradizione, lontana da qualsiasi sviluppo dello spirito critico.

Anche questa scuola qua, quella dell’Aprea e di Renzi, a me fa sommamente schifo.

Io vorrei che i nostri figli fossero migliori di noi, aperti agli altri, accoglienti, solidali e in grado di riflettere con la propria testa. Vorrei una generazione che non si entusiasmi per le elemosine di stato ma sia in grado di reclamare a gran voce i propri diritti, ragazzi impegnati a costruire un mondo diverso, un sistema diverso,  vorrei una scuola che a questo li prepari, che li accompagni nel cammino verso la conoscenza di sé e degli altri senza imporgli ideologie o fedi ma cercando di dargli la possibilità di poter scegliere senza pregiudizi e senza l’alito opprimente del senso comune a soffiargli sul collo.

Il Natale cristiano è una festività posticcia, incollata sopra le celebrazioni pagane del dio sole, che rappresentavano il passaggio dalla morte dell’inverno alla vita che sarebbe tornata in primavera. Gesù non è nato il 25 Dicembre e forse non è nato nemmeno 2015 anni fa, ma questo non ha importanza perché a dare senso alla ricorrenza dovrebbero essere i nostri atti, il nostro comportamento, le nostre parole, il Natale dovrebbe essere il momento in cui ogni cristiano rinnova il proprio impegno a migliorare questo mondo. Il Natale è una radice fittizia a cui noi possiamo dare linfa reale aprendoci al mondo, non certo come hanno fatto alcuni dei genitori di Rozzano.

Non si rendono conto, quei genitori, Faraone, Salvini e compagnia cantante, di quali danno arrechino a quei bambini insegnandogli a ragionare in termini di “noi” e “loro”, non si rendono conto di instillare il veleno della diversità da cui, almeno per un po’, dovrebbero essere ancora immuni. E’ così che si semina l’odio ed è vergognoso che accada usando come pretesto la fede e il Natale.

Categorie:Attualità

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