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L’odierna Amaca di Michele Serra, cui la sconfitta elettorale ha indubbiamente giovato trasformandolo da laudator temporis agens durante l’egemonia renziana, nel giornalista acuto e pungente che tutti abbiamo amato in passato, fa il punto suoi motivi del successo di Salvini, diventato l’indubbio one man band di questo governo, data l’inconsistenza ideologica, programmatica e cerebrale del leader pentastellato.

Secondo Serra, con cui concordo e dissento solo su un punto, il successo di Salvini non viene dalle fasce più basse della popolazione, quelle che stanno rapidamente abbandonando il Movimento cinque stelle, per intenderci, ma dalla media e piccola borghesia, spaventata dalla possibilità che le presunte masse di diseredati pronte ad invadere il nostro paese la privino dei pochi privilegi che le sono rimasti. La lega sarebbe, dunque, un classico movimento classista e chi grida che abbia intercettato la voce delle periferie e dei ceti popolari, poco ha capito della sua ascesa.

Non concordo con Serra sul fatto che l’unico motivo che giustifica questa ondata xenofoba sia la paura del ceto medio e non il razzismo. Per quanto i due fenomeni siano connessi e l’uno, di solito, includa l’altra, la base di Salvini e della Lega è sicuramente e irrimediabilmente razzista, lo è sempre stata e, probabilmente, sempre lo sarà. Basta pensare alle storiche, indegne, ossessive campagne e la distorsione informativa nei riguardi dei rom, un falso problema, una minoranza quasi invisibile, trasformata nel padre di tutti i problemi.

E’ dunque al ceto medio più reazionario, ottuso, ipocrita e gretto, oggi in crisi che Salvini parla, utilizzando l’unico strumento a sua disposzione:; la semplificazione.

Ecco quindi la flat tax e l’abolizione del tetto di spesa in contanti , provvedimenti che non vanno certo incontro alle classi popolari, ecco l’introduzione del teaser tra le forze dell’ordine, pensiamo quanto riempia di gioia questa possibilità tutti gli operai che scioperano in questi giorni scendendo in piazza per rivendicare i loro diritti.

Mi soffermo un momento sulla visita di Salvini a Genova, al capezzale dei due poliziotti feriti durante il tragico incidente che ha portato alla morte un ragazzo di vent’anni che li aveva ggrediti con un coltello durante una crisi di nervi. Ho apprezzato molto la presa  di posizione del Siulp, uno dei sindacati polizia, che ha denunciato la mancanza di un addestramento adeguato delle forze di polizia in caso di Tso e la scarsità di mezzi. Una presa di posizione equilibrata, corretta, misurata, l’esatto contratrio di quella sguaiata e volgare, come al solito, di Salvini che,arrivato a Genova, ha immediatamente promesso il teaser alle forze forze di polizia, quindi non un addestramento e una selezione più accurata del personale da mandare in strada, ma l’evoluzione del manganello.

Sarebbe forse stato più prudente attendere l’esito delle indagini avviate per chiarire i fatti prima di difendere a priori l’operato delle forze dell’ordine,  ma sia sa che la prudenza non rientra nelle pochissime frecce nella faretra di Salvini.

E’ quindi la solita, vecchia storia: ai tempi del fascismo Mussolini venne  pagato dai proprietari terrieri e dagli industriali per soffocare le rivolte di contadini e operai che reclamvano il mantenimento delle promesse di guerra, oggi Salvini viene votato, e a quanto pare anche generosamente sovvenzionato, dagli eredi di quelle classi. ieri volevano conservare la terra, oggi il lauto conto in banca, l’amante e le crociere.

A proposito della missione del suo avatar a Parigi, rilevo che mai come in questo caso si sia fatto tanto rumore per nulla: l’unica richiesta fatta dall’Italia alla Francia è quella di proseguire l’oscena politica di Minniti del facciamoli ammazzare a casa loro.  Il ricatto di Salvini sulla pelle degli immigrati della nave Acquarius, ancora in alto mare, ha partorito la continuazione della peggiore iniziativa politica del precedente governo. Chi ha apprezzato quella prova di forza, rifletta.

Salvini è l’espressione emblematica  di quella crescente categoria di persone, diventata ormai maggioranza, che pensano che un passaggio su Wikipedia le renda perfettamente in grado di pontificare su qualsiasi cosa, dall’utilità dei vaccini all’esistenza degli extraterrestri, ignorando le opinioni degli esperti, considerati esponenti di quella classe intellettuale da sempre odiata da qualunque destra.

L’errore della sinistra renziana è stato quello di seguire la destra su questa strada, di rinunciare a una analisi della società odierna e dei suoi cambiamenti in nome di una semplificazione priva di sostanza. E’ riuscita così a  ottenere l’invidiabile risultato di non farsi più capire dalla sua gente e non riuscire a catturare quel ceto medio che era il suo obiettivo.

Salvini è talmente improponibile e approssimativo che scomparirà presto, dopo aver fatto parecchi danni, senza essere sostituito dai Cinque stelle, che stanno rivelando tutta la loro pochezza politica, cosa per altro inevitabile in un partito frutto del sogno di un comico annoiato e miliardario e di un’azienda informatica.

Una sinistra che torni ad essere tale, che torni ad ascoltare la gente e a rielaborare le pressoini e le istanze popolari in una sintesi più alta, più lucida e orientata al benessere comune, potrebbe avere ampi spazi di manovra in un  futuro a breve termine. Ma deve liberarsi totalmente di Renzi e del renzismo e, per fare questo, servono coraggio e uomini nuovi. Al momento, mancano sia l’uno sia gli altri.

L’errore sarebbe quello di ignorare la questione culturale, la vera palla al piede di questo paese, di voler parlare alla gente seguendo le stesse semplificazioni di Salvini, rinunciando a quella funzione pedagogica della politica che ne è componente fondamentale ed è, tra l’altro, patrimonio di quella sinistra che ha tra i suoi padri fondatori Antonio Gramsci, che di quella funzione è stato l’interprete migliore.

O si ferma la corsa verso il basso, la si smette di blandire l’ignoranza e la volgarità, si torna a pensare in termini di redistribuzione della ricchezza e internazionalismo, o l’unico punto d’arrivo sarà il Binario 21.

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