A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

L’onu ci condanna per violazione dei diritti umani e noi ci indigniamo per una partita di calcio


migranti condanna Onu

” La politica dell’Unione Europea di assistere la guardia costiera libica nell’intercettare e respingere i migranti nel Mediterraneo è disumana”.

Sono parole chiare, terribili, pronunciate dal principe giordano Zeid Raad al-Hussein, alto commissario Onu per i diritti umani. “La sofferenza dei migranti detenuti in Libia è un oltraggio alla coscienza dell’umanità”, ha aggiunto l’alto funzionario. La risposta della Ue è stata che l’Unione europea si confronta giornalmente con le autorità libiche perché rendano le condizioni nei campi più accettabili. ( Mi verrebbe da aggiungere un’esclamazione cara al vicequestore Rocco Schiavone ma mi trattengo perche’ ho deciso di non usare piu’ il turpiloquio nei miei articoli. ma a volte e’ dura).

Un reportage della Cnn  testimonia una tratta di esseri umani in Libia, con giovani ragazzi e ragazze venduti all’asta come schiavi. (Fonte: La Repubblica on line, titolo molto piccolo)

Basterebbero queste parole, questi fatti a mettere a tacere i cori dell’aiutiamoli  a casa loro o quelli che considerano il ministro Minniti un ottimo candidato premier, o ancora il presidente del Consiglio Gentiloni, che ieri ha affermato che l’Italia ha fatto moltissimo per i migranti.  Sarebbe stato piu’ preciso se avesse dichiarato che alcuni italiani, nonostante la politica e il clima che si respira nel paese, hanno fatto moltissimo per i migranti, ricevendo in cambio, spesso, insulti e calunnie.

L’Onu conferma quanto le Ong e chi approccia il problema dei migranti non come un peso di cui liberarsi al più presto, ma come un dramma epocale che dovremo affrontare con misure ben diverse da quelle che sono state prese e come un problema culturale, che comporta  la lotta senza quartiere a ogni razzismo e discriminazione, hanno denunciato da tempo.

Ma la notizia, che dovrebbe scuotere le coscienze di tutti noi, viene inserita in secondo piano sui giornali, quasi nascosta, mentre viene ben evidenziata la sconfitta della nazionale italiana di calcio e palesato lo sdegno verso i vertici della federazione che rifiutano di dimettersi.

Chi scrive ama il calcio, tifa Samp e segue la nazionale, anche se non più con il trasporto di una volta, da quando il calcio è diventato poco più che un circo gestito e praticato da mercenari. Tuttavia mi sono rifiutato di commentare, anche sui social, una notizia risibile , inutile, assolutamente insignificante come quella della sconfitta della nazionale rispetto a quanto sta accadendo nel nostro paese e nei paesi a noi vicini.

D’accordo, non si può sempre parlare di drammi, a volte anch’io in questa sede discuto di musica, calcio, libri, ecc. ma è ignobile e osceno trasformare in dramma una sconfitta in una partita di calcio e parlare di eroi e di indignazione lo stesso giorno in cui il nostro paese viene accusato di essere complice di un massacro che viola i più elementari diritti umani, un massacro che riguarda uomini, donne e bambini.

Mi verrebbe da dire che è un segno dei tempi ma, se così fosse, le parole terribili con cui Primo Levi conclude la poesia che apre Se questo è un uomo,  hanno assunto un valore profetico, stanno per avverarsi. Se così fosse, siamo maledetti per aver dimenticato cosa l’uomo ha fatto allora e per aver ricominciato a farlo, ammesso e non concesso che l’uomo abbia mai smesso di massacrare i propri simili.

Non voglio credere che siamo diventati questo, un paese in cui un pallone calciato in  rete riscuote piu’ interesse della notizia di una strage. Non ci voglio credere ma sta succedendo: lo stesso, ridicolo risalto alla notizia di oggi, veniva dato ieri sui giornali al terribile terremoto in Iraq che ha causato almeno trecento morti e ha la grave colpa di aver disturbato il pre partita degli italiani.

Fatevi ammazzare solo quando non si gioca a calcio o una nuova attrice non ci rivela che il mondo dello spettacolo non è adatto alle educande,per favore, e forniteci una bella foto straziante così che per quarantotto ore possiamo esporla sulla nostra pagina Facebook e poi cancellarla, altrimenti porta male.

Come insegnante, sono preoccupato per il futuro che si prospetta di fronte ai ragazzi che  mi siedono di fronte ogni mattina. Un futuro dalle prospettive nebulose, a causa di una politica piu’ interessata a  reiterare logiche di potere che ad occuparsi dei problemi del paese, un futuro da debitori, proni alla legge delle vendite a rate, dei mutui a tasso agevolato, dei black friday, un futuro da adepti al guru di turno, pronti a bersi le bufale della rete, a seguire questo o quel profeta che ha la ricetta perfetta per risolvere i nostri problemi, ricetta che si materializza, quasi sempre, in licenziamenti, lavori flessibili, compensi risibili, eliminazione e demonizzazione dei sindacati, ecc.

Ma, soprattutto, gli si prospetta un futuro dove il concetto di umanità verrà rimodulato a seconda della latitudine e quello di diritti civili a seconda della convenienza politica del momento. Un futuro dove la corruzione sarà la regola, la menzogna legge e la disinformazione una necessità per il potere, un futuro dove il nemico avrà sempre un colore diverso, parlerà una lingua diversa e sarà la causa di ogni male, anche dell’eliminazione della nazionale dai mondiali, ma, soprattutto, servirà a distogliere l’attenzione dai problemi reali, rendendoci, sempre piu’ miopi, sordi e ciechi, come le tre scimmiette del tempio scintoista, sempre piu’ scimmie ammaestrate e sempre meno uomini e donne dotati di libero arbitrio ( che verrà proibito per legge).

Questa è la nostra società, non quella dipinta da Orwell, questo è il mondo in cui viviamo, il paese dove abitiamo, la gente che incontriamo ogni giorno, la politica che subiamo. Questo è il nostro tempo , e non è un bel tempo.  

Categorie:Attualità

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