A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Azzeramento etico


Le stragi ci toccano solo quando riguardano quelli come noi, l’ho già scritto e lo ribadisco. Sono anni che in quel rettilario che è il medio oriente si consumano stragi che non ci toccano minimamente, guerre per cui nessuno scenderà mai in piazza. Lo stesso accade in Africa e in Asia. Chi conosce il dittatore delle Filippine che si è vantato di aver assassinato a sangue freddo di persona quattro spacciatori per insegnare alla polizia come fare? E deve essere stato un ottimo insegnante dato l’impressionante numero di omicidi consumati dalla polizia a danno di spacciatori e tossicodipendenti. Cosa ce ne importa? Chi conosce il nome di qualcuno delle decine di dittatori africani che continuano a uccidere, imprigionare, torturare e depredare i loro popoli? Che cosa ce ne importa?  Chi ricorda di Guantanamo, la prigione cubana dove si consuma la più clamorosa violazione di diritti civili dal dopoguerra a oggi da parte degli americani? Che ce ne importa?

Dovrebbe importarcene invece, perché se il medio oriente è un rettilario è perché vi si gioca la partita tra Stati Uniti, Russia ed Europa per il controllo delle risorse, partita che comporta costi elevatissimi in vite umane, ma vite di altri, non gente come noi. Risorse, ovviamente, da depredare, spartendole con pochi, ricchi, potenti e ignorando le esigenze delle popolazioni.

Forse ad Aleppo le cose non stanno esattamente come vogliono farci credere, ma la gente muore, cambia qualcosa? Mosul, Gaza, Iraq, Afghanistan, cambia qualcosa?

Forse tra trent’anni l’Isis sarà ricordato come uno straordinario movimento di liberazione islamico, e l’Occidente come una ipocrita culla di torturatori e assassini a sangue freddo tesa a proteggere solo i proprio confini. La storia, a volte, riserva strane sorprese. Ma non ce ne importa nulla comunque. (Considero l’Isis, a scanso di equivoci, un branco di schifosi fanatici assassini mantenuto in loco dagli americani perché non si sa mai come possono andare a finire le cose in Siria).

Non ce ne importa nulla perché, come paventava Levi nella poesia che apre  Se questo è un uomo, abbiamo dimenticato e con la memoria abbiamo perso parte della nostra umanità.

Il sistema capitalista non contempla l’etica, se consideri l’uomo come merce, l’umanità è solo una voce di listino. Stiamo assistendo da anni a un azzeramento etico globale senza precedenti, non si può spiegare in altro modo l’ascesa alla carica più importante del mondo di un industriale fallito, razzista e cialtrone, totalmente privo di idee sensate e di valori che non siano la difesa dell’egoismo americano. Ricordo che gli Stati Uniti sono un paese dove la destra radicale e xenofoba, in combutta con i servizi americani, collaborò all’omicidio di un presidente, di un futuro presidente e di un leader dei diritti civili. Trump è solo una vecchia faccia degli Stati Uniti che esce allo scoperto perché il momento è propizio.

Passando dall’universale al particolare, misero particolare, un commento a proposito della polemica sul nuovo ministro dell’istruzione. Bene, sarebbe opportuno, etico, che il ministro salutasse e si dimettesse, non perché non laureato, cosa che comunque gioverebbe a chi ha il compito arduo di guidare un mondo complesso come quello della scuola, ma perché ha mentito. Il ministro ha inserito nel curriculum una qualifica che non le appartiene e questa è un’infrazione che se viene scoperta nel curriculum di qualsiasi insegnante comporta, da sempre, ben prima del jobs act, il licenziamento in tronco. Se dunque il ministro resta al suo posto compie un grave vulnus. Con quale diritto può definire le regole chi quelle regole viola per primo?

Stesso discorso per Poletti, che aveva ampiamente dimostrato la propria incapacità nel precedente esecutivo: un ministro non può permettersi di offendere quelli che sono costretti a cercar fortuna altrove perché lui, e gente come lui in precedenza, non hanno saputo svolgere il proprio lavoro. Punto.

L’opinione pubblica dovrebbe essere compatta e unita sulle questioni etiche, questi sono due esempi chiari, limpidi, elementari in cui tutti, di qualunque colore politico siano, dovrebbero chiedere che queste persone vengano rimosse dal loro incarico perché non adeguate. Invece si assiste a penose difese, in cui si cita a sproposito Di Vittorio, che era un gigante ma non era laureato e non ha mai scritto di esserlo.

Stiamo perdendo la capacità di guardare al senso profondo delle cose, di vedere i contorni di ciò che essenziale, accecati come siamo da un egoismo di parte insensato e fuori luogo.  Egoismo che si riflette nei nostri leader politici: arroganti, preda di un narcisismo autoreferenziale, privi di valori, di un minimo interesse verso il prossimo, squallidi.  Inutile illudersi: Renzi, Grillo, Salvini, Berlusconi, sono accomunati da un retroterra politico inesistente, da una mancanza totale di valori, dal cinismo, da un peronismo all’amatriciana e dall’uso della politica come strumento di appagamento personale. Chi pensa che uno sia meno razzista dell’altro, o più preparato dell’altro, non riesce a scorgere, appunto, i contorni reali delle cose, il senso delle loro azioni che sono tutte, indistintamente, tese ad appagare il loro ego e favorire amici e amici degli amici ignorando il bene pubblico.

Oggi, uno dei pochi a parlare di etica è Papa Francesco, che sta combattendo una lotta disperata per riaffermare il valore dell’umanità, il senso profondo dell’essere umani che sta, appunto, nell’etica. Come tutti i profeti, è solo, inascoltato, osteggiato, un piccolo e fragile uomo che ha ancora la forza di urlare contro i mostri che, a poco a poco, stanno mostrificando anche tutti noi.

Non sarà l’ideologia a cambiare il mondo, un mitico risveglio rivoluzionario da oriente,  né un leader illuminato, sarà lo scintillio sinistro di una nuova guerra globale o una palingenesi ambientale, a meno che non accada, presto, qualcosa che risvegli le nostre coscienze drogate. In ogni caso, troveremo e troveranno qualcuno su cui scaricare la colpa.

Categorie:Attualità

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