I nodi sul pettine dei Cinque stelle


“Abbiamo tutti contro” è il nuovo mantra pentastellato, l’ennesima scoperta dell’acqua calda da parte del Movimento. Il potere porta nemici e i Cinque stelle, con la loro ottusa intransigenza, i loro scontrini e la loro incapacità ormai palese di andare oltre i proclami e le buone intenzioni e sporcarsi le mani con la politica reale, di nemici se ne sono fatti molti.

A me non importa che la Raggi sia onesta, importa di più che non sia disonesta e sia capace. L’onestà non è una patente di buon governo ma il requisito minimo necessario per governare.  In ogni caso, il silenzio assoluto su quanto sta accadendo a Roma non è un esempio di onestà verso i propri elettori ma solo il tentativo maldestro di smascherare la propria incapacità, magari attribuendo la responsabilità del disastro ad altri.

I Cinque Stelle non sono un partito, contano su una base di persone oneste, incazzate, volenterose ma totalmente prive della capacità di fare politica, dipendono da un capo e da un direttorio e , scopriamo in questi giorni, sono dilaniati da correnti interne esattamente come tutti gli altri. Arrivati al momento della verità, come era ampiamente prevedibile, stanno miseramente sciogliendosi come neve al sole. La fine dell’innocenza, prima o poi, arriva per tutti.

Per fare politica serve un programma chiaro, non invettive e buoni propositi,per fare politica servono politici, non capetti e direttori. Quando la Raggi ha detto che avrebbe risposto al Direttorio e non agli elettori che l’avevano votata, ha mostrato la fragilità della sua statura politica, fragilità confermata con il tira e molla sulla possibile candidatura di Roma alle Olimpiadi. Queste dimissioni non sono frutto di contrasti politici, divergenze di vedute, scontri sul programma, ma di giochi di potere interni al Movimento. Gli avversari non contano, stanno facendo tutto da soli, come è loro costume.

Il disastro  di questi giorni, disastro interno al Movimento e non dipendente da nessun altro fattore, non giova al panorama politico italiano: un’alternativa a questo governo sarebbe di vitale importanza ma né una destra berlusconiana ormai a pezzi, né la destra nazistoide di Salvini né i Cinque stelle, al momento, possono rappresentare una alternativa credibile.

Paradossalmente, nel momento in cui le bugie di Renzi si svelano agli occhi di tutti, quando si avvicina l’occasione per assestare il colpo finale a una leadership che definire penosa è poco, il Pd rischia di ritrovarsi senza altri avversari che la propria fronda interna, che per altro ha già ampiamente dimostrato la propria inettitudine.

Resta la speranza che il Movimento impari la lezione, inviti a mettersi da parte chi non ha più nulla da dire, abbandoni i direttori e si dia un’organizzazione seria, lasciando perdere la rete e i vaneggiamenti sulla democrazia diretta.

Non credo che questo possa accadere: difficile che una organizzazione politica il cui simbolo è proprietà privata trovi la forza di un tale cambiamento.

Rassegniamoci quindi a continuare ad assistere alle penose esibizioni del più squallido e infimo teatro politico nella storia della Repubblica.



Categorie:Attualità

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