A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Una tragedia inammissibile


E’ sempre difficile commentare a caldo tragedie come quella che si è consumata ieri in Puglia.  Tra rabbia e pietà, non è possibile trovare un equilibrio e ancora più complicato risulta analizzare un incidente assurdo e, per questo, tanto più doloroso.

Le parole del presidente della Repubblica che ha definito “inammissibile” la tragedia consumatasi ieri, suonano alte e pesanti come macigni,ben diverse da quelle del presidente del Consiglio che si è affrettato a dire che “i responsabili verranno trovati”, un refrain stucchevole che abbiano già ascoltato in occasione dell’omicidio di Giulio Regeni, con l’esito che conosciamo.

Renzi, annunciando aperta la caccia all’errore umano, assolve la politica, la vera responsabile di quanto accaduto ieri. Non solo perché i fondi europei per eliminare il binario unico sono rimasti inutilizzati, non solo perché due ministri delle infrastrutture hanno ignorato le interpellanze in proposito, ma soprattutto, perché la politica ha abbandonato da decenni il sud del paese a sé stesso.

Autostrade mai portate a compimento, viadotti caduti, ferrovie a binario unico e vetture obsolete, servizi inesistenti in larghe parti del territorio, una politica clientelare quando non asservita alle mafie, la speculazione edilizia come metodo sistematico di devastazione del territorio,  questa è la realtà di buona parte del meridione d’Italia. Di questa parte del paese questo governo, come quelli che l’hanno preceduto, si sono totalmente disinteressati, perché, in una logica globalizzata, non è produttiva, quindi non conta.

La Puglia è  la regione di Taranto, dei morti di Taranto, del mito del lavoro barattato con la vita di uomini, donne, bambini. La Sicilia è la regione dell’autostrada Messina- Palermo, infinita e incompiuta da sempre, come la rete ferroviaria, obsoleta e pericolosa, la Calabria è la terra di Rosarno, degli schiavi stagionali, la Campania è la terra dei fuochi e della quotidiana guerra di Camorra, tutto il sud è terra di cattedrali nel deserto., di mala sanità, di una gestione del potere feudale da parte di tutte le forze politiche, nessuna esclusa.

La gente del sud non merita questo, perché il meridione è anche Lampedusa, che insegna al mondo il rispetto per l’altro, è la Calabria che resiste alla ndrangheta e le cooperative di Libera terra in Campania, che dimostrano che si può cambiare, che un altro mondo è possibile, è la gente della Puglia che donna il sangue in massa per i feriti. La gente del sud, costretta a emigrare, a sopportare pregiudizi e umiliazioni, che troppo spesso si è sentita straniera nel suo paese, non merita questo.

Ma la tragedia di ieri insegna anche che il mito della privatizzazione nel nostro paese è, appunto un mito: non è vero che il privato funziona meglio, se il disastro di ieri è legato a un fonogramma, è ormai stato provato più volte che il privato, per ridurre i costi, taglia sistematicamente per prima cosa sulla sicurezza. Questo accade nel traporto aereo, nelle fabbriche, nelle ferrovie. Nonostante la nostra normativa sulla sicurezza sia tra le più avanzate del mondo, tanto che Berlusconi tentò, per fortuna senza riuscirci, di abolirla.

“Non è mai successo niente” ha detto il direttore dell’azienda che gestisce il traffico ferroviario in quel tratto, esemplificazione perfetta di quel “tiriamo a campare” che sta diventando il logo non solo del meridione d’Italia, ma di tutto il paese, e di una politica incapace di assolvere al suo compito primario: rispettare e tutelare la vita  e i diritti dei cittadini.

Categorie:Attualità

Tag:, , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...