A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Salutiamo Aarto Paasilinna, che ci ha fatto riflettere sorridendo


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La morte dello scrittore Aarto Paasilinna in una casa di riposo finlandese, entrerebbe a buon diritto tra le pagine tristi di uno dei suoi libri.

Boscaiolo, giornalista e scrittore di culto Paasilina aveva il dono della leggerezza, del sorriso affettuoso sulla vita e sulla sua assurdità, insieme a una vena malinconica, tipicamente nordica, che impregnava anche le pagine dei suoi libri più esilaranti.

Paasilinna non affrontava temi leggeri: in Piccoli suicidi tra amici, un esuberante inno alla vita, nonostante il titolo e la tragicità di alcune pagine, l’argomento era l’altissimo tasso di sucidi in Finlandia, ne L’anno della lepre, il libro che gli ha dato la fama in Italia, si parlava di ecologia, di vite sbagliate alla ricerca di un nuovo inizio,  Lo smemorato di Tapiola affrontava il tema della vecchiaia e della malattia mentale, mentre ne Il  liberatore dei popoli oppressi, il più sarcastico e cattivo dei suoi libri, si schierava contro ogni dittatura, fascista o comunista che fosse scrivendo un violentissimo atto d’accusa contro la tortura.

In ogni libro si alternano pagine francamente esilaranti, descrizioni della natura che testimoniavano il suo amore da ex guardaboschi, sarcastiche annotazioni sulle cattive abitudini dei finlandesi, come la passione dell’alcool e una malinconia crepuscolare, segno di un male di vivere dei suoi protagonisti nascosto sotto una glacialità nordica che finiva per sciogliersi in una elegia sentimentale. Tutto descritto con uno stile unico, leggero, sorridente, come solo un grande scrittore è in grado di fare.

Lo scrittore finlandese sarebbe piaciuto, probabilmente, a Pirandello, con la sua capacità di trovare il senso del comico nella tragedia, di descrivere l’assurdità della vita ridendoci sopra. 

Amante delle tradizioni del suo paese, che naturalmente prende amabilmente in giro, Paasilinna odiava le convenzioni della società della finlandese e, nel loro modo straniato e candido, i suoi protagonisti sono tutti dei ribelli.

L’atmosfera surreale dei suoi libri, l’acutezza con cui stigmatizza le contraddizioni della vita, l’empatia verso la sofferenza umana, la perturbante capacità di analisi del reale, rendono riduttiva la definizione di scrittore umoristico quanto quella di scrittore di culto.

Paasilinna è stato un grande scrittore, capace di farci pensare alla tragedia della vita sorridendo. E scusate se è poco.

Categorie:Arte e spettacolo, Attualità

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