A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Se il presepe fosse vero Gesù sarebbe nero


uid_12588921387.580.0Chi lo spiega a Salvini, ai naziskin e ai razzisti che non sono razzisti ma si comportano, dicono, fanno  quello che fanno i razzisti che, se volessimo fare davvero un presepe, rispettando la realtà storica, partendo dai luoghi in cui Gesù ha vissuto la sua parabola umana, dovremmo concludere che non solo Nostro Signore,   ma anche sua madre e suo padre erano, se non neri, quantomeno dello stesso colore degli odiati mussulmani?

Chi glielo spiega  a questi indomiti difensori della famiglia tradizionale e dei legami di sangue   che, ben lungi dal difendere la fiera razza italica, Gesù era un ebreo, di razza semita e di religione ebraica, piuttosto rispettoso delle tradizioni, con un padre che aveva sposato una ragazza molto più giovane di lui, prendendosi cura di questo figlio non suo e sognando, forse, di lasciargli in eredità la piccola e florida azienda artigiana di famiglia?

Chi glielo spiega che Monsignor Giacomo Martino è un sacerdote che fa il sacerdote, seguendo alla lettera quello che predica il Vangelo, non un pericoloso sobillatore di folle o uno che gode a turbare l’ordine sociale? Lui lavora con gli ultimi, non ha tempo per cavilli legali e ipocrite prese di posizione fintamente pacate.  Ha il difetto di parlar chiaro,    Giacomo Martino, senza filtri, difetto grave in un mondo dove i filtri sono tutto, dove si maschera il razzismo con la protesta sociale di pochi.

Chi glielo spiega ai bravi cittadini di Multedo che dare asilo a dodici profughi, sopravvissuti a cose che nessun uomo dovrebbe vedere, è atto cristiano dovuto, che non si è tolto un bene alla comunità perché dare asilo a chi ha bisogno, anche se ha il colore di Nostro signore, è fare il bene della comunità. Forse, domani, quei ragazzi, quando si tratterà di scegliere che strada prendere, scegliere, sceglieranno quella del bene in ricordo del bene ricevuto, oppure…

Chissà perché a tanti bravi, devoti e ipocriti cattolici un prete che fa il prete dà così fastidio,  chissà come mai   la   Chiesa che diventa Ecclesia, assemblea, luogo di comunione, di unione della comunità, tutta, senza distinguo, anzi, come faceva Gesù, con un occhio di riguardo per gli ultimi, fa così paura.

Forse perché Gesù non parla agli ipocriti, anzi li odia, forse perché il messaggio evangelico e quello dei frammenti apocrifi è un pugno nello stomaco per i perbenisti di ogni tempo. 

Le parole sono importanti e alterarne il significato, fino a invertirlo è uno dei modi in cui si costruisce il potere. Meno parole la gente conosce, più è facile controllarla, manipolarla, tenerla a bada. E’ il principio dello spot, messaggi semplici, elementari, facili da ricordare, ed è il principio della politica spot di questi anni.

Le parole di Gesù, che era nero, o  quanto meno parecchio olivastro, erano e sono sassi che scuotono gli stagni delle nostre coscienze. O dovrebbero. Forse per questo è meglio chiosare con eleganza su questioni formali in fatto di fede invece che badare alla sostanza, invece che rendere fuoco e tempesta, com’era e com’è, il messaggio evangelico.

Vito Mancuso ha suscitato scandalo rispondendo alla domanda di un lettore che gli chiedeva se si sente ancora parte della Chiesa e dicendo che si   sente con un piede dentro e uno fuori.  Lo comprendo perfettamente. E’ duro sentirsi parte della Chiesa quando hai a che fare con certi cristiani.

Stiamo  alterando   il senso  della Storia. Il presepe come simbolo dell’identità nazionale farebbe rivoltare nella tomba quel S. Francesco che abbracciava i lebbrosi, che si spoglia perfino delle vesti per dedicarsi agli altri e che arriva perfino a parlare con il Sultano per predicare la pace.  Ci deve essere un limite al livello di volgarità intellettuale e di ignoranza che si è disposti a tollerare.

Usare la religione che per qualcuno, non tanti, è ancora qualcosa di molto serio, a fini politici, cercando di strumentalizzarne il messaggio, va bene per la grande massa degli ipocriti ma per chi ha ancora un minimo di onestà intellettuale è un atto abietto, di una volgarità insopportabile. Oltre che pericoloso.

La nostra identità di cristiani non dovrebbe essere rappresentata dai pupazzi del presepe ma dall’apertura evangelica all’altro, dalla pietà e dalla comprensione, dallo spendersi per gli altri senza chiedere nulla in cambio e senza chiedersi cosa gli altri fanno per noi.

Certo, spiegare questo   a  Salvini,  ai naziskin e ai razzisti della porta accanto è impresa da far tremar le vene e i polsi, ma ci si dovrebbe, evangelicamente e cristianamente, provare. Altrimenti, evitate di sedervi in Chiesa, di andare alla messa di Natale, ecc., ve lo direbbe anche il bambin Gesù,nero,se potesse; non è posto per voi.

Categorie:Attualità

Tag:, , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...