A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Dacci oggi il nostro fascista quotidiaNO


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Va  apprezzato il coraggio della Dirigente Iris  Alemano dell’Istituto comprensivo di Pegli che su Repubblica ha ribadito il proprio appoggio alla mozione approvata all’unanimità dai suoi docenti che condanna ogni forma di razzismo e discriminazione. Il messaggio è chiaro: nella scuola il razzismo non entra. Il messaggio è necessario,  con buona pace di chi ritiene che non compete alla scuola occuparsi di certe questioni e si rifugia dietro i bisogna capire bene, l’eterno mantra dell’ignavo.

Per capire basta andare sui social network e leggere la mole di insulti e minacce di ritirare i figli dalla scuola di cui sono stati oggetto la stessa dirigente e i colleghi.

Un campionario di becera ignoranza, di ottusità, di razzismo, di grettezza, di stupidità.  Al centro ancora Multedo e il razzismo di alcuni, pochi ma sempre troppi, degli appartenenti al comitato che, ufficialmente è sceso in piazza per difendere un asilo chiuso da un anno per la scarsità di iscrizioni, per altro non pubblico ma di proprietà della Curia, mentre ufficiosamente, sui social, alcuni inneggiano al petrolchimico, che almeno è più produttivo dei neri che non produrranno mai niente, qualcun altro chiede che il provveditorato intervenga, altri insultano gli insegnanti.

E’ un esempio di fascismo ormai quotidiano, che sempre più si affaccia alla porta delle nostre case, nelle nostre strade, dagli schermi televisivi.  Gli insegnanti di Pegli, come la maggioranza di quelli di Cornigliano che l’hanno fatto prima di loro per la calendarizzazione del collegio in data precedente, hanno ribadito un principio fondamentale su cui si basa la nostra scuola:  nelle nostre classi non ci sono ragazzi stranieri ma solo ragazzi , che usufruiscono di un diritto sancito dalla Costituzione e la scuola, qualunque scuola, non può tollerare nessuna minaccia alla serenità di quei ragazzi. Deve inoltre contribuire a formare cittadini attivi, responsabili, consapevoli e solidali ed educare a una cultura della condivisione e della cooperazione.

Sono parole talmente banali che non meriterebbero di essere rimarcate. Chi si è sentito offeso, chi gli ha voluto assegnare una valenza politica che non hanno, o meglio, ce l’hanno ma di politica alta, quella che fa l’interesse della polis, evidentemente non riconosce i valori della Costituzione ed è quindi, un fascista.

Sarebbe stato importante, bello, confortante che altri dirigenti e altri collegi avessero seguito l’esempio della Dirigente di Pegli, avessero mostrato lo stesso coraggio e la stessa fiera volontà di difendere un’idea di scuola che è l’unica idea di scuola possibile.

Forse pensano che sia un problema locale, limitato a Multedo.  Forse non sanno che alcuni bambini di Multedo vengono mandati a scuola da genitori su cui non esprimo un giudizio perché mi sono imposto di evitare il turpiloquio, con magliette che recano la scritta: Multedo dice no.

Cosa faranno quei dirigenti e quei collegi quando arriveranno bambini con magliette che recano scritte tipo Io seguo Casapound, Il duce era un brava persona, Anna Frank non è mai esistita?

Forse si rifugeranno ancora nei non ci compete, bisogna vedere chiaro, etc

  o forse, finalmente, si risveglieranno dal loro torpore. E sarà tardi.

Ponzio Pilato, in fondo, era un fascista.

Categorie:Attualità

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