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Le  immagini dello sgombero di Roma sanno, purtroppo, di deja vu per chi era a Genova nel luglio 2001. Poliziotti che pestano persone inermi, tutto già visto, solo che questa volta sui social il plauso per quello che è successo ieri, è quasi unanime.

Ancora una volta, come in occasione dello sgombero del campo rom di Cornigliano, a Genova, pochi mesi fa, sono stati violati i diritti dei bambini, diritti sanciti non solo dalla costituzione ma da parecchi trattati internazionali che, evidentemente, nessuno ha fatto studiare ai poliziotti.

Quest’estate ha visto tornare, e non venitemi a dire che la democrazia non è in pericolo, lo spettro del fascismo nel paese in cui, ricordiamolo, il fascismo è nato, prima del nazismo. La svolta a destra dell’attuale governo, con il sostegno di buona parte della popolazione, è una realtà che solo chi non vuol vedere può mettere in dubbio.

Prima gli attacchi alle Ong, che sono certo si riveleranno del tutto ingiustificati, lo sporco accordo con la Libia, il tam tam della stampa compiacente su un allarme invasione che non esiste, il provvedimento sul decoro dei centri urbani, che sembra fatto apposta per tranquillizzare i bravi borghesi che abitano le loro comode case del centro, e furono proprio i borghesi, lo ricordo, ad appoggiare in massa il fascismo, adesso le botte ai migranti.

Nel mezzo, i crolli di Ischia, il solito blablabla sugli attentati, le solite sparate estive su una scuola pubblica che, è evidente, lo Stato ha deciso di dismettere, e poi il nulla: nessun decreto che possa tamponare la piaga del lavoro nero, incapacità totale del governo di porre freni ai licenziamenti che, grazie anche a Renzi, si diffondo a macchia d’olio in tutta la penisola, nessun decreto d’urgenza per la messa in sicurezza idrogeologica del paese, le mafie tacciono, la corruzione pure, i Cinque stelle stanno diventando più razzisti di Salvini e più inutili della Meloni, finito di pestare gli immigrati tutti i problemi si risolveranno.

Cosa racconterò ai miei ragazzi quando riprenderà la scuola se mi chiederanno cosa sta succedendo in questo paese? Molti di loro sono stranieri, probabilmente impauriti e preoccupati. Io, per abitudine, non mento ai ragazzi e non me la sentirei in questo momento di tranquillizzarli, di dirgli che non c’è problema, che potranno continuare a venire a scuola tranquilli. Perché davanti a certe derive nessuno è tranquillo.Perché oggi sono gli stranieri, domani gli operai e non serve dare la colpa ai poliziotti, che sono ragazzi che svolgono il proprio lavoro, che sono stati addestrati e indottrinati a fare quello e nessuno gli ha spiegato che, prima di ogni dovere, dobbiamo rendere conto alla nostra coscienza.

Mi sento straniero in questo paese razzista, io, genovese per caso, siciliano nell’anima senza terra sotto i piedi, con tutti i libri che ho letto, con le storie che conosco, con la Storia che studio e insegno, con il mio impegno civile, mi sento inadatto ad affrontare questa marea di odio che sembra salire, mi sento, quando faccio certi discorsi in classe, come il ragazzo della diga di Harlem, che cerca di tappare i buchi con le sue piccole dita.

Mi sento un estraneo nella mia città, mi sembra di essere piombato in mezzo ai Borg e chi non capisce la citazione, si guardi Star Trek, mi sembra che si stia passando dal pensiero liquido al pensiero unico, il peggiore di tutti i pensieri, il più funesto, il pensiero che ancora odora del fumo dei campi.

E questo sarebbe il paese che pochi anni fa si indignava perché nella Costituzione europea non c’era accenno alle comuni origini cristiane? DI quale cristianesimo stavano parlando allora i nostri Soloni? Di quello bigotto e colluso dello Ior e dei preti che fermano la processione di fronte alla casa dei boss, del Vaticano degli scandali, dei sussurri e grida, dei preti pedofili  o di quello dei don Puglisi e dei Romero, dei teologi della Liberazione e di padre Zanotelli? Ma perché tanta gente va a messa la domenica se poi si comporta per sei giorni alla settimana in modo diametralmente opposto a quello che significa essere cristiani? Forse è arrivato il momento che a catechismo vadano anche i grandi, a imparare a memoria la dottrina sociale della Chiesa.

E questo sarebbe il paese governato dalla sinistra? Ma chi appoggia questa accozzaglia di balordi sa cosa significa essere di sinistra, quanto costi essere di sinistra? Più o meno lo stesso prezzo che sosta essere un buon cristiano e non un bigotto.

Mi sento un estraneo in un paese senza memoria, senza rispetto, senza più un briciolo di dignità, che si crogiola nella sua ignoranza, nella sua televisione spazzatura, nei suoi talk show fasulli, pieni di sepolcri imbiancati e filosofi da bar, la cui unica religione è la partita della domenica, i cui unici valori sono il sesso (meglio se extraconiugale per ammazzare la noia) e il potere (meglio se facendo le scarpe agli altri), un paese di corruttori e di corrotti, un paese con una enorme massa di collusi.

So che molti provano questo senso di straniamento e l’illusione che, passata questa maledetta estate, la pioggia laverà la vergogna di questi giorni. Ma non è così, la pioggia porterà alluvioni, devastazioni, vittime e altri pestaggi, per fare finta che non sia successo niente.

A proposito: il clima non sta cambiando, l’aridità di questi giorni, il caldo soffocante, le coltivazioni che inaridiscono non sono dovuti all’inquinamento. Sono le scie chimiche.

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