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L’Italia a due facce


Piazza S. Giovanni piena, magliette bianche, gente di ogni colore e di ogni età a manifestare solidarietà per i nostri tre connazionali rapiti dalle forze di occupazione inglesi. Niente politici, grazie a Dio. L’occasione non era indicata per passerelle , demagogia e altre varie amenità offerte dai nostri rappresentanti. Mancava lo stato, mancava uno stato, con la s minuscola, che si è comportato vigliaccamente in questa vicenda. Non ci sono altre definizioni possibili. Ho ancora davanti agli occhi la disgustosa esibizione dell’on. la Russa ad Annozero, le vergognose accuse a Gino Strada, la demagogia da ventennio (cosa ci si poteva aspettare?). Francamente il pensiero che questo individuo guidi il Ministero della Difesa mi disgusta e mi spaventa. Francamente la logica del “chi non è con noi è contro di noi” pensavo che fosse stata superata, negli anni del “pensiero liquido”. Francamente speravo che almeno da ministro La Russa potesse avere qualche pudore a mostrare il fascista che è in lui. Su Luttwak, anche lui ospite della serata. espressione della destra americana più ottusa, amico di quelli che bombardarono la Moneda e insediarono Pinochet alla guida del Cile, che ha affermato che praticamente è colpa delle organizzazioni umanitarie se la guerra in Afghanistan continua, che dire? Si dice sempre che gli americani non hanno conosciuto il fascismo, è vero, ma ci sono molti americani fascisti. La dignità di Gino Strada, la sua compostezza, la sua rivendicazione della pietas come substrato fondamentale della humanitas, il suo volto segnato dagli orrori che vede da anni, il suo ingenuo, puro, fortissimo rifiuto della violenza, qualunque colore abbia, valgono più di mille parole. Tanta gente oggi, che un pò ci riconcilia con l’Italia. Strada ha invitato ad appendere un drappo bianco alle finestre: fatelo, fatelo in tanti, diamo un segnale forte e chiaro, mostriamo qualcosa di pulito in questo paese sempre più sporco.

Nella stessa Italia che scende in piazza per solidarietà, il suo premier afferma che la mafia esiste solo perchè alcuni scrittori e registi ne parlano, riportandoci indietro di quarant’anni, alla peggiore Democrazia Cristiana, quella che non si è addolorata della scomparsa di Aldo Moro. Arrivando dopo la richiesta della condanna di undici anni di carcere a Dell’Utri per associazione mafiosa, l’affermazione delirante del premier è di una gravità assoluta. Meglio, sarebbe di una gravità assoluta in qualunque paese tranne l’Italia. Il premier, con  quelle parole, ha sputato sulle tombe dei caduti nella guerra contro la mafia, su Pio la Torre, Giovanni Chinnici, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Ninni Cassarà, Boris Giuliano, Pier Santi Mattarella, e molti altri. Ha oltraggiato Saviano, il giudice Caselli, il giudice Gratteri e molti altri che vivono vite sotto scorta, vite che hanno deviato per sempre dalla normalità soltanto perchè questi uomini hanno reso onore fino in fondo al loro mestiere. Il premier non dice mai nulla per caso, il messaggio è chiaro e solo chi non vuole sentire non sente. Sicilianamente, da siciliano, non aggiungo altro.

Due facce, lo stesso paese, due anime incompatibili, due modi di pensare la giustizia e la società opposti che non possono assolutamente convivere, che non possono non scontrarsi. All’opposizione questo chiediamo: lo scontro, politico, incruento, ma scontro, le proposte contro il nulla, i valori contro il vuoto, la solidarietà contro la demagogia. Sento mormorare di un possibile accordo con Fini se dovesse lasciare il governo: passi la realpolitik ma cerchiamo di mantenere un residuo di dignità, almeno evitiamo di dire che rosso o nero, pari è. Evitiamo di dire che le differenze fanno parte del passato. Questo è un paese senza memoria.

Per chi volesse sapere come la penso, io sto con Emergency, con Gino Strada, con i tre ragazzi nelle carceri afghane, con quella Italia.

