A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Pizzarotti, o del fumo negli occhi


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Diciamo subito che i reati di cui sono accusati Pizzarotti e Nogarin, di fronte a quello che accade ogni giorno nei comuni italiani, di fronte alla recente sentenza del processo Minotauro che ha certificato come un sindaco abbia governato per dodici anni un paese del torinese con l’appoggio di tutte le cosche del nord Piemonte,fanno tenerezza, sono esilaranti e solo la propaganda del Pd, con in testa naturalmente quell’osceno brogliaccio che è l’Unità, può equipararli ai reati ben più gravi di cui sono accusati alcuni suoi esponenti, senza contare la banda dei verdiniani di cui sono alleati.

Io non amo il movimento cinque stelle per certe sue sterzate a destra, perché non amo Grillo politico e non sono un fautore del pensiero unico. Considero l’espulsione di Pizzarotti un atto di puro masochismo politico, un regolamento di conti interno fatto nel momento più sbagliato possibile. Ma la storia del movimento, dalla legge sulle unioni civili, ai famosi dialoghi con Bersani, alle epurazioni, è una storia di clamorosi errori politici.

Non mi interessa quindi difendere i due amministratori grillini se non per sottolineare come il Pd e i suoi elettori continuino a individuare pagliuzze di colpe negli altri e a ignorare la trave di colpe che pesa sulle loro teste.

Il Pd oggi, non ha avversari, basta vedere come la destra radicale cattolica è riuscita a trasformare in un trionfo l’approvazione di una legge sulle unioni civili frutto di compromessi al ribasso, rabberciata e incompleta. Se niente niente l’uomo che non è stato eletto percepisce la possibilità di una sconfitta, come nel caso del  referendum sulle trivelle, allora gioca sporco. E ha culo, perché se il petrolio a Genova fosse fuoriuscito un giorno prima, saremmo qui a fare altri discorsi.

Questa totale assenza di avversari credibili, l’impressionante macchina propagandistica a sua disposizione, la totale assenza di etica politica e di pudore da parte di questo governo, non lasciano ben sperare per il referendum costituzionale che l’uomo che non è stato eletto da nessuno ha trasformato in un plebiscito sul suo governo. Nonostante ne vada del futuro della democrazia nel nostro paese.

Vediamo allora quali sono i dati del suo governo:

– Politiche del lavoro: aumento della disoccupazione giovanile, cancellazione dei diritti dei lavoratori, precarizzazione generalizzata in tutti i settori con la bella trovata dei voucher, nessun piano industriale, nessuna sterzata verso le energie rinnovabili, politica favorevole alle lobbies e alle multinazionali, delegittimazione del sindacato. D’altronde il governo è formato da esponenti delle principali lobbies di potere italiane, di quel capitalismo familistico e reazionario che è da decenni la palla al piede del paese.

– Politica estera: semplicemente ridicola. Non c’è nemmeno da elencare tutti i fallimenti che fin qui l’Italia ha collezionato.

– Scuola e istruzione: definire disastrosa la riforma della Buona scuola è dire poco come lo è definire dilettantesca l’organizzazione del concorso in atto. Il governo ha solo perfezionato la destrutturazione della scuola pubblica, foraggiando come i suoi predecessori, ignorando la costituzione e il buon senso, la scuola privata. Last but not least, il bonus sul presunto merito dei docenti: invece di  aumentare i fondi d’istituto nelle scuole, invece di fare sì che quei soldi vadano a chi lavora con i ragazzi e per i ragazzi, il governo ha trasformato le scuole in arene e i docenti in clientes, anche in questo caso senza alcun motivo valido. Di tutto il resto, parlerò più avanti.

– Politiche sociali: droga? Non esiste. Disagio giovanile? Non pervenuto, a meno che non pensi di risolverlo mandando i diciottenni a vedersi qualche concerto, alcool? E’ legale, no? Stranieri: la disorganizzazione allo stato dell’arte, una finta emergenza trasformata in emergenza vera, un manifesto di incapacità politica. Sicurezza? Aahahaha!

– Welfare: per quello che non è mai stato eletto è una brutta parola, da eliminare al più presto possibile. Gli idioti che godono oggi per come vengono trattati gli insegnanti, vedremo se rideranno ancora quando toccherà alla sanità e alle pensioni.

Potrei andare avanti ma il gioco diventerebbe stucchevole. Andava tutto bene prima che arrivasse al potere l’uomo che non è mai stato eletto? No, andava tutto male, ma è stato lui a dire che avrebbe cambiato il paese. E’ stato lui a lanciare proclami e fare promesse è stato lui, con un atto di rara viltà politica anche in un paese che non brilla per cuor di leoni, a far le scarpe al suo predecessore perché troppo lento e inadatto alla politica del fare.

Bisogna dire che una promessa l’ha mantenuta: il paese l’ha cambiato, in peggio. E continua a farlo a pezzi mentre i compagni sono occupati a prendere in giro i pentastellati.

Categorie:Attualità

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