A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Scuole aperte d’estate? Come la corazzata Potiomkin.


La scuola assolve, o dovrebbe assolvere, o tenta di assolvere una funzione formativa ed educativa, il suo compito istituzionale , in ottemperanza a quanto recita la Costituzione, è quello di formare cittadini consapevoli, assicurare a tutti pari opportunità, sviluppare le competenze e i talenti di ogni studente.

Lavorare a scuola significa svolgere un lavoro pesante, sempre più complesso quanto più sono complesse le dinamiche e i problemi della società, per lo più ignorato o dileggiato dai più. Un lavoro che gli ultimi governi stanno tentando di svalutare ulteriormente, nel nome di un giovanilismo insensato e di una distorsione ideologica: non è il sistema scuola che non funziona ma gli insegnanti. La geniale idea è quella di dividere i docenti con l’elemosina del merito e orientare la scuola verso una struttura gerarchica che nulla ha a che fare con la collegialità e il fare scuola in senso proprio.

Si arriva ogni anno a Giugno stremati psicologicamente, sull’orlo del burnout e si svolgono gli esami, nel mio caso di licenza media, in uno stato di coscienza alterata, a metà tra il sogno e la veglia. Questo per gli insegnanti, ma lo stesso discorso vale per i ragazzi che hanno bisogno di passare del tempo completo con la propria famiglia, di rilassarsi e ricaricare le pile prima che la scuola ricominci.

Tenere aperte le scuole d’estate, come ha ventilato la ministra Fedeli, è l’ennesima idea stupida, insensata e controproducente dell’ennesimo incompetente ministro della pubblica istruzione.

Per quale motivo si dovrebbero costringere i ragazzi a venire a scuola d’estate? per fargli recuperare le lacune, dopo aver cancellato le rimandature a Settembre, che tanto bene farebbe ripristinare? Per supplire all’assenza delle famiglie in modo da protrarla per tutto l’anno? Perché i ragazzi odino ancora di più la scuola, una scuola che, ricordo, mantiene ancora indicazioni curricolari vecchie e stantie, una scuola che non si rinnova da quarant’anni, così da abbandonarla il prima possibile e arricchire l’esercito dei lavoratori in nero, senza diritti ma tanto graditi alle aziende?

Perché in questo paese non si guarda ai reali problemi della scuola? Perché non si risolve il problema dell’enorme diseguaglianza strutturale tra scuole del nord e scuole del sud, tra scuole dei quartieri ricchi e  e scuole dei quartieri poveri? Perché si riducono le competenze a un inutile foglio di carta straccia incomprensibile da consegnare ai genitori e non si avvia la sperimentazione di una didattica per competenze che comprenda classi formate per fasce di livello e un cambiamento radicale nella scansione dei tempi e dei modi della scuola dell’obbligo? Perché si riducono ogni anno i fondi d’Istituto o li si usano per il funzionamento e non perché vengano utilizzati per progetti sui ragazzi come prevede la legge? Perché si paga lautamente un ministro per fargli partorire cagate pazzesche come le scuole aperte d’estate?

I perchè potrebbero continuare a lungo. L’impressione è che si tratti dell’ennesima operazione di facciata, un altro finto proposito di cambiamento che se attuato, trasformerà le scuole in parcheggi , incubatori di frustrazione e carenze affettive per i ragazzi, se abortito, si risolverà nelle ennesime parole al vento dell’ennesimo ministro inutile.

Potrebbe però trattarsi di un ballon d’essai: spararla grossa per far passare un provvedimento sgradito di minore importanza, uno sporco trucco ampiamente praticato da Berlusconi.

Perché una cosa è certa: forse la mafia non uccide solo d’estate ma le fregature per il mondo della scuola d’estate arrivano regolarmente.

Categorie:Attualità

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