A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Il mondo che stiamo preparando per i nostri figli


Ieri ho fatto una cosa assurda, assurda in un mondo ideale, dove gli esseri umani si comportano come tali. Leggo un post su facebook di Libera che dice che nel palazzo di via XX Settembre ( per chi non è di Genova: la via principale della città, quella dello shopping) dove sono ospitati undici profughi, l’assemblea di condominio ha negato l’allacciamento dell’acqua, acqua che, intendiamoci, sarebbe stata pagata dal Comune.L’iniziativa è partita da singoli cittadini e L’Arci ha invitato le persone a presentarsi davanti al portone del palazzo con una bottiglia d’acqua.

Ero appena uscito da scuola, da una scuola dove la metà dei ragazzi sono stranieri. Chiamo mia moglie e le dico:” Dobbiamo andare”. Non eravamo molti, ma oltre agli iscritti all’Arci, a Libera,e alle altre associazioni, a qualche politico, c’erano anche signore eleganti, giovani e meno giovani, con la bottiglia in mano, gente che abita in centro e non voleva essere confusa con chi nega l’acqua agli assetati. C’era anche un odioso negoziante, quello accanto la portone del palazzo dove sono ospitati i migranti, che si è lamentato delle bottiglie temporaneamente posate accanto all’entrata.

Cambio argomento, ma solo apparentemente, perché sempre di razzismo si tratta, sempre di noi e voi, di affermazioni di diversità: la questione del panino a mensa.

Parto da una semplice constatazione: la scuola pubblica è l’unico luogo in cui, per un periodo limitato della loro vita, spesso solo per la durata della scuola dell’obbligo, i ragazzi sperimentano l’uguaglianza: ricchi e poveri, bianchi, gialli, o neri, alti bassi, belli e brutti, i ragazzi a scuola hanno gli stessi diritti, devono seguire le stesse regole, rispettare gli stessi impegni, subire le stesse punizioni o essere premiati allo stesso modo. Mangiare, anche male, tutti insieme, fa parte di questo quadro, ne è in qualche modo l’ideale cornice. E parla un insegnante che vedeva l’ora di mensa come un supplizio ma ne ha sempre riconosciuto il valore pedagogico e sociale.

Andiamo a un altro argomento, anche questo correlato: la lettera della madre che scrive che sua figlia non farà i compiti perché ha il diritto di divertirsi.

Dovremmo educare i nostri figli a non umiliare gli altri, non a sentirsi diversi e privilegiati, questi genitori li educano invece  a sentirsi diversi dagli sfigati che mangiano a mensa o da quelli che fanno i compiti, loro sì che sono furbi e protetti, loro sì che possono portarsi a scuola un lauto pranzetto da consumare da soli, in barba a qualunque logica di classe, o rinunciare a fare i compiti che magari, più tardi, farà la mamma. Questi genitori li educano a distinguersi da chi è diverso, meno fortunato, più povero. Questi genitori sono razzisti.

Il razzismo schifoso dei condomini del palazzo di via XX Settembre nasce dai piccoli razzismi quotidiani, dal cominciare a stigmatizzare e segnalare la diversità già dai banchi di scuola. L’assoluto disprezzo di altri esseri umani, in virtù della propria appartenenza a una classe sociale diversa e quindi dotata di maggiori diritti rispetto agli altri, anche del diritto di essere impietosi e spregevoli, è purtroppo un male sempre più diffuso.

Al pensiero di quale mondo stiamo preparando ai nostri ragazzi, da genitore e da padre non posso non provare un moto di nausea.

Categorie:Attualità

Tag:, , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...