A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Democrazia per ridere


renzi-pagliaccio

Le primarie in Italia sono una pagliacciata, uno strumento da parte del leader del momento per candidare chi vuole senza alcuna attinenza con la volontà popolare. Si può affermare, a ben vedere, che si tratta di un mezzo per restituire e fare favori politici, che nulla ha a che fare con la volontà degli elettori.

Non che altrove funzionino meglio: basta vedere cosa sta accadendo negli Stati Uniti, dove si rischia di veder eletto presidente la versione più ricca, più ignorante, più becera e più cattiva di Berlusconi.

Il caso Paita a Genova è la prova lampante di quanto ho appena affermato: Renzi impose una candidata talmente in urto con la base e con la gente comune, che la base ha preferito far salire l’improponibile candidato della controparte.

Ma il problema non sono neanche queste elezioni farsa e l’arroganza del segretario del partito, il problema è l’assenza totale della politica dalla competizione elettorale.

In questo paese si continua ad andare avanti negando la realtà, raccontando panzane, vivendo alla giornata senza un’idea di programma, un’ombra di progetto industriale, economico e sociale che non comporti la svendita del territorio al miglior offerente.

I candidati sindaci hanno presentato programmi sostanzialmente identici: vuoti, privi di sostanza, pieni di buone intenzioni senza alcuna indicazione si come applicarle nella realtà. A parte alcuni impresentabili come, per motivi diversi, Bertolaso e Sala, gli altri sono personaggi di apparato anonimi, certamente onesti e forse anche capaci, ma che per il solo fatto di essere candidati alla guida di città importanti, non potranno che rispondere agli interessi del capo.

La decentralizzazione del potere, che rispondeva a logiche democratiche e avrebbe dovuto portare a un federalismo reale, non quello razzista e becero della Lega, è ormai sepolta dalle tendenze neo autoritarie inaugurate da Berlusconi e portate avanti con entusiasmo da chi l’ha seguito.

Va registrato anche il costante declino del movimento Cinque stelle che ormai non ne azzecca una da mesi: col virtuale ritiro del loro capo, rientrato sulle scene che più gli competono, l’assenza di idee, uomini e programmi da parte di quello che per mesi è stato definito come l’unico partito di opposizione al governo, è ormai sotto gli occhi di tutti. Tra l’altro, in occasione del voto sulle unioni civili, i pentastellati sono stati l’alleato migliore di Renzi, con il loro ipocrita voltafaccia al momento della resa dei conti. Per quanto riguardi i candidati sindaci, stendendo un pietoso velo sulle modalità di scelta, hanno scelto di perdere ovunque.

E’ una democrazia dai tratti esilaranti e tragici a un tempo, quella in cui viviamo, degna del vecchio Woody Allen, quando prendeva in giro le repubbliche delle banane. Un governo non eletto che propone finte riforme strutturali peggiorando tutto quello a cui mette mano, un premier che continua a tacere su reali problemi del paese, millanta un credito internazionale che non ha e prende schiaffi ogni volta che prova ad alzare la voce, regioni gestite da assemblee decimate dalle inchieste giudiziarie, comuni sciolti per infiltrazioni mafiose e sindaci impotenti di fronte al taglio delle risorse, tassi di povertà in aumento in tutto il paese, una politica sull’immigrazione sempre più assente e incapace di risposte sensate.

Le primarie all’italiana si inseriscono perfettamente in questo quadro e il prossimo passo inevitabile saranno le elezioni all’italiana, se la corte costituzionale non fermerà un’altra legge  che umilia i cittadini e la democrazia.

D’altronde, da un paese privo di coscienza civile, dove lo Stato è sempre qualcosa che appartiene agli altri e di cui gli altri devono rendere conto e non un organismo del cui funzionamento tutti siamo corresponsabili, è inevitabile ottenere risposte di questo tipo. Il rischio è che a questa democrazia ridicola e limitata, corrisponda sempre di più una libertà. ridicola e limitata.  

Categorie:Attualità

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