A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Memoria dell’Infamia


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Sono emozioni contrastanti quelle che mi spingono a scrivere questo articolo. Da un lato, la visione limitata, di pochi minuti, del programma di Santoro di ieri sera, riguardante il razzismo, dall’altro la visione odierna di un film a mio parere bellissimo, Un sacchetto di biglie, un film che più che dell’Olocausto parla di solidarietà, del bene che si può incontrare anche nell’oscurità, dell’istinto di sopravvivenza che permette di trovare risorse insperate dentro di noi.

Tanto il film è delicato, curato come un quadro di Renoir, con una capacità di coinvolgimento empatico nei riguardi del protagonista che ha coinvolto sia i colleghi che i ragazzi che abbiamo accompagnato al cinema in occasione della memoria dell’Olocausto, tanto ho trovato la trasmissione di ieri sera, per quel che ho visto, di pessimo gusto, retorica, un’occasione sprecata per parlare di un problema serio e attuale.

Personalmente, su un problema come quello del razzismo e dell’intolleranza, non tollero contraddittori: avrei gradito invece ascoltare a lungo Sergio Quirico e Fabrizio Gatti, giornalisti veri, di una razza in via d’estinzione, e prima che giornalisti uomini veri, disposti a rischiare di loro per capire e guardare negli occhi vittime e colpevoli.

Invece, dopo il momento kitsch di Stefania Rocca che interpretava una  insopportabile Oriana Fallaci rediviva che vomitava assurde litanie razziste, mi è toccato sentire l’altrettanto intollerabile Zecchi confondere la passione politica con l’ottusità e la chiusura mentale dell’ultima Fallaci e perfino la fiaccolante di Multedo, capopolo in sedicesimo, dallo sguardo truce e i toni accesi, ieri sera assolutamente moderati, di una disgustosa crociata razzista in un quartiere della mia città.

Sarò impopolare e anti democratico, lo ammetto, probabilmente anche un po’ stalinista, vista la mia tendenza politica, ma ritengo che certi temi, il razzismo, l’antisemitismo, l’antifascismo, quando trattati, debbano essere affrontati da persone che sanno quel che dicono e non possano essere oggetto di dibattito. Cardini sì, Zecchi no, tanto per intenderci.

Dobbiamo dibattere se è lecito o no salvare esseri umani? Se è morale rimandarli indietro a farsi torturare nelle prigione libiche in nome della massima che recita “occhio non vede cuore non duole”? Dobbiamo discutere sul fatto che Mussolini e Hitler fossero due schifosi criminali, due esseri umani miserabili e spregevoli che la Storia ha condannato? Dobbiamo davvero aprire un dibattito sull’assenza del diritto dei fascisti a dichiararsi tali perché proibito dalla Costituzione?

Io non voglio ascoltare tutte le campane su questi temi, perché chi è razzista e fascista  non ha, per la nostra Costituzione, diritto di parola.  Il candidato alla presidenza della regione Lombardia che ha parlato di purezza della razza bianca andrebbe perseguito per istigazione al razzismo, così come i decerebrati che ieri hanno bruciato l’effige della Boldrini in piazza. Berlusconi che dà cifre assurde sugli extracomunitari che delinquono andrebbe perseguito per procurato allarme e per incitamento al razzismo, per non parlare di Salvini.

La libertà di parola non è la libertà  di dire quel che si vuole ma la facoltà di controbattere a una argomentazione usando lo spirito critico non le esalazioni escrementizie di una mente malata. La libertà è tale fino al momento in cui non lede i diritti dell’altro. Se parlare di Locke e Rousseau con Salvini è come discettare della scommessa di Pascal con Di Maio, perché questa gente deve continuamente apparire nei vari talk show e vomitare il proprio odio da frustrati oscurando chi cerca di dibattere in modo serio e articolato? Perché bisogna applicare la par condicio anche agli idioti? Trovo immorale che l’informazione gli conceda uno spazio così ampio.

In nome di un garantismo che tutela solo gli intolleranti, i fascisti, i razzisti, i corrotti, in questo paese non è solo il pensiero a essere diventato liquido, anzi, gassoso, ma anche i principi e i valori che rappresentano le basi della convivenza civile. Un paese nato sull’antifascismo si è trasformato in un paese fascista, e le leggi di Minniti acclamate da persone per bene, sensate, per nulla di parte, ne sono la prova, senza colpo ferire, per ignavia, perché la memoria dell’infamia si è dissolta in tante piccole infamie quotidiane, in una degenerazione lenta e irreversibile del tessuto morale del paese. la massima di Machiavelli sul fine che giustifica i mezzi, parole che non ha mai pronunciato nè scritto, è diventata l’unica regola della politica, peccato che si ometta sempre che Machiavelli considerava lecito anche l’illecito ma in nome del bene comune.

Nel film i due ragazzi protagonisti incontrano l’orrore del nazismo ma anche la solidarietà di tanti, spesso insperata, spesso inattesa. Io credo che sia proprio da questa parola che si debba ripartire: la solidarietà implica il riconoscimento dell’altro come mio simile, con gli stessi bisogni e gli stessi diritti, gli stessi desideri, gli stessi sogni, le stesse sconfitte.

Oggi la politica è diventata un ciarlare vuoto che promette solo modesti aumenti pecuniari. Più soldi, più consumi, è questa l’etica di queste elezioni, votateci e avrete l’iphone, votateci e vi daremo quel tanto che basta per illudersi di essere sicuri, inattaccabili, inamovibili, per maturare la falsa certezza che nessuno di noi diventerà mai un profugo, un rifugiato, un disperato in cerca d’aiuto.

Io vorrei che la politica  promettesse più scuola per tutti, sanità migliore per tutti, periferie a misura d’uomo, aree verdi, lotta alla criminalità organizzata, lotta  senza quartiere alla corruzione, ecc.

Io vorrei che la politica tornasse ad avere una visione e non fosse una mera lotta per il potere di pochi sulle spalle di molti.

Viviamo in una società orwelliana e la soluzione non può che essere orwelliana: “Il potere è nei prolet”, certo, come sempre, se e quando si sveglieranno, se e quando troveranno la forza di tornare a sognare.

Categorie:Arte e spettacolo, Attualità

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