A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

I politici che ci meritiamo


Coliandro Renzi

Partiamo con un piccolo exemplum che appartiene alla sfera televisiva.

Coliandro si è chiuso con un tripudio di pubblico osannante a Bologna e buone premesse per un’altra stagione. Una fiction di successo. Peccato che sia girata male, con episodi che scopiazzano qua e la le varie serie televisive americane, di ben altro livello, e abbia un protagonista ( senza nulla togliere alla bravura dell’attore) idiota, irritante,volgare, senza qualità. I comprimari sono poco più che macchiette, le trame sono ridicole, l’umorismo greve e ripetitivo, la scrittura amatoriale. Non a caso, l’unica puntata riuscita è quella che aveva come coprotagonista uno stralunato Vito nella parte di un uomo affetto dalla sindrome di Asperger. La recitazione è da filodrammatica. Per carità, Lucarelli, lo sceneggiatore, ha provato anche a inserire qualche spunto interessante, come gli accenni della presenza delle mafie al nord, ma tutto si disperde nella piattezza di un prodotto fatto e costruito per un pubblico che potrebbe essere rappresentato dal leghista medio. Ho trovato poi particolarmente di cattivo gusto l’inserimento, nell’ultima puntata, di un chiaro richiamo alla vicenda Cucchi, che meriterebbe ben altra cornice.

Non uccidere è una fiction ben girata, ben recitata, con personaggi di contorno con una psicologia complessa, le trame non sono mai banali e mirano a denunciare la povertà strisciante nel nostro paese, una povertà che genera drammi, il razzismo, l’ipocrisia di un certo mondo borghese, la discriminazione dell’omosessualità, ecc. Temi importanti, affrontati con delicatezza e con una scrittura di alto livello. La protagonista è una giovane donna tormentata e irrequieta, ben tratteggiata e meglio interpretata. Un prodotto che si distacca dalla media televisiva e non ha nulla da invidiare, anzi, forse ha qualcosa in più, un certo gusto europeo per l’introspezione, il coraggio di osare ritmi lenti, rispetto alle migliori serie di oltreoceano.

Non ci sono stati bagni di folla dopo l’ultima puntata e la terza serie è in forse, perché gli ascolti sono minimi, pena anche una demenziale programmazione da parte della terza rete, non nuova a cambi improvvisi di palinsesto. Dato poi chi arriverà a dirigerla,non si sa sulla base di quali meriti, le speranze di rivedere la fiction sono minime.

La televisione pubblica dovrebbe promuovere la qualità anche a scapito dell’audience, se necessario. Invece, probabilmente, assisteremo a un’altra serie dell’ispettore più idiota d’Italia e non sapremo mai i retroscena delle vicende familiari dell’ispettrice Ferro.

Questo è uno spaccato significativo della situazione del nostro paese perché spiega, mutatis mutandis, ad esempio, perché la legge sulle unioni civili di cui Renzi è “straorgoglioso” è monca, insufficiente, anacronistica. E’ lo stesso principio con cui si decide di proseguire una fiction piuttosto che un’altra: conta l’audience, in questo caso rappresentata da quella metà di popolazione che ancora ritiene sensato esprimere la propria opinione votando dentro un’urna elettorale, quando glielo permettono.

Un elettorato anziano, prevalentemente conservatore, mediamente incolto, non come Coliandro ma siamo lì, non avrebbe digerito la legge così com’era, grazie anche alla disgustosa e menzognera propaganda degli integralisti cattolici e della destra estrema e così il buon Renzi, ha sconfessato la propria maggioranza, si è alleato con una banda di pregiudicati e ha fatto passare una legge monca che i giornali di partito hanno applaudito come un passaggio storico. Grazie anche all’ottusa acquiescenza dei cinque stelle al loro padrone: il Movimento avrebbe potuto fare la storia ma ha scelto di lasciar perdere. Grazie, adesso mangiatevi gli scontrini.

La verità è che Umberto Eco aveva perfettamente ragione e le piccate repliche alla notizia della sua morte che ho letto sui forum e sul web, da parte di utenti offesi, che si sono sentiti chiamati in causa quando ha detto che grazie alla rete qualsiasi idiota aveva diritto di parola, oltre a dargli, appunto, ragione, lo dimostrano.

Eco voleva dire che in questo paese non esistono filtri, non esiste educazione all’uso dello spirito critico, tutto si riduce a una continua,volgare, irritante e costante bagarre campanilistica, una disputa sul nulla, un discorso tra sordi. Una grande occasione di dialogo libero, di confronto vero, qual era quella fornita dalla rete, va ogni giorno sprecata. Se nel Maghreb il web ha contribuito alla primavera araba e da noi ha generato la sfida delle mamme, un motivo ci sarà.

Ergo, abbiamo una politica che è esattamente lo specchio del paese: Renzi è sovrapponibile a Coliandro: l’età, i referenti culturali, il modo di esprimersi, sono gli stessi, lo stesso è anche il cast del governo: c’è la giovane poliziotta intelligente. la Boschi, il collega un po’ ottuso che lo adora e gli prepara il caffè, Alfano, e via discorrendo.

Bisogna rassegnarsi al fatto che la gente vuole Coliandro perché una parte consistente del paese è  Coliandro e vuole ridere sentendo ripetere “minchia” trenta volte in una puntata, piuttosto che riflettere e ragionare su qualcosa di più complesso.

Quindi viva Lucarelli, che meglio di tanti altri, ci ha dato una involontaria descrizione di Renzi e del renzismo, di un paese che ha messo l’intelligenza al bando e, quando accende la televisione o legge un giornale, preferisce spegnere il cervello invece di accenderlo. Tanto Coliandro alla fine ce la fa. Oppure no?

Categorie:Arte e spettacolo, Attualità

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