A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

la repressione del pensiero


images

Le forze di polizia sono organi repressivi dello Stato, la loro funzione è di tutelare l’ordine pubblico contrastando, anche con la forza, se necessario, tutto ciò che lo turbi. Funzione legittima e necessaria quando non se ne abusi.

Per la loro natura, le forze di polizia sono tendenzialmente conservatrici e non è un mistero che molti agenti di polizia politicamente si collochino a destra , la stessa cosa accade per quello che concerne i gradi più alti. Non sto dicendo che non svolgano con coscienza il proprio lavoro, lungi da me pensare questo, ma che fatti come quelli accaduti a Genova nel 2001 non si sarebbero verificati se la tendenza non fosse quella.

Per questo l’ennesima idea fascistoide del ministro Minniti è molto più preoccupante di quanto lo spazio assegnato sui giornali on line lasci credere.

Mi riferisco alla norma sulle fake news che vanno denunciate alla polizia. Polizia, lo ripeto, tendenzialmente portata a essere più indulgente con una certa parte politica. Lo dice la storia del nostro paese, non io.

Che mi risulti, l’ultima volta in cui le forze di polizia hanno avuto, ufficialmente, il compito di decidere se un pensiero o un’idea è giusta o sbagliata, vera o falsa, risale al ventennio fascista e, per quel che ne so, tale abitudine è ancora in voga negli stati totalitari.

O a determinare questa scelta è l’ignoranza delle competenze e dei compiti delle forze di polizia, e sarebbe assai grave visto che il provvedimento viene dal ministero responsabile, oppure si sta delineando qualcosa di inquietante, una limitazione della libertà di pensiero e di espressione intollerabile in uno stato di diritto.

Non si capisce per altro, l’urgenza del provvedimento, dal momento che per smontare una fake news bastano cinque minuti di pazienza e un browser internet e che chi vi abbocca lo fa o in malafede o perchè  patologicamente privo di spirito critico e, in un  caso o nell’altro, questo decreto non lo tutela.

MI chiedo anche se il decreto contempli tra le fake news le bugie dei politici, di ogni parte e di ogni colore, comprese quelle del datore di lavoro di Minniti, da cui, in questi giorni,siamo sommersi.

L’impressione è che il Pd, non sapendo a che santo votarsi per riguadagnare un consenso perso per incompetenza, abbia deciso che una svolta decisa verso destra possa essere una soluzione. Insomma, un politica del fare che si evidenzia in provvedimenti cripto fascisti, su quelli presi da Minniti ho già scritto in abbondanza, con lo scopo neanche troppo nascosto di rubare voti alla destra storica che non ha mai gradito troppo Berlusconi da vivo, figuriamoci adesso.

In questi anni abbiamo assistito a dichiarazioni e atti chiaramente contrastanti col dettato costituzionale senza che nessuno muovesse un dito, anzi, tacciando chi protestava, di appartenere al secolo scorso, quello delle ideologie, distante dal clima di pacificazione inevitabile che ci si apprestava a vivere. Dov’era Minniti quando Bossi invitava alla secessione, Berlusconi a non pagare le tasse, Dell’Utri dichiarava che un mafioso era una persona rispettabile e un altro ministro che con la mafia si doveva convivere?  Dov’era Minniti quando si manifestava contro gli stranieri o un candidato alla guida della regione Lombardia affermava la necessità di tutelare la razza bianca? Davvero quattro idiozie sui social costituiscono reati d’opinione più gravi di quelli sopra citati?  Un conto è reprimere comportamenti criminali un conto autorizzare un controllo delle opinioni e decidere cosa è giusto e sbagliato.

E’ uno Stato, quello che Renzi e i suoi compagni di sventura stanno configurando, con questo e altri provvedimenti, vedi quello  sul divieto di usare i social con gli alunni da parte degli insegnanti,  sempre più repressivo, poliziesco, militarizzato e insofferente del libero pensiero e della critica. Uno Stato che , ovviamente, non dispiace neanche alla controparte, che ce l’ha nel dna.

Uno Stato che prova, in modo occulto e sottile, progressivo, a reprimere il pensiero divergente. Un Grande Fratello in sedicesimo, apparentemente sgangherato ma con il potere nelle mani e una luce sinistra, anzi destra, nellos guardo.

Uno Stato che, personalmente, mi piace sempre meno.

Categorie:Attualità

Tag:, , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...