A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Quando a scrivere di scuola è qualcuno che non sa cos’è la scuola


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Chioso un  articolo abbastanza esilarante di  di tale Chiara Saraceno, editorialista di Repubblica,.che parla della riapertura delle scuole inanellando una serie di idiozie abbastanza rare anche per un giornalista.

Cominciamo, l’articolo è tratto da Repubblica on line di oggi:

….Sarebbe legittimo aspettarselo, dopo tre lunghi mesi di vacanza in cui i bambini e i ragazzi sono stati affidati alle risorse, di tempo e finanziarie, delle loro famiglie, anche allargate – quanti nonni “in carica”, in città e nei luoghi di vacanza, a luglio e poi di nuovo a fine agosto-primi di settembre – con l’effetto di acuire le disuguaglianze sociali tra loro nei tipi di esperienze che possono fare e che possono contribuire al loro sviluppo cognitivo, estetico, relazionale.

La geniale autrice parla dell’organizzazione della scuola, come sempre critica all’inizio dell’anno scolastico. Quindi passare le vacanze con i figli, per l’editorialista, non solo è uno spreco di tempo e risorse finanziarie per le famiglie, ma avrebbe anche l’effetto di acuire le disuguaglianze sociali nei tipi di esperienze che possono fare. Mi viene da pensare che la dotta giornalista rimpianga le colonie estive di gentiliana memoria, che non abbia consapevolezza del fatto che le disuguaglianze sociali esistono a prescindere e anzi, forse la scuola è l’unico luogo in cui, per un breve periodo della vita, si attenuano, che il tempo passato dalle famiglie con i figli è sempre minore e i risultati, chi fa il mio mestiere, li vede ogni giorno.

Bontà sua, la geniale continua: “In questi tre lunghi mesi, gli insegnanti e il personale della scuola e del ministero hanno legittimamente goduto di meritate vacanze. Ma una parte avrebbe dovuto essere utilizzata per preparare, appunto, il rientro“.

Primo: gli insegnanti non fanno tre mesi di vacanze perché chiudono il trenta giugno e rientrano il primo settembre, appunto per preparare il rientro. A meno che, la geniale, non voglia anche accollarci il lavoro burocratico che non è di nostra competenza. Quindi due mesi di vacanze, e tenuto conto che anche gli  inse  gnanti hanno figli, cosa che la geniale forse ignora, i tempi reali di recupero sono ancora minori.

Invece, al momento della riapertura delle scuole, qualche cosa manca sempre a ogni livello organizzativo. Tra diritto degli insegnanti di ruolo a chiedere il trasferimento ad altra sede fino all’ultimo minuto, assunzioni ritardate che a loro volta innescano possibili rinunce e richieste di trasferimento, ricorsi vari, appalti per le mense non completati, lavori di adeguamento edilizio non fatti per mancanza di finanziamenti o perché avviati in ritardo e così via, non solo il primo giorno di scuola, anche tutta la prima settimana, se va bene, inizieranno a tempo ridotto.

Concentrare tante stupidaggini in un poche righe è un esercizio di alto virtuosismo. Primo gli insegnanti di ruolo chiedono trasferimento a Febbraio- Marzo e sanno già a fine Giugno se l’hanno ottenuto, assunzioni ritardate non possono essercene perché entro il 31 Agosto devono essere completate e gli esuberi si conoscono a Giugno, non so a che ricorsi si riferisca, ma sono un diritto che va rispettato, gli appalti per le mense sono esterni e non hanno nulla a che fare con gli insegnanti,i lavori edilizi devono essere avviati dai comuni, proprietari degli edifici e anche qui, le scuole non c’entrano nulla, si tratta di inadempienze della macchina burocratica dello Stato. Non è vero che tutte le scuole iniziano a tempo ridotto, molte cominciano già con l’orario definitivo dal primo giorno, quanto a quelle che cominciano a tempo ridotto, mi spieghi la geniale come fare scuola senza personale.

Ci si aspetta che i genitori prendano un permesso ogni volta che c’è un’assemblea di classe o ricevimento degli insegnanti, o quando devono andare a firmare il diario dei figli: il tutto sempre in orario scolastico. Ma ci si aspetta anche che le famiglie facciano fronte quando l’organizzazione scolastica non funziona come dovrebbe.

Altra sequela di idiozie della geniale. Gli unici appuntamenti con i genitori in orario scolastico sono i ricevimenti singoli, opzionali e, spesso, disertati. Tutti gli altri appuntamenti si svolgono in orario extrascolastico proprio per permettere ai genitori che lavorano di partecipare.

è la scuola che deve far fronte alle proprie responsabilità nel tempo che le spetta. Anche questa assunzione di responsabilità fa parte del rapporto educativo.

Informo la geniale che la scuola cerca, nonostante tutto, di far fronte alle proprie responsabilità che sono didattiche ed educative, e ci riesce anche, a volte.

Che Repubblica pubblichi una simile sequenza di scempiaggini, è un segno di decadenza di quello che una volta era un giornale che faceva informazione. Che lo faccia dalla dalla parte di chi, con la Buona scuola, ha amplificato il caos burocratico e organizzativo, è vergognoso. Che l’articolo tenda a deresponsabilizzare le famiglie, famiglie che spesso si deresponsabilizzano abbondantemente da sole, specie in certe realtà che certamente la geniale non conosce, sfiora l’oscenità.

Sarebbe forse il momento di cominciare a far scrivere di scuola persone competenti, che conoscono quanto sacrificio, fatica e impegno costi a tutti i suoi componenti portare avanti quello che è, lo ricordo, un presidio irrinunciabile di democrazia.

Ne abbiamo pieno le tasche di radical chic che pontificano sul nulla, la Scuola pretende rispetto.

Categorie:Attualità

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