A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

La tragedia e la farsa


Chi si ricorda della campagna stampa contro le Ong? Erano stati preannunciati clamorosi sviluppi, i pentastellati esultavano al pensiero che gli altarini sarebbero finalmente stati svelati e i piddini tiravano un sospiro di sollievo di fronte alla svolta che odorava un po’ di ventennio del ministro Minniti.

La storia si è rivelata quello che, agli occhi di chi vuole vedere, era: una bufala costruita ad arte per favorire l’accordo con la Libia e quello che ne consegue, all’insegna dell’occhio non vede, cuore non duole. Una cattiva azione orchestrata ad arte, un esempio di real politik teso a guadagnare voti a destra a scapito di un po’ di dignità, di uno sporco compromesso morale, che vuoi che sia.

In questi giorni ho preso atto di vivere in una città razzista: la giunta di destra ha dovuto fare esattamente quello che fanno le giunte di destra da sempre, niente, ha pensato a tutto la gente, da sola. Nella città del caos e della disorganizzazione per eccellenza, dove non funziona quasi niente, la fronda razzista ha funzionato portando a casa una vittoria che è una sconfitta per tutti.

Ha protestato quella gente che si lamenta dei problemi decennali dei quartieri di periferia ma organizza picchetti contro cinquanta immigrati, quella gente che si ricorda dei senza tetto italiani deplorando che nessuno faccia niente per loro ma che, se avessero deciso di ospitare nel quartiere cinquanta senzatetto italiani, avrebbero organizzato gli stessi picchetti, quella gente che deplora le condizioni disagiate del proprio quartiere e se ne fotte allegramente delle condizioni disagiate dei quartieri vicini.

Abbiamo la politica che meritiamo, abbiamo i politici che meritiamo.

Ci meritiamo Minniti, che parla di una inesistente emergenza immigrati da distinguere dall’accoglienza, a cui ha dato un colpo di grazia eliminando le Ong dal mediterraneo così da poter avere mano libera con i libici e mandare i profughi a morire nelle loro carceri.

Ci meritiamo Renzi, che provoca una diaspora nel partito, si accorge che da solo non va da nessuna parte, e tende la mano a quelli che fino a ieri ha insultato e invitato ad andare via.

Ci meritiamo Salvini, sempre più osceno, sempre più ignorante, arrogante, fascista, moralmente ripugnante.

Ci meritiamo Grillo, un comico che non fa più ridere, un furbo affarista disposto a seguire il vento dovunque batta e ultimamente batte sempre più a destra.

Ci meritiamo la Meloni, Casapound e tutti i gruppuscoli fascisti che sono comunque sconfitti dalla storia e dal mondo e lo resteranno sempre, anche se questo è un paese fascista, anacronistico, grottesco e lo resterà sempre. Diceva Marx che le grandi tragedie si ripetono sotto forma di farsa. Ritengo pensasse all’Italia.

Ci meritiamo questo perché siamo gretti, ottusi e ignoranti come i nostri politici, opportunisti e menefreghisti, ci meritiamo questa politica perché una politica diversa, autentica, che guardi al bene comune, non la comprenderemmo, accecati come siamo dalla paura e dall’egoismo. Ce lo meritiamo perché non abbiamo memoria e cerchiamo ultimamente anche di violentare la storia, dopo aver violentato l’intelligenza.

Questo è un paese che pensa sia impossibile che qualcuno si dedichi agli altri disinteressatamente, senza tornaconto personale anzi, spesso, rimettendoci di proprio per giustificare la propria accidia, il proprio restare seduti nell’autunno del proprio scontento senza alzarsi e fare qualcosa, qualsiasi cosa per cambiare..

Questo è un paese di bravi cristiani fino a quando non gli si ricorda cosa significa essere bravi cristiani e allora si inveisce contro i preti che fanno i preti e si accusa d’eresia un Papa che fa il Papa.

Come si può arginare questa frana morale, questo crollo etico, questa assurda corsa verso l’odio che finirà per generare odio?

Cosa si può dire a chi non vuole ascoltare?

Io ho il privilegio di lavorare con la parte migliore di noi, i ragazzi, e forse per questo ho ancora speranza che le cose possano cambiare, che la nottata passerà e questo periodo possa essere dimenticato. Probabilmente è solo un’illusione, ma mi spienge a continuare a credere nel mio lavoro.

Ma non so se i ragazzi ci perdoneranno per quello che gli stiamo facendo, noi e la politica, noi e questa società vuota, che li lascia smarriti in mezzo a strade luccicanti di colori e tentazioni ma desolatamente vuote, come la nostra mente, come i nostri pensieri, come la nostra memoria.

Categorie:Attualità

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