A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Entriamo nel merito


meritocrazia

Mentre si prepara una guerra in sordina, si propone un referendum di importanza fondamentale per il nostro territorio nel silenzio più totale,si sfiora per un niente la procedura di infrazione da parte dell’Unione europea, continua nella più totale indifferenza la sistematica distruzione della scuola pubblica: siamo arrivati al tanto decantato capitolo “Merito”.

Lo confesso: anch’io sono stato tra quelli che ha pensato che le ultime riforme della scuola fossero state redatte da incompetenti, persone che avevano come unico scopo i tagli alla spesa e non conoscevamo né le dinamiche né i problemi del settore che andavano a riformare. Mi sono sbagliato.

Le riforme della scuola sono state fatte da persone che conoscono perfettamente la scuola e, in particolare, i dirigenti scolastici e i docenti. ne hanno esplorato i pregi e le criticità e hanno colpito dove sapevano di fare più male possibile subendo il minor danno possibile. Tra Sun Tzu e i manuali di management, questa gente ha studiato e, dal punto di vista della logica di mercato, ha fatto un ottimo lavoro.

Il “merito” è solo l’ultimo tassello di un puzzle cominciato con la formazione di enormi istituti comprensivi, che ha come scopo quello di trasformare la classe docente in dipendenti statali obbedienti alla linea e silenziosi e di dare l’illusione ai dirigenti di possedere un potere che, in massima parte, è solo fittizia in rapporto all’abnorme aumento di responsabilità.

I ragazzi, la loro formazione, il loro futuro? Non importano, variabili dipendenti. Il prodotto dell’impresa scuola va accuratamente selezionato e orientato sul target più alto. La scuola all’epoca di Renzi è classista e gentiliana più di tutte quante le sue incarnazioni precedenti, nasce da una mentalità elitaria, quasi calvinista nell’attribuire al censo un merito di per sé. La scuola della Costituzione, egualitaria, una scuola che voleva dare un’anima a un popolo stremato dalla guerra, sanare le divisioni e offrire una opportunità di riscatto sociale, non esiste più, è stata cancellata in un assordante silenzio con la complicità di tutti. La scuola di Renzi non è cosa da proletari.

Veniamo al titolo del post: la 107 non parla di riconoscimento del merito per gli insegnanti, ma di valorizzazione. Scusate la pignoleria, ma con le parole io ci mangio e ritengo che abbiano un loro senso e un loro peso. Il merito include una selezione, una classifica, una bocciatura e una promozione, la valorizzazione non è nulla di tutto questo. Dunque tutta la propaganda faraonico renziana sul “merito” è fuffa: non c’è, non è definito, non è nominato. Ma non è l’unica cosa che non c’è.

Potrei chiudere qui perché, a parte indicatori che più generali non si può, il ministero, a meno che la circolare di imminente emanazione non riservi sorprese clamorose, lascia ad ogni istituto, quindi ad ogni dirigente, l’onere di come guidare i comitati di valutazione per definire cosa valorizzare e poi scegliere chi valorizzare. Non ci sono infatti parametri chiari e le scuole vengono esplicitamente invitate a sperimentare modelli di valutazione sull’indefinito.

Il risultato? In certe scuole si valorizzeranno per esempio le abilità d’uso delle nuove tecnologie e verrà lasciato fuori chi non ha competenze adeguate, in altre la competenza culturale e libresca, in altre ancora il gradimento del docente tra i ragazzi, e via discorrendo. Sembra assurda, vero?, una tale eterogeneità dei criteri, eppure è così, leggetevi la legge.

Questa situazione per alcuni si traduce in libertà di manovra e rispetto dell’autonomia e delle singole realtà, per altri in totale anarchia. A guadagnarci, come sempre in questo paese, saranno i furbi, quelli abili a vendersi al miglior offerente, i servi, a rimetterci in parecchi, comprese molte famiglie illuse che la presenza dei genitori nei comitati di valutazione sia finalmente un’occasione di compartecipazione reale alla vita della scuola, mentre è solo fumo negli occhi, perché ad assegnare nominalmente il bonus ai docenti e a sceglierli, sarà comunque il dirigente, una volta sentite le indicazioni generali dei comitati di valutazione che non hanno voce in capitolo sulle singole scelte.

Il risultato sarà il consolidamento dei cerchi magici nelle scuole gestite da dirigenti autoritari e collegi proni, litigi infiniti nelle scuole con dirigenti incerti e collegi conflittuali, e via di questo passo. Con ottime possibilità che un certo malcostume, una certa mentalità mafiosa, fatta di favori, concessioni, raccomandazioni, attecchisca anche nella scuola dell’obbligo, da cui, fino ad oggi, è stata (quasi) assente

Fino a quando non arriverà un altro sinistro demiurgo con la ricetta magica per sanare ogni problema: e la scuola per tutti diventerà un ricordo da rottamare.

Categorie:La scuola

Tag:, , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...