La bestia nel cuore


La vicenda di Adro non va sottovalutata, come stanno facendo molte testate importanti e gli altri mezzi d’informazione. Non è un unicum, non siamo davanti a una piccolo, spaventoso esempio di egoismo e inciviltà, bensì è l’emblema di quello che è diventato il nostro paese, di quello che è diventata la sua gente.

Riassumo brevemente i fatti: il sindaco leghista non dà da mangiare a scuola ad alcuni bambini, in massima parte extracomunitari, perchè non hanno pagato la retta della mensa. Fatto abominevole, la scuola italiana ha sempre dato da mangiare a tutti, un vero schifo. Un imprenditore locale, che desidera rimanere anonimo, copre le spese della mensa e manda una magnifica lettera ai giornali per scuotere le coscienze dei suoi concittadini. Risultato: duecento mamme degli altri alunni chiedono che quelli che non hanno pagato non vengano in ogni caso ammessi alla mensa altrimenti non pagheranno neppure loro. Faccio un’enorme fatica a definire con il termine più nobile che esista, “madre”, queste donne, faccio un’enorme fatica a cercare di analizzare con la freddezza necessaria questa storia senza esplodere. Faccio una enorme fatica, ultimamente, a non insultare certe mamme che vengono a scuola dicendo:”Io non sono razzista, la tale bambina straniera è venuta perfino a mangiare in casa mia senza nessun problema…”senza accorgersi che stanno già facendo un discorso razzista, stanno già marcando una differenza  nel momento stesso in cui, con qualunque argomento, giustificano il loro non essere razziste.

Io non sono razzista, senza ma e senza perchè, non ho bisogno di giustificare questa affermazione come non ho bisogno di giustificare il mio antifascismo. Gli insegnamenti della mia famiglia, la scuola,i libri che ho letto, la cultura che ho respirato hanno fatto di me quello che sono. Lo stesso sta accadendo oggi: è la cultura che respirano a fare delle madri di Adro delle spietate razziste, è l’aria che respiriamo in questo paese, è l’ignoranza acquisita sui banchi di una scuola sempre più umiliata e offesa e poi perfezionata ingurgitando dosi letali di televisione. Piantamola di dire che gli italiani non sono razzisti: leggetevi le statistiche della Caritas, leggetevi le dichiarazioni in sedi governative anche europee di Boso, Calderoli, Borghezio. Gente amica dei naziskin e dei neonazisti tedeschi, cialtroni che parlano di purezza della razza, bugiardi matricolati e infami che mettono in dubbio la tragedia dell’Olocausto, cattolici a convenienza e baciapile ipocriti accolti con il sorriso da una Chiesa che ha perso la sua strada, dimenticato il Vangelo, smarrito la sua identità.

Adro non è un paese di mostri, è l’Italia a essere diventato un paese di mostri. La Protezione civile ristruttura un ospedale a Roma dove sono conservati virus letali e si scopre che non è antisismico. Chi l’ha costruito? Il puttaniere che non ha ricevuto favori sessuali e i due bastardi che ridevano la notte del terremoto. Il premier fa presentare ai suoi lacchè una interpellanza per evitare che il governo  debba sottostare alla politica ambientale europea  e si scopre che in Italia la temperatura si  alzata con effetti disastrosi per le foreste, un neo eletto presidente di regione promette raccomandazioni una settimana dopo essere stato eletto, nel disinteresse più totale tre medici italiani vengono rapiti dalle forze alleate, un ospedale in zona di guerra viene chiuso perchè mostrava lo schifo di quella guerra e due autorevoli esponenti del governo attaccano un uomo che ha fatto del salvare la vita a chi soffre la propria ragione di vita. In questo mare di merda vi stupite, ci stupiamo, se duecento madri snaturate chiedono di affamare i figli degli altri? Il sonno della ragione genera mostri, diceva Unamuno. Beh, in questo paese la ragione è andata a dormire quindici anni fa e non accenna a svegliarsi.

Dimenticavo: la sinistra. La sinistra tace. Adesso non si occupa più nè di lavoratori nè di stranieri, nè di lavoro nè di razzismo, troppo impegnata a capire perchè ha perso e come si può fare a perdere un pò di più la prossima volta, possibilmente fino a scomparire.

