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Premessa. dal 1984, grazie a Dio (lo dico senza alcuna ironia), con la revisione del Concordato tra Stato e Chiesa il cattolicesimo non è più religione di Stato to, ne consegue che imporre l’affissione di simboli religiosi negli uffici pubblici, tanto caldeggiata dalla Lega e dai neofascisti, è provvedimento discutibilissimo, alla luce del fatto che gli uffici sono, appunto pubblici e quindi aperti a tutti, e probabilmente impugnabile dal punto di vista legale.

Parentesi chiusa. L’assessore Garassino, uno dei cristianissimi consiglieri che hanno votato per il crocifisso, dopo aver minacciato di prendere a calci i mendicanti e aver soffiato sul fuoco delle proteste razziste di Multedo, ha varato un nuovo provvedimento assolutamente coerente col concetto di carità cristiana di questa giunta.

Poiché i mendicanti, i senzatetto, i disperati che stazionano davanti alla Loggia di Banchi disturbano, il Comune ha pensato bene di inserire dei pannelli che impediscano agli stessi di disturbare i turisti. Poco importa al Comune e a Garassino, che mendicanti, senzatetto e disperati si spostino un po’ più in là, l’importante è che chi arriva, non li veda, l’importante è dare l’illusione di una città ideale dove non ci sono mendicanti, senzatetto etc., possibilmente neanche neri, ma su quello sono certo che Garassino e la cristianissima giunta ci stiano lavorando.

Evidentemente, sia Garassino che la giunta, hanno avuto cattivi insegnanti di catechismo che non gli hanno insegnato che assistere gli ultimi, prendersi cura del prossimo, non significa nasconderlo, metterlo da parte perché non disturbi.

Comprendo le obiezioni dei bravi e cristianissimi borghesi: è un’indecenza, non si poteva più tollerare, è colpa dei migranti ( questa va bene sempre), bla,bla, bla,  d’accordo.  Comprendo anche che non tutti possano avere il desiderio di parlare con un barbone e scoprire un  quadro di umanità dolente e ferita,  comprendo che vedere certi spettacoli possa turbare bambini e beghine .  Ma davvero non c’erano soluzioni meno ipocrite, meno inutili, meno di facciata? Davvero la vocazione turistica di questa città per la quale, semmai, bisognerebbe prima rieducare gli esercenti, deve tradursi nel marginalizzare ulteriormente chi è già emarginato?

Non si poteva stringere un accordo con qualcuna delle associazioni presenti sul territorio per trovare una sistemazione più umana? Il Comune ha approntato un piano per i senza tetto nel caso la temperatura scenda a livelli allarmanti?  Esiste un progetto di ristrutturazione delle periferie più degradate? Oppure ci limiteremo a evitare che i turisti guardino in alto e vedano le Lavatrici, il Cep, la Diga, etc.?

Forse, invece di preoccuparci di quattro balordi a cui la rasatura del cranio ha provocato un evidente danno ai neuroni, invece di indire manifestazioni  antifasciste amplificando la portata di episodi marginali e dando visibilità ai balordi cui sopra, bisognerebbe cominciare a occuparci del nostro fascismo quotidiano, dell’ipocrisia  dietro certi provvedimenti, di un giornale cittadino che pubblica una articolo farisaico sull’argomento senza neanche lontanamente stigmatizzare un provvedimento inutile e di facciata.

D’altronde, questa giunta, fino ad oggi, più che provvedimenti inutili e di facciata non ha fatto.

Forse è del fascismo che ci portiamo dentro che dovremmo preoccuparci, quello che infiamma le discussioni sui social, il fascismo che nasce dall’ignoranza  sempre in aumento, dai libri che non si leggono, dalle notizie assurde, evidentemente false che trovano subito una massa di creduloni a divulgarle, il fascismo del disprezzo verso chi è diverso, il fascismo che trova la soluzione solo nella repressione, non importa se dei drogati, dei migranti, dei barboni, purché repressione sia. 

Il fascismo del nascondere quattro disperati perché non turbino la vista e non facciano nascere nella gente l’insano pensiero che viviamo in una società malata, ingiusta, spietata, dove perché i turisti possano fare shopping tranquillamente e magari acquistare prodotti tecnologici assemblati dai bambini dall’altra parte del mondo e contenenti quel coltan che sta facendo molti più morti dell’Isis ma nessuno lo dice, si nascondono quattro disperati, si spostano come roba vecchia.

In una società dove tutto è in vendita, diventa inevitabile che anche le persone siano cose, valgano per il loro prezzo sul mercato e possano quindi, come cose, essere trattate.  Ma lasciamo stare Dio e il crocefisso, per favore.

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