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Trovo assai riduttivo definire Waldo Basilius, di Tiziano Fratus, ed. Pelledoca, un racconto per ragazzi., come trovo riduttivo definire i disegni di Emanuele Giacopetti che completano il racconto semplici illustrazioni.

Siamo di fronte a una gothic novel straniante, a metà strada tra le storie nere di Tim Burton e a quelle nerissime dei fratelli Grimm, un romanzo di formazione che è anche un apologo sulla condizione umana, un divertissement amaro in cui l’autore ha inserito simboli e topos di un percorso iniziatico arcaico che rimanda agli antichi riti di passaggio che sancivano la fine dell’infanzia e il passaggio all’età adulta.

Waldo è stato abbandonato nel mondo dei nasi grinzosi, un mondo alla rovescia sinistramente simile al nostro, se non altro nel disprezzo per il diverso, nella crudeltà gratuita e nell’insensato rito della guerra.

Waldo ascolta le storie urlate dalla vecchia che si prende cura di lui, cerca disperatamente di integrarsi in quel mondo dominato da una natura cupa e ostile ma viene beffeggiato, umiliato, rifiutato da quegli esseri che non riesce a capire.

Waldo è un adolescente che vede il mondo degli adulti come oppositivo, autentico negativo del suo mondo, del mondo che si sta cotruendo e in cui si rifugia per difendersi dalle minacce esterne, per costruirsi un sé autentico e unico.

Waldo attraversa quel periodo della vita in cui non si è più bambini e non si è ancora uomini, in cui tutto sembra minaccioso, ostile, e le sicurezze crollano a ogni refolo di vento. Come ogni uomo, dovrà passare delle prove per trovare un posto chiamato casa,  affrontare pericoli e insidie di un ambiente ostile per diventare adulto e comprendere che il mondo è uno e ogni uomo soffre degli stessi mali, gode delle stesse gioie. La diversità tra la madre  e la signora Magher, in fondo, è solo una sfumatura.

Le illustrazioni di Emanuele Giacopetti non si limitano a riprodurre  visivamente e didascalicamente quanto viene narrato ma sono un vero libro nel libro, quasi una mini graphic novel che interpreta con un taglio personale e assolutamente coerente col tono del libro, i punti chiave del racconto.

E’ probabile che Giacopetti abbia trovato molti punti in comune tra questa narrazione e il suo, bellissimo Il mondo animale, graphic novel cupa e disperata che affrontava il tema delle migrazioni e molto altro.

In conclusione ci troviamo di fronte a un prodotto eccellente, che userò certamente in classe con i ragazzi ma la cui lettura consiglio a tutti, per la profondità del contenuto, il simbolismo non sempre scontato, le bellissime illustrazioni e gli spunti di riflessione che offre.

 

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