A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Quando il gioco uccide


Il problema delle dipendenze è ampio e articolato e meriterebbe ben altro spazio che queste pagine. Droga, alcool, gioco d’azzardo,.internet, sono solo alcune delle manifestazioni di un problema che, spesso, si lega a veri e proprio disturbi psichici, a profonda solitudine e disperazione.

Sono rimasto inevitabilmente colpito dalla tragedia accaduta a Cornigliano, dove un poliziotto, soffocato dai debiti di gioco, ha ucciso le due figlie e la moglie prima di suicidarsi. A Cornigliano lavoro da sedici anni e conosco bene la realtà del quartiere, non conoscevo questa famiglia ma alcuni  miei alunni sì e ne abbiamo parlato a scuola.

Inevitabilmente il discorso si è allargato alle dipendenze, in particolare il gioco d’azzardo e la droga. Due settori strettamente legati alla criminalità organizzata da sempre, due problemi totalmente ignorati dai media tranne quando si verificano eventi tragici.

Libera Genova ha lanciato da anni l’allarme sul gioco d’azzardo: la percentuale di  giocatori nella nostra regione è altissima, 1 persona ogni 110. Si tratta di un allarme sociale che resta ignorato sia, con alcune eccezioni, dai media, sia, colpevolmente, dalla politica.

I colpevoli di questa situazione sono tanti: una politica che per due decenni ha illuso la gente che le scorciatoie erano il modo più semplice per arrivare al successo, la crisi economica che in quartieri come Cornigliano, a basso reddito, con una popolazione di operai, ad alta concentrazione di stranieri, pesa drammaticamente, il deterioramento della comunicazione nei rapporti interpersonali: corriamo continuamente senza sapere perché, il lavoro diventa sempre più stressante, richiede sempre più impegno e fatica, spesso ci si dimentica di quanto è importante parlare.

Il giocatore compulsivo è come un tossicodipendente che ha bisogno di scariche di adrenalina sempre maggiori per soddisfare il suo bisogno ma, al contrario dei tossicodipendenti, è tormentato dai sensi di colpa e questo lo porta a vivere un inferno quotidiano, combattuto tra la consapevolezza di aver bisogno di aiuto, la vergogna e la pulsione che lo spinge a reiterare l’errore.

La tragedia di Cornigliano è solo la più grave di tante tragedie che si ripetono ogni giorno nella nostra regione: persone che perdono la casa, i beni conquistati lavorando onestamente, spesso perdono anche la famiglia e gli affetti. Sono persone normali, appartenenti a ogni classe sociale, perché i demoni sono trasversali, brave persone che incontriamo ogni giorno nei nostri quartieri, consumati da una febbre che non riescono a curare.

Lo Stato su tutto questo ci guadagna come ci guadagnano le mafie, che riciclano con le slot machine il denaro sporco e spesso esercitando l’usura acquisiscono beni e aziende. Mi chiedo se questo sia morale, se sia dignitoso vedere in televisione, sulle maglie delle squadre di calcio, sui muri della città, pubblicità di società che gestiscono il gioco d’azzardo.

In alcune città i comuni, sensibilizzati sul problema dalle molte associazioni che premono per una regolamentazione più severa, hanno cominciato a utilizzare strumenti che premiano  i locali che non installano le slot machine,  è un principio che dovrebbe essere seguito, a mio parere, su scala nazionale, con provvedimenti del governo.

Io non sono proibizionista, credo che la libertà, fino a quando non si scontra con il bene comune, comprenda anche i vizi, ma credo che servano regole severe in materia per evitare che tragedie come quella di tre giorni fa si ripetano. Alla luce della proposta di legge sulla liberalizzazione della cannabis, su cui ho già espresso le mie riserve, ritengo che questa regolamentazione sia ormai urgente e non possa risolversi in provvedimenti di facciata.

Una delle mie alunne l’altro giorno mi ha chiesto perché lo Stato stanzia trecento milioni di euro per un biglietto della Lotteria e da noi a scuola non funziona niente, i lavori di ristrutturazione sono bloccati, non possiamo usufruire di laboratori per altro obsoleti, ecc.

Giro la domanda ai miei quaranta lettori. 

Categorie:Attualità

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