In altri tempi, un’altra Italia, un’Italia che non c’è più e non tornerà, quelle duecento madri si sarebbero autotassate per dare da mangiare a quei bambini, la solidarietà sarebbe scattata all’istante. Vergogna a quelle madri, mi auguro che i loro figli siano migliori, che crescano solidali e cooperativi, nonostante il loro cattivo esempio. Vergogna a quel sindaco, tronfio e gongolante nella sua spietata efficienza, degno erede dei podestà, meschino e ipocrita come loro, leone con gli agnelli come sempre lo sono i vigliacchi. Vergogna a questo paese senza più vergogna, a questa vecchia bagascia stanca che si concede a chiunque prometta mari e monti, a questo popolo che oltre a chinare la testa ha deciso di calare le brache. Vergogna a questa sinistra, senza più neanche parole per condannare, senza più un’idea che sia una, indegna di sventolare quelle bandiere rosse che hanno contribuito a fondare questo Stato. Vergogna alla Chiesa che avrebbe dovuto stigmatizzare con forza quanto successo ad Adro ma che si occupa di scuola  solo quando deve ricevere i finanziamenti per le sue scuole per ricchi e idioti figli di papà. C’erano anche le brigate cattoliche a combattere in montagna, probabilmente oggi verrebbero scomunicate.

Mi chiedo quando arriveremo a toccare il fondo. Mi chiedo quante porcherie di questo genere dovremo ancora sopportare inerti, senza reagire, scuotendo la testa e riprendendo a condurre la nostra vita come se niente fosse. Aspettiamo la stella di David sulla giacca? O serviranno i ghetti?

Quante strade deve percorrere un uomo prima di dire che è un uomo?”

Cantava e continua a cantare con una voce roca, stanca ma sempre viva, un poeta che ha marciato al fianco di Martin Luther King e ha visto cambiare molte cose per poi veder tornare tutto come prima. La risposta diceva, è nel vento. Speriamo  prima o poi di riuscire a sentirla.

Consigli di lettura

L’orda di Gian Antonio Stella. Per ricordare chi eravamo e non fare agli altri quello che altri hanno fatto a noi.

Negri, Froci, Giudei e co. di Gian Antonio Stella. Per vedere cosa stiamo facendo agli altri.

In Italia gli asini non volano, fanno i senatori


Frattini scriverà una lettera al presidente dell’Afghanistan per chiedere notizie dei tre operatori di Emergency rapiti dalle forze inglesi. Sono passate 72 ore, non è stata notificata alcuna accusa, è un rapimento. Lui scrive una lettera. Speriamo che a recapitarla non siano le poste italiane. Aggiungere qualcosa in più senza essere denunciati è inutile. Karzai freme e non vede l’ora. In caso si perda, sono già pronti i piccioni viaggiatori.

Obama è un idiota. Il presidente neger degli Stati Uniti ha stanziato centocinquanta miliardi di dollari   nelle energie rinnovabili e per l’efficienza energetica, ma ha sbagliato. L’Intergovernmental Panel on Climate Change, l’ente scientifico che si occupa di studiare il clima, di cui fanno parte climatologi di fama mondiale, non ha capito un cazzo, il clima non è in pericolo, il riscaldamento globale è una bufala e alcuni scienziati hanno comportamenti morali discutibili (ahahaha!) e probabilmente sono anche comunisti, ebrei negri, ecc..

Questa stupefacente serie di stronzate non viene dalla Padania, l’organo di stampa della Lega, non viene da Calderoli o da Castelli, ma è scritta in una mozione presentata da alcuni senatori del Pdl per chiedere all’Europa di cambiare la linea che guarda alle energie rinnovabili e alla tutela ambientale e tornare ad avvelenare l’atmosfera con la benzina e il carbone. Questo simpatico gruppo di vecchietti rimbambiti mette in discussione la serietà degli scienziati dell’IPCC e quindi contesta i dati forniti sul clima non portando a supporto nessun parere scientifico autorevole (per forza: neppure Zichichi arriverebbe ad accettare simili idiozie) ma criticando gli altri stati dell’unione europea che si sono accodati alle tesi degli scienziati senza tenere conto della clausola di Berlusconi, ovvero benzina e carbone ci fanno diventare più ricchi e se avveleniamo i bambini e un pò di comunisti, chi se ne fotte.

Ci sarebbe