A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Il regno animale: una graphic novel parla alla coscienza


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Il regno animale di Emanuele Giacopetti è una graphic novel distopica, su un futuro prossimo venturo fin troppo presente in alcune parti del mondo, non troppo lontano in altre.

Narra di una umanità devastata dalla guerra e da alterazioni climatiche, un’umanità per cui la migrazione è lo stato naturale, l’ultima traccia dell’istinto di sopravvivenza. La colonna, la forma di aggregazione naturale per questa orda di disperati, non contempla rapporti umani se non utilitaristici e il mondo descritto non contempla la pietà.

L’autore, con il suo  tratto personale, maturo ,  riesce a cogliere suggestioni visive, letterarie, cinematografiche e a creare tavole crude e poetiche, cariche di pietas nel descrivere un mondo dove il sentimento dominante è solo il desiderio di arrivare a domani.

Si scorge in qualche tavola una Genova spettrale e angosciante, inedita, terra  senza nome in un mondo dove i nomi non sono più necessari e l’unico che compare nel libro deriva da un’arma.

La tavola ambientata nel supermercato mi ricorda Romero, lì era la società dei consumi che finiva per divorare sé stessa, qui una società che ha imparato a odiare verso il basso senza accorgersi di quello che arrivava dall’alto.  Le città devastate  rievocano il Carpenter di 1992 Fuga da New York, e un’altra suggestione forte, per il tono del racconto è The road di Cormack McCarthy e il film che ne è stato tratto.

Quello di Giacopetti è un discorso politico nel senso più alto del termine, un incubo fin troppo reale disegnato da chi ha toccato con mano la realtà degli ultimi, delle tante, troppe “colonne” che sotto il nostro sguardo distratto attraversano il mondo, in cerca di sopravvivenza, vittime colpevoli di essere nate dalla parte sbagliata di un mondo dove la giustizia sociale è un mito per molti e sta diventando un ricordo per tanti altri, noi compresi.

Vi invito a immergervi in questo viaggio dove ogni tavola parla alla nostra coscienza, ci invita a riflettere. Emanuele ha molto da dirci  e lo fa in modo originale e appassionato, il suo è un monito, come la poesia di Primo Levi che apre Se questo è un uomo, un monito che arriva da chi vede quel futuro possibile avvicinarsi sempre di più.

Categorie:Recensioni Libri

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