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Salvini non delira, Salvini non è pazzo, è un lucido e cinico calcolatore della peggior specie, un imbroglione spietato e amorale.

Il suo gioco sulla pelle di 170 disgraziati, tra cui uomini e donne malati, lo avrebbe portato comunque a vincere. O l’Europa cedeva al suo ricatto, accettando lo sforamento dei vincoli di bilancio così da poter inserire in

finanziaria la flat tax, tanto cara ai ricchi imprenditori padani che lo foraggiano, oppure si sarebbe verificato quello strappo istituzionale che sta cercando da tempo per far cadere il governo e andare ad elezioni nella veste

di eroe di un popolo di idioti.

Salvini fa il bullo perché sa di non rischiare nulla. Il Parlamento, se i magistrati lo richiederanno, non voterà mai l’autorizzazione a procedere.  Ce la vedete Forza Italia a votare una richiesta dei giudici che ha combattuto per

decenni senza tregua?  Per non parlare di quella parte del Pd che continua a far danni anche quando tace, per non parlare di quando si pronuncia, come ha fatto Minniti ieri.

Salvini si è inventato difensore di confini che non sono mai stati invasi, in nome di un patriottismo cialtronesco e volgare, tradendo i principi fondanti della nostra Costituzione e quindi quella patria che ha la pretesa di voler

difendere. Ha alimentato e creato un’emergenza stranieri che non esiste, ha trasformato il suo mandato in una crociata sadica e ossessiva contro chi non ha voce per difendersi, ha ignorato completamente quelle che sono

le vere emergenze del paese: la lotta alla corruzione, la lotta alla criminalità organizzata, l’emergenza ambientale, l’evasione fiscale.

E’ comprensibile, dal momento che quelli che lo finanziano e lo appoggiano con le mafie fanno affari d’oro al nord, molti di quei 120 miliardi di euro riciclati ogni anno dalla ‘ndrangheta vengono reinvestiti proprio al  

in Lombardia, Piemonte, Emilia, Veneto, Liguria, mentre al sud una parte del paese resta, di fatto, sotto il controllo della Camorra e di Cosa Nostra.  Non parliamo della lotta alla corruzione, che vede implicato il suo

partito per 49 milioni di euro e quasi quotidianamente amministratori leghisti finire in manette. L’emergenza ambientale non può essere un priorità per chi fa gli interessi dei grandi imprenditori del nord, protagonisti del

traffico di rifiuti tossici che avvelena le nostre campagne, quanto all’evasione fiscale, cambiamo discorso, please. Come non riguarda Salvini il fatto che il consumo di droga nel nostro paese è talmente alto, che le mafie

nostrane non riescono più a soddisfare la domanda e devono ricorrere ad alleanze con le mafie straniere.

No, a questo sepolcro imbiancato non importa di svolgere il proprio lavoro come vorrebbe la costituzione, lavoro per cui il martire è lautamente pagato, a lui importa solo di gettare benzina sul fuoco dell’odio, per ottenere

consenso, e se qualche nero ci rimetterà la pelle chi se ne frega, non sono morti nostri, no?

Quanto ai Cinque stelle,  sono caduti in trappola come era inevitabile per un partito di gente in parte volenterosa e anche capace, guidata da un demente.

Adesso o votano l’autorizzazione a procedere e finiranno, inevitabilmente, per dividersi, o non la votano e sono, definitivamente, sputtanati. La dimostrazione che l’uomo della strada non può fare politica e neanche lo

steward.

Nel frattempo i barricaderi da tastiera continueranno a mostrare la loro miseria umana sui social, incapaci di uscire dalla gabbia del loro livore di frustrati.

E’ un momento pericoloso, non perché l’uomo, squallido e patetico, sia pericoloso ma lo è chi gli va dietro, quelli di cui difende gli interessi, perché hanno i mezzi per  fomentare disordini e creare la paura necessaria a far sì

che perfino questo buffone appaia come l’uomo della Provvidenza. Ci siamo passati, l’abbiamo già visto succedere, si chiama strategia della tensione.

E’ necessario che centri sociali, no tav, radicali di sinistra mantengano la calma, non rispondano alle provocazioni, restino rigidamente all’interno delle regole democratiche,  nel 2001 abbiamo visto da che parte sta una

certa polizia, quindi cerchiamo di non creare inutili revival.

E’ necessario chiudere veramente e definitivamente con il renzismo a sinistra, non padre di tutti i mali ma perché di parecchi lo è stato e se si vuole sopravvivere e dare una speranza al partito e al paese, bisogna avere il

coraggio di cambiare davvero.

Poi tocca a noi, cittadini, lavoratori, noi che paghiamo tutte le tasse e facciamo fatica ad arrivare a fine mese, noi che crediamo, nonostante tutto, nella democrazia e nel diritto: non dobbiamo dare tregua a questa gente,

sugli autobus, nei posti di lavoro, per strada, i commenti razzisti non devono essere tollerati, come il fumo nei locali pubblici, perché sono altrettanto dannosi per la collettività. E’ necessaria un ‘assunzione di responsabilità

da parte di tutti, non basta più fare solo il nostro dovere, bisogna fare di più.

Dobbiamo trasformare lo sporco trucco di questo illusionista da quattro soldi nella corda con cui si impiccherà ( metaforicamente, ovviamente).

Solo così questo paese potrà riguadagnare rispetto e dignità e portare il proprio contributo a cambiare quell’Europa che non è solo male ma che deve cambiare rotta se non vuole crollare e tornare ad essere

provincia dell’Impero.

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