A ciascuno il suo

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Sostiene Saviano: la scuola è al centro di tutto


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Non sempre mi trovo d’accordo con le posizioni di Roberto Saviano ma questa volta sottoscrivo ogni parola di quanto ha detto e scritto nei suoi interventi su La Repubblica riguardo all’aggressione assurda e gratuita di un quindicenne a Napoli da parte di una banda di coetanei.

Sostiene Saviano che l’Italia è il paese europeo più vicino al sud America per quanto riguarda l’assoluta indifferenza verso i minori.

Basta ascoltare quanto dicono i vari esponenti politici in questa campagna elettorale per trovare conferma alle parole dello scrittore: nessuno  parla di disagio e dispersione scolastica, nessuno parla del ritorno della droga, nessuno parla di devianza, nessuno parla dell’esercito di minori stranieri che arriva in Italia e spesso si dissolve nel nulla.

Sostiene Saviano che la scuola è al centro di tutto, che la soluzione non sta nella militarizzazione del territorio ma nell’arrivo di un esercito diverso, armato di libri e quaderni: un esercito di professori e maestre che possano lavorare in ambienti non fatiscenti e possano porre le basi per quella rivoluzione culturale che, presto o tardi, sancirà la fine della mafia.

La colpa più grave del governo Renzi, a mio parere,quella più gravida di conseguenze pesanti per il futuro del paese, è la legge 107 che ha trasformato le scuole in aziende favorendo la competitività tra gli insegnanti per un pugno di euro, trasformando i dirigenti scolastici in manager ora pessimi o, nel migliore dei casi, assai mediocri, diffondendo una narrazione totalmente fuori dalla realtà sulla meritocrazia e sulla selezione, distorcendo quella che, al di fuori di ogni stucchevole retorica dilagante nelle parole di chi punta solo al proprio tornaconto, è la scuola della Costituzione, la scuola che ha come mission quella di offrire a tutti pari opportunità.

E’ una scuola che, nonostante tutto, funziona ancora, perché esistono ancora dirigenti decenti e insegnanti che svolgono il proprio lavoro con coscienza e passione,  ma è una scuola che  ha contro tutti: la politica, dirigenti privi di coraggio, famiglie sempre più assenti e indifferenti o presenti solo per tutelare i figli nel modo più sbagliato possibile, l’indifferenza generale.  E’ una scuola in cui nessuno tiene conto del  valore umano, dell’importanza del rapporto tra un insegnante e i suoi alunni, piuttosto si tende a spersonalizzare questo rapporto, a devitalizzarlo, a mettere paletti sempre più fitti fino a creare una barriera insormontabile.

Il razzismo che ci circonda, l’incapacità di guardare il mondo con gli occhi dell’altro, la totale scomparsa di spirito critico, l’incapacità di decodificare la marea di notizie da cui siamo sommersi, possono essere sconfitti solo da una scuola che funzioni, e una scuola che funzioni, che formi, che educhi e che faccia cultura, una scuola in grado di creare rapporti umani, è l’arma più potente contro ogni mafia.

Sostiene Saviano che è assurdo dare la colpa alle fiction per certi comportamenti degli adolescenti e che sono decenni che il problema esiste, molto prima delle fiction come Gomorra e sono decenni che il problema viene ignorato.

Sono d’accordo con lui e ne ho già parlato in questo spazio. I ragazzi guardano la televisione, troppo, non hanno sicuramente gli strumenti per decrittare certi messaggi, ma nessun adolescente diventa violento, deviante o mafioso perché ha visto una serie tv.

Sostiene Saviano che questi ragazzi non hanno prospettive, sogni, altre possibilità di riscatto sociale se non quelle offerte dalla violenza. Sono nichilisti perché non possono essere altro, con nella mente l’idea che è meglio bruciare in fretta piuttosto che lasciarsi stancamente vivere.

Concordo, più scuola significa offrire prospettive, vie d’uscita, strade diverse da quelle che sembrano predestinate, idee diverse da quelle che sono nell’aria, rapporti con persone diverse, che sanno ascoltare e provano a capire. Significa scalfire il muro di solitudine e incomprensione dietro cui trovano rifugio i ragazzi, significa gestire in modo razionale il rapporto tra pari e limitarne i pericoli, significa insegnare ai ragazzi a dire no.

Parole pesanti, quelle di Saviano, un atto d’accusa violento contro la politica spazzatura di questi giorni. Quello che i nostri politici non riescono a capire è che non ci  si può limitare a togliere questa o quella tassa, a eliminare questa o quella legge ma che bisogna tornare a costruire su nuove basi, a guardare avanti, ad ascoltare e comprendere le motivazioni della rabbia della gente. Quello che non capiscono è che bisogna smettere immediatamente di assecondare i peggiori istinti del popolo e che la politica ha il compito di educare e migliorare le persone, non di  scendere ai livelli più infimi.

Sono parole che risultano incomprensibili a questa generazione di politici cresciuta nell’assoluto vuoto di valori degli anni ottanta, una generazione che ha coltivato l’egoismo e il sogno dell’affermazione individuale come prassi di vita e che ha trasmesso lo stesso virus alle generazioni seguenti.

Sono pessimista, non vedo nessuna via d’uscita dallo stallo in cui si trova il nostro paese, anche se una via d’uscita ci deve essere, sempre.

Categorie:Attualità

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