A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

L’arroganza dei piccoli uomini


Che dire dell’amico del premier che ironizza su twitter per il quorum non raggiunto?

E che dire del premier che, invece di valutare che la gente che ha votato è più di quella che gli diede il successo alle europee, canta vittoria con la consueta arroganza e accusa demagogicamente gli avversari di demagogia?

Il governo ha barato: ha preferito sprecare 300 milioni di euro e rotti piuttosto che accorpare il quesito referendario alle amministrative, consapevole che i sì avrebbero stravinto, ha imposto un silenzio stampa e televisione senza precedenti e adesso gioisce di una vittoria che ,a guardare i numeri, vittoria non è, ma un segnale preoccupante di perdita di consenso.

Come sempre accade, chi vince dipinge il quadro con i colori che preferisce. ieri la democrazia del nostro paese ha incassato l’ennesima sconfitta, non la più grave, a dirla tutta, ma significativa. Se si può imparare una lezione da quanto è accaduto  è che bisogna spingere  perché, in un’epoca in cui vota sempre meno gente, il quorum venga eliminato. Questo provvedimento darebbe un nuovo significato al referendum significato che, negli ultimi anni, è andato sbiadendo. ma è una riforma che non interessa a un premier non eletto, che ha ideato una legge elettorale fotocopia della precedente perché la gente continui a non scegliere e lui a circondarsi della sua corte dei miracoli.

Ben altro valore per il futuro della democrazia del nostro paese avrà un’altra partita a carte truccate: quella del referendum costituzionale. Lì non c’è quorum, quindi una minoranza potrebbe decidere di dare una svolta autoritaria al nostro assetto istituzionale, consegnando il potere nelle mani di uno ed eliminando un organo di garanzia importante e voluto dai padri costituenti proprio per evitare derive autoritarie.

Sono certo che, in quell’occasione, giornali e televisioni ci bombarderanno di informazioni, assolvendo non alla loro funzione di servizio pubblico, cui ormai hanno rinunciato da tempo, ma a quella che più gli si confà, di cortigiani.

Sull’arroganza e sulle espressioni da bambocci viziati degli accoliti del premier non vale la pena di spendere altre parole. Quando non ci sono più giganti, sono i nani che tentano furbescamente di salire sulle loro spalle, ma come diceva Montaigne: Puoi essere il più potente sovrano del mondo ma sei sempre seduto sul tuo culo.

Categorie:Attualità

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1 risposta

  1. caro renzi, stai sereno chè il momento si avvicina !

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