A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

La follia di Beppe Gambetta


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L’acoustic night 2018, organizzata da Beppe Gambetta, in scena in questi giorni al Teatro della Corte,  è stata dedicata a Fabrizio De Andrè, in particolare al tentativo di universalizzare il suo messaggio portandolo nel mondo.

Beppe Gambetta, i tedeschi Felix Meyer, cantante, ed Eric Manouz, polistrumentista  come lo scozzese Hugh McMillan, il cantautore canadese James Keelaghan e il jazzista genovese Riccardo Barbera, hanno offerto uno spettacolo di qualità altissima,  valorizzando i testi di De Andrè, tradotti in tedesco e in inglese, migliorandoli dal punto di vista musicale con una inventiva e gusto straordinari.

Questa operazione, a mio parere l’unico, vero modo di rendere veramente omaggio al cantautore genovese, lontano anni luce da tante celebrazioni che lasciano il tempo che trovano, mi dà la possibilità di fare alcune riflessioni.

Sono riuscito a tollerare una mezz’ora di concerto del Primo maggio prima di accendere l’ Xbox e dedicarmi allo sterminio degli alieni, più qualche estratto visto su you tube. L’ho trovato uno spettacolo indecoroso e deprimente, forse anche perché reduce dal magnifico concerto di Bob Dylan a Genova.  Volgarità sparsa a piene mani, testi banali e, come si usa dire oggi, “populisti”, musica quasi totalmente assente.  Semplicemente orribile.

Possibile che un musicista straordinario come Beppe Gambetta debba vivere negli Stati Uniti per avere un seguito? Possibile che la musica di qualità, linguaggio universale per eccellenza, come ha dimostrato la serata dedicata a De Andrè, dove musicisti tedeschi, scozzesi e canadesi hanno perfettamente colto lo spirito delle composizioni del cantautore, non possa trovare spazio nelle passerelle televisive, nei grandi eventi, nelle occasioni in cui può essere fruita dal grande pubblico?

C’è da anni in questo paese una sorta di rifiuto dei media per tutto ciò che è cultura, è come se la televisione, i giornali, in un’ assurda rincorsa verso il fondo, facciano a gara per produrre più spazzatura possibile, per proporre il peggio, solo perché più ben accetto dal pubblico.

Poi succede che Dylan fa sold out a Genova e che il Teatro della Corte è esaurito per le serate dell’Acoustic night, segno che quando le proposte sono di altissimo livello, la gente risponde.

Va detto che sia al concerto di Dylan che  alla Corte l’età media del pubblico era medio alta, ma c’erano anche giovani e comunque, il gusto dei giovani va educato, non blandito proponendo  costantemente il peggio.

Io non credo che tutta la musica ascoltata dai ragazzi sia spazzatura, ma molta lo è e ha un seguito, a mio parere, perché non gli viene proposto altro, perché i media hanno ormai abiurato dalla mission di educare i gusti del pubblico, semplicemente perché seguirne lo stomaco paga di più.

Il discorso andrebbe allargato alla scuola, alla necessità di porre fine all’esasperazione su tecnologia e scienza e di valorizzare, non al posto di, ma insieme a , discipline come la musica e l’arte che meriterebbero ben altro rilievo nel curriculum dei nostri ragazzi. Questo non per indirizzare le loro scelte e i loro gusti, ovviamente, ma perché possano scegliere a ragion veduta. non seguendo la massa, non perché quello è il prodotto che il mercato propone e che deve essere consumato.

Si parla tanto, a sproposito, di meritocrazia, categoria oggi scomparsa nel mondo della musica e della cultura in genere. Da tempo non sale alla ribalta chi merita, chi ha doti tecniche e qualcosa da dire, ma chi si presenta bene, e se riesce a scandalizzare i benpensanti con una parolaccia al posto giusto o a solleticarne le fantasie erotiche da adolescenti disturbati, tanto meglio.

Nonostante tutto, Beppe Gambetta ha dimostrato ancora una volta, la diciottesima, che si può proporre cultura  e intrattenimento di alto livello ed avere un seguito, che si può perseguire la propria idea di arte e avere un riscontro di pubblico.  Quella che sembra, al giorno d’oggi, una follia si è tramutata in realtà.

Una lezione importante per tanti giovani artisti di valore che non devono rassegnarsi alla volgarità e mediocrità imperanti ma proseguire sulla propria strada, in direzione ostinata e contraria, appunto.

Categorie:Arte e spettacolo

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