A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

La scuola devastata


 

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Se si può imputare un grave colpa a questo governo, e a parere di chi scrive se ne possono imputare parecchie, è certamente la riforma della scuola. Un anno fa, in questo spazio, prevedevo i danni che avrebbe procurato e le previsioni si sono rivelate esatte.

Basta considerare cosa sta succedendo in questi giorni con la presunta valutazione del merito: commissioni impegnate a stabilire criteri che non siano oggetto di ricorso e che si inventano le categoria più assurde come l’autorevolezza o la disponibilità, quasi fossero misurabili oggettivamente e quindi soggette a indiscutibile giudizio. Dirigenti che si affannano a inserire nella graduatoria del merito il proprio cerchio magico, altri che esercitano arbitrariamente il proprio (presunto) potere,  altri ancora che provano a usare equilibrio e senso della misura, rammaricandosi di questa nuova e surreale incombenza piovuta sulle loro spalle. Le indicazioni del governo? Il bonus non va attribuito a tutti ma neanche a pochi. Stop.

Nei corridoi delle scuole i coltelli volano ad altezza d’uomo e chi si disinteressa della questione e continua a portare avanti il proprio lavoro, fortunatamente moltissimi, viene guardato con sospetto o apostrofato malamente per il proprio distacco da gente che non ha mai fatto un giorno di sciopero se non coincideva con un viaggio organizzato.

Non parliamo poi dei sindacati, che si affannano ad affermare che il bonus è oggetto di contrattazione, senza chiedersi quanto sia moralmente giusto che chi è stato eletto per tutelare i lavoratori contribuisca a decidere a chi deve andare l’elemosina di stato e a chi no.

Il governo Renzi ha trasformato i luoghi della cooperazione e del lavoro condiviso in piste per una corsa di bighe e questo è semplicemente vergognoso.

Purtroppo, quella reazione che la categoria ha avuto a Giugno e che i sindacati non sono riusciti a cavalcare, per debolezza oggettiva, incapacità e tutela di sacche di potere, è in mano a chi non trova miglior espediente per esprimerla che una retorica vecchia e vuota che fa il paio con la retorica del magnifico trio Renzi-Faraone- Giannini, più simile ai bulgari di Aldo, Giovanni e Giacomo che al trio Lescano.  Sono stanco di leggere la nostalgia per una scuola che non è mai esista perché, esclusi i primi anni della Repubblica e il ventennio fascista, non ha mai rappresentato un priorità per il governo ma una spiacevole incombenza.

La scuola non era perfetta prima della riforma, ma la riforma non ha risolto i problemi vecchi e ne ha aggiunto di nuovi, questa è la verità. La riforma ignora totalmente la formazione dei ragazzi, il mestiere dell’insegnare, l’etica del lavoro di chi, quotidianamente si siede ogni mattina alla cattedra per dare corpo e voce alla Costituzione.

Ha invece aggravato la già kafkiana burocrazia, ha sdoganato il servilismo e, l’abuso di autorità, ha aumentato a livelli insostenibili la conflittualità interna e la competizione, ha cercato di mettere la museruola e il guinzaglio a una categoria che, per fortuna, ha letto Il potere dei senza potere  di Havel e conosce il potere eversivo del lavoro ben fatto.

Il 20 maggio spero che siano loro, quelli del lavoro ben fatto, a svuotare le scuole e a riempire le sale delle assemblee chiedendo ai sindacati di avere qualcosa che fino adesso è mancato nel contrasto alla riforma: il coraggio.

Il ministro Giannini non capisce, le capita spesso, il motivo di questo sciopero a fronte dell’ennesima oceanica ondata di assunzioni annunciata.

Sarà forse che siamo stufi di farci prendere in giro? Sarà che abbiamo il contratto bloccato da sette anni e il governo è già stato condannato per questo dalla Corte Costituzionale? Sarà che le scuole sono ancora piene di precari e il governo continua a dimenticare il personale Ata, tranne quando si tratta di diminuirlo? Sarà che gli insegnanti di sostegno cambiano due o tre volte nel corso dell’anno, con grave danno per gli alunni, perché non si sanno stilare le graduatorie?  Sarà che da settembre, con l’assunzione diretta da parte del dirigente, il clientelismo diventa legge e noi diventiamo tutti precari? Sarà che la legge sulla sicurezza in moltissime scuole viene regolarmente derogata? Sarà che il governo ha creato ambiti territoriali assurdi per limitare la mobilità interna  e ha costretto senza alcun motivo centinaia di insegnanti a cambiare regione bandendo quest’anno il concorso nelle regioni di partenza? Sarà che il governo ha finanziato la lotta fratricida per il merito a scapito dei fondi d’istituto che vanno usati per lavorare con i ragazzi?

Ha idea il ministro del modo in cui è stato organizzato il concorso che si sta svolgendo in questi giorni? Esattamente come il ministro e i suoi sodali hanno gestito la riforma: nel modo peggiore possibile.

Categorie:Attualità

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