A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

La bella addormentata nei boschi


C’è un equivoco di fondo che traspare dalle esternazioni continue di questi giorni che ci vengono generosamente elargite da colui che non è stato eletto da nessuno e dalla bella addormentata nei boschi.

A parte la marea di idiozie e bugie più o meno consapevoli che fanno da corollario ai loro interventi, l’ultimo dei leit motiv è che la mancata vittoria dei sì al referendum costituzionale getterebbe il paese nell’instabilità.

A parte che trasformare un referendum su materie così delicate in un plebiscito è contrario alla spirito della legge sui referendum e disonesto, il problema dell’instabilità dei governi,nel nostro paese,è dovuto al trasformismo, all’assoluta mancanza di piani industriali e sociali a lungo termine e a una inettitudine al governo che negli ultimi anni è diventata sempre più diffusa e preoccupante. Peccati di cui si è macchiato ampiamente anche l’attuale governo.

Se la bella addormentata e il non eletto sapessero svolgere egregiamente il proprio mestiere, mestiere per cui, sia detto per inciso, sono da tutti noi lautamente retribuiti, nessuno si sognerebbe di cercare altre strade o proverebbe a dare una spallata all’esecutivo tramite il referendum, operazione altrettanto scorretta quanto quella opposta.

Io non credo che la nostra Costituzione vada cambiata, penso invece che si debbano porre le basi perché venga pienamente attuata in tutti i suoi articoli fondamentali.

Sono altresì convinto che le modifiche proposta dalla bella addormentata e dal non eletto tradiscano lo spirito dei padri costituenti e portino il paese verso una deriva autoritaria dalle conseguenze poco prevedibili ma non certo positive.

Non capisco sinceramente come, chi crede nella democrazia, nel pluralismo, nella discussione come occasione di crescita e d’incontro, possa tollerare l’eliminazione di un organo di garanzia e riequilibrio dei poteri come il Senato senza un adeguato sostituto, l’asservimento del Presidente della repubblica al governo, una legge elettorale che, con un meccanismo, assurdo, premia in modo spropositato chi vince le elezioni anche se eletto da un risibile minoranza.  Questo solo per citare alcuni dei punti dolenti su cui gli italiani saranno chiamati a esprimersi.

Se vincessero i sì a ottobre, il deficit di democrazia che ha contraddistinto gli ultimi sette anni della storia del nostro paese, si allargherebbe a dismisura. Se vincessero i no, personalmente non vorrei che l’attuale esecutivo desse le dimissioni, non è previsto dalla legge, non è necessario: necessario sarebbe, invece, che si mettesse a lavorare seriamente per il bene del paese e per assicurare quella democrazia che latita da troppo tempo. D’altronde, nella remota ipotesi che il non eletto mantenesse la promessa di togliersi dai piedi, l’assoluta mancanza di una alternativa politica credibile farebbe sì che lui, la bella addormentata o qualche altro clone, tornerebbero presto in auge.

Se  la bella addormentata vuole stabilità e governabilità, si assicuri che suo cavalier servente cominci ad occuparsi dei problemi reali che affliggono il paese; vari dei provvedimenti seri   contro la criminalità organizzata e la corruzione, cominci a occuparsi di droga ed emarginazione giovanile, proponga un piano serio per l’immigrazione e per l’integrazione, vari leggi restrittive in materia di tutela dei lavoratori per chi vuole investire nel nostro paese, riveda una riforma della scuola fallimentare, aziendalistica, contraria  al dettato costituzionale , risolva il problema degli esodati, vari una politica industriale ponendo l’accento sulle energie   rinnovabili e sulla ricerca, inserisca criteri di proporzionalità seri e degni di un paese civile sul diritto alla sanità gratuita e sul prelievo fiscale, si occupi della tutela dell’ambiente, ecc. e vedrà che  non ci sarà bisogno di toccare la Costituzione, e lanciare plebisciti perché questo paese sia governabile.

Categorie:Attualità

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