A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

L’outing di Grillo e la fine dell’innocenza per i Cinque stelle


Pomezia (Roma), tappa Tsunami Tour del Movimento 5 stelle

Che Grillo abbia simpatie di destra, a Genova è cosa nota da anni e la sua uscita sul voto di coscienza riguardo le unioni civili non è che l’ennesima conferma. A questo punto, solo chi non ha occhi per vedere e orecchie per sentire può nutrire ancora dubbi: la mano tesa a Casapound, le ambiguità sulla concessione della cittadinanza agli extracomunitari e adesso questo regalo ad Alfano, bastano e avanzano a definire un’appartenenza politica, a etichettare il Movimento cinque stelle come una versione più o meno soft della lega, meno volgare ( a volte), altrettanto raccogliticcia e priva di una linea politica.

Messi in soffitta l’ecologismo degli inizi, le tendenze no global, i richiami ai diritti civili, i Cinque stelle si mostrano per quello che sono: un movimento raccogliticcio ed eterogeneo, con alcune ottime individualità, messo insieme da due cinici affaristi senza un’idea vincente che non sia quella di ricalcare, in piccolo, l’ascesa del primo Berlusconi e della banda Bossi.

L’onestà dei suoi aderenti, al momento indiscussa, non può mascherare il fallimento politico : ogni qual volta è arrivato il momento di essere decisivi, Grillo ha tirato indietro la mano e fatto cenno di no con la lungocrinita testina.

Fa tenerezza leggere sul Fatto quotidiano, giornale vicino ai Cinque Stelle, i tentativi di difesa di alcuni pur bravi redattori, cito per tutti il quasi sempre ottimo Andrea Scanzi. Lungi dall’essere il futuro, Grillo e il suo movimento rappresentano l’ennesima riedizione di una vecchia compagnia di giro sempre più patetica nell’ostinata riproposizione di giochi politici da avanspettacolo.

Così, mentre a Milano si consuma l’ennesimo suicidio di una sinistra maggioritaria ma incapace di coagularsi  (che novità, eh?), Renzi ottiene un’altra vittoria e avrà il tempo e l’occasione, grazie Grillo, per modificare, in modo da renderla inoffensiva, la legge sulle unioni civili.

L’abdicazione dei grillini dal ruolo di unica, vera forza di opposizione, patente attribuitagli con troppo ottimismo dai giornalisti del Fatto, spiana  la strada alla riforma costituzionale, probabilmente l’atto più grave e gravido di conseguenze tra le tante porcherie fatte da questo governo.

Apriranno gli occhi i grillini o, come gli elettori del Pd che hanno votato allegramente l’ennesimo manager amico degli amici,resteranno fedeli alla linea?

Ma la domanda è un’altra: c’è in questo paese qualcuno che abbia ancora la capacità di indignarsi?

Categorie:Arte e spettacolo

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