A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Italia, bidonville morale d’Europa


C’è un particolare che è sfuggito alla maggior parte degli osservatori nel caso dello scandalo che ha coinvolto il ministro Guidi e che, probabilmente, a breve, coinvolgerà anche il ministro Boschi.

Mi riferisco al fatto che la Total ha agito nei confronti del nostro paese come le multinazionali sono solite fare con i paesi del terzo mondo: corrompendo le persone giuste, in questo caso ministri e un ammiraglio, sfruttando quella zona grigia di cui tanto poco si parla. Leggete un buon libro che si intitola “Confessioni di un sicario dell’economia”, è istruttivo e deprimente a un tempo ma dice molto anche su quanto sta accadendo nel nostro paese.

Nessuno parla seriamente della corruzione, la palla al piede che frena lo sviluppo economico di questo paese, il combustibile che alimenta le mafie e danneggia il bene comune, la madre di tutti i mali italiani. Il problema sembra secondario, incidentale, un sassolino sulla strada delle magnifiche sorti e progressive.

Questo non è un esecutivo di corrotti, è controproducente definirlo così, anche se poi la sostanza è quella. Questo è un esecutivo che, a partire dal premier, ha una concezione strumentale e familistica del potere politico, completamente svincolata dalla morale e dall’etica. Presi uno per uno, i componenti del governo appartengono a famiglie potenti, potenti in quell’ottica di capitalismo familiare propria dell’Italia, naturalmente, e ricordiamo che la concezione familistica ha prodotto la mafia, improponibili invece a livello europeo. Sono giovani uomini e donne cresciuti con l’idea che tutto gli è permesso e tutto è lecito pur di ottenere ciò che si vuole, che la politica è un veicolo per concludere ottimi affari, che nella vita a vincere è il più ricco e chi soccombe è un perdente.

E’ una visione asfittica e meschina, certo, la stessa visione che ha portato un personaggio, inconcepibile in qualunque altro grande paese europeo, come Berlusconi a governare per vent’anni il paese. Il renzismo non è la prosecuzione del berlusconismo, è peggio. A Berlusconi bastava essere amato dai suoi, per Renzi non è sufficiente: qualunque accenno di dissenso, da qualunque parte provenga va schiacciato,deriso, cancellato. A Berlusconi interessava creare un impero, Renzi vuole creare un sistema, una struttura elastica e indistruttibile da manovrare e spostare a proprio piacimento.

Perfettamente gattopardesco nel suo agire frenetico che lascia ogni cosa al proprio posto, Renzi è l’immagine dell’azzeramento totale della politica, intesa non come mera ideologia ma proprio come “poiesis” per la polis, come azione per il bene comune. Il bene comune si identifica nel suo cerchio magico e negli interessi che rappresentano e la corruzione, in questa visione, è una carta da giocare con cautela ma presente nel mazzo. Gli amici sono il perno su cui ha fondato il governo e gli amici degli amici sono le fondamenta che lo sostengono.

Invece di avviare un piano strutturale di lotta alla corruzione, l’unico strumento per rilanciare seriamente l’economia, Renzi ha abolito l’articolo diciotto, assestando un colpo psicologicamente pesantissimo ai sindacati, ha scardinato la scuola pubblica per assicurarsi che si stia tutti ordinatamente in fila per tre, ha precarizzato il lavoro, con la formula dei “voucher”, drogando le statistiche e costruendo la favola del paese in ripresa, sta per varare una deregulation sui controlli alle aziende e, di fatto, non ha preso alcun provvedimento per un più serio controllo delle banche. Renzi, sotto gli occhi e nel silenzio di tutti, invece di liberare il terreno dalla pianta della corruzione, sta facendo sì che possa crescere più prospera  e indisturbata che mai.

Per quanto tempo i nostri Soloni, i tromboni di regime pronti a intingere le penne per ogni padrone, non importa di quale colore siano le bandiere, hanno descritto le differenze tra noi e la Grecia, tranquillizzandoci sulla nostra sorte destinata a ben altri allori? Ebbene, la verità è un’altra.

La verità è che noi siamo la Grecia, abbiamo abusato alla stesso modo dei soldi pubblici, abbiamo livelli di corruzione superiori, governi ancora più compromessi. A nostro vantaggio gioca solo una posizione strategicamente importante, un credito sempre più pallido da spendersi in medio oriente e il fatto che, con la nostra incapacità di gestire i flussi migratori, siamo una comoda pattumiera per l’Europa, che non può permettersi di lasciarci andare a fondo. Senza Lampedusa, toccherebbe alla Francia e alla Spagna accollarsi sbarchi e smistamenti, paesi già dilaniati da divisioni interne difficili da gestire per aggiungerci anche l’emergenza migranti.

Dunque non stupisce se la Total e chissà quanti altri ci trattano come un paese africano o asiatico, considerano i nostri rappresentanti in vendita e li comprano senza farsi troppe remore.

Questo è un governo che sembra avere come unico scopo quello di svendere questo paese, di fare terra bruciata di quanto di buono è stato fatto negli ultimi quarant’anni per ricostruire sulle macerie, secondo la migliore logica capitalistica per cui guerra e distruzione sono un ottimo affare. Cos’è stato il recente tour americano del premier se non il viaggio di un piazzista che mette in mostra il suo catalogo?

Dopo aver preparato il terreno alle multinazionali, eccolo annunciare trionfante il prossimo arrivo dell’IBM a Milano, con le solite promesse di assunzioni di ricercatori italiani e con le solite omissioni sulle condizioni di lavoro. E’ solo l’inizio di una colonizzazione annunciata.

Tutto questo ,ovviamente, non può prescindere dalla limitazione della libertà e dal blocco della democrazia. Lo dice Friedman, il fondatore della scuola di Chicago e il padre del moderno capitalismo anti keynesiano. Per quanto riguarda il blocco della democrazia, siamo già a buon punto, riguardo la limitazione della libertà, i terroristi stanno facendo il lavoro sporco.

E noi osserviamo tutto questo silenziosi, mentre controlliamo se qualcuno ha mandato un messaggio su Whatsapp.

Categorie:Attualità, Cronaca

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