Sarebbero tanti gli argomenti di cui parlare oggi, tante le notizie su quotidiani che suscitano indignazione, scoramento, rabbia.

C’è un filo comune che ne unisce alcune: Giovanardi e la Lega che minimizzano l’omicidio di Emmanuel, i polizotti uccisi negli Stati Uniti, i nomi cancellati dei macellai del G8 di Genova, gli argomenti con cui Forza Italia si oppone all’introduzione del reato di tortura nel codice penale.

La morte dei cinque poliziotti negli Usa è l’applicazione di una regola inossidabile: violenza chiama violenza, sempre e comunque. Si arriva a un punto di rottura in cui è inevitabile che ad ogni azione corrisponda una reazione uguale e contraria. Quella americana è una guerra razziale, provocata sia dall’atteggiamento violento delle forze dell’ordine sia dal razzismo endemico in gran parte della popolazione bianca, questo senza voler giustificare in alcun modo la violenza, che non  ha giustificazioni ma spiegazioni sì. Se si lascia spazio, se non si stigmatizzano e non si condannano i comportamenti violenti di chi deve assicurare l’ordine e la giustizia, non c’è più ordine e giustizia.

E’ lo scenario che ci aspetta se si continuerà a dare credito e voce a gente come Giovanardi e gli esponenti della Lega, sciacalli che speculano anche sulla morte di un ragazzo colpevole solo di avere la pelle nera, politica continuerà ad abbassarsi al rango di scontro tra bande utilizzando un linguaggio da trivio.  Continuando a ignorare quello che sta succedendo, a negare la realtà chi viene emarginato, beffeggiato, privato dei suoi diritti,  reagirà con la violenza, scatenando una assurda escalation che non gioverà a nessuno e facendo il gioco dei fascisti e dei razzisti.

I nomi dei macellai, questo sono, indegni di essere chiamati poliziotti, che hanno massacrato persone inermi alla Diaz e per le strade di Genova durante il G8, sono stati cancellati. Questa vicenda non manca mai di amareggiare, di rivelare strascichi ogni volta più avvilenti,squallidi, di mostrare come il potere nel nostro paese abbia tratti mostruosi e la democrazia sia sempre più virtuale. Le coperture di cui i macellai hanno goduto al tempo, coperture che provenivano dalle più alte cariche dello Stato, mai toccate da provvedimenti riguardanti la responsabilità morale di quanto avvenuto, continuano ad essere attive, giustizia non è stata e non sarà fatta. Continuiamo almeno a ricordare la vergogna.

Quanto all’opposizione  di Fi all’introduzione del reato di tortura, per altro formulato dagli esperti del Pd in modo talmente blando e accomodante da risultare quasi inutile ma sufficiente a permettere a colui che non è stato eletto da nessuno di vantarsene come di una grande vittoria di civiltà, ribadisco quanto ho già scritto in passato: è necessaria,ormai improcrastinabile, un riforma delle forze di polizia che faccia pulizia delle mele marce che indossano la divisa, picchiatori, fascisti e affini, che valorizzi il lavoro dei funzionari e degli agenti che coscienziosamente, onestamente e silenziosamente ogni giorno rischiano la vita per noi, che introduca periodici controlli psicologici e una formazione continua anche in sevizio, formazione che non spieghi come fare più male colpendo con i nuovi manganelli, come è stata fatta ai macellai di Genova, ma spieghi cosa significa essere al servizio della collettività.  Il reato di tortura deve subito essere introdotto nel codice penale,formulato seriamente, e va introdotto un sistema che permetta di identificare immediatamente gli agenti autori di violenze. Tutto questo a tutela della collettività e della stragrande maggioranza delle forze dell’ordine che è formata da gente onesta e pulita.

Che nel 2016 si debba parlare di questo, di razzisti, poliziotti violenti e politici inetti, nomi nascosti, reato di tortura, dimostra che in questo paese la strada verso una democrazia compiuta è ancora lunga.

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