A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

L’antimafia (che non fa notizia) dei ragazzi del ponente


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Lunedì si ricordava la morte di Peppino Impastato. Credo che se tra tante celebrazioni avesse trovato il tempo di dare un’occhiata allo splendido auditorium di Cornigliano, avrebbe approvato quello che stava succedendo. Più di cento ragazzi, provenienti dagli istituti comprensivi di Cornigliano e di Pegli, in realtà quelli che hanno lavorato al progetto sono più del doppio ma abbiamo dovuto fare i conti con lo spazio a disposizione,  due quartieri che sono due mondi a sé stanti ma che i ragazzi, lunedì mattino, hanno unito in un no alle mafie declinato con fantasia e tenerezza.

Disegni,canzoni, video, giochi didattici, striscioni, poesie, racconti, sono i prodotti di un anno di lavoro sulla legalità e la lotta alle mafie, il risultato concreto di quel codice etico proposto da Libera che dieci istituti comprensivi hanno adottato nella nostra città. Un particolare ringraziamento va a tutto il personale del Centro civico che, con cortesia e disponibilità, ha allestito la sala alla perfezione.

I ragazzi delle due scuole si sono applauditi, incoraggiati, incitati a vicenda, superando l’emozione inevitabile, di fronte a una sala gremita anche grazie alla partecipazione dei genitori. Così, i ragazzi di un quartiere residenziale e quelli di un quartiere ai margini si sono trovati uniti da importanti valori condivisi, hanno scoperto di poter camminare insieme, gli uni accanto agli altri, sulla strada dell’onestà, della legalità, dell’opposizione a qualsiasi forma di prevaricazione e violazione dei diritti civili.

Gli insegnanti che li hanno accompagnati in questo percorso hanno lavorato con grande dedizione e spirito di servizio, non per il bonus che occupa le cronache scolastiche in questi giorni, ma per fare la differenza, per rendere consapevoli i ragazzi che non c’è nulla che ci faccia sentire in pace con noi stessi come fare la cosa giusta. Non erano presenti tutti gli insegnanti che hanno lavorato al progetto perché alcuni sono rimasti a scuola ma il loro contributo è stato indispensabile per la riuscita del progetto.

Sono intervenuti all’incontro il presidente del Municipio medio Ponente Giuseppe Spatola, la segretaria regionale della Cisl scuola Genova e Tigullio  Monica Capra, il parroco don Robotti, la referente provinciale di Libera Chiara Volpato e il referente  regionale di Libera, Stefano Busi.

Gli interventi di tutti si sono distinti per senso della misura, concisione ed efficacia, forse stupiti da quegli adolescenti che li ascoltavano attenti e in silenzio.

E’ stata una grande giornata di scuola a cui, chi scrive è stato orgoglioso di partecipare, è stata una giornata che, a mio parere, ha indicato la strada che la scuola dovrebbe percorrere: aprirsi al mondo, non aver timore di affrontare temi importanti, perché i ragazzi, se seguiti, capiscono spesso più di noi, lavorare per unire e cancellare le differenze di razza, religione, censo, differenze che per i ragazzi non esistono. Così si forma la coscienza civile e lo spirito di cooperazione, così si fa scuola.

Purtroppo nessuno ha risposto al comunicato stampa che Libera ha inviato a tutti i giornali: forse una bella giornata di scuola non fa notizia, o forse è un sintomo preoccupante di quella rimozione del fenomeno mafioso che è caratteristica della nostra città. Ma non importa: l’impegno di Libera nelle scuole di Genova continuerà con rinnovato impegno, come continuerà  il lavoro sul Codice etico che Lunedì non ha trovato un punto d’arrivo ma un nuovo punto di partenza.

Categorie:Cronaca

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2 risposte

  1. Chi la scuola la lasciata per limiti di età una decina di anni fa pensava e sperava in un rinnovato cambiamento nella concretezza delle tematiche che affrontiamo tutti i giorni nella nostra vita sociale e che inevitabilmente la scuola deve cogliere per farne comprendere il significato profondo. Purtroppo continuano a coesistere nella nostra società due mondi tra loro non comunicanti; quello dei docenti che nonostante il loro ruolo di educatori non riconosciuto nella sostanza continuano ad operare per il bene della scuola spendendo anche il loro tempo al di fuori di quello puramente scolastico-burocratico, convinti dell’importanza di una crescita culturale sana ed adeguata ai tempi, senza condizionamenti e nel rispetto delle diversità.
    Nell’altro fronte troviamo il mondo della politica e dell’informazione che offrono agli attenti osservatori un mondo fatto di ripicche, continue polemiche, conservazione del potere ormai consolidato, insomma un mondo lontano da ciò che i cittadini comuni si aspettano. E tutto ciò senza contare il dilagare dell’illegalità in ogni sua forma, dal cartellino timbrato senza poi ricoprire il proprio posto di lavoro all’arricchimento personale attraverso gli appalti pilotati, la corruzione, l’evasione fiscale, ecc. E mettiamoci anche la penetrazione di forme di terrorismo.
    Non si vuole in definitiva comprendere che un forte investimento nella cultura dei nostri giovani è un deterrente al dilagare dell’illegalità e dei suoi comportamenti immorali; e quindi là dove il mondo della scuola opera in tal senso non trova spazio nei media o lo trova talvolta in piccoli ritagli come per esempio la settimana della legalità o la manifestazione della memoria e dell’impegno il 21 Marzo di ogni anno.
    Si preferisce e credo colpevolmente si abdica al ruolo di informazione pluralista, pensando di far notizia solo con gli aspetti negativi della nostra società, continuando così a creare un senso di impotenza, di indifferenza e soprattutto di rinuncia a lottare per un vero cambiamento. Quando i due mondi a cui mi riferivo prima si incontreranno stabilendo obiettivi comuni, solo allora forse riusciremo ad essere convincenti e potremo sperare di investire sulle risorse dei nostri giovani.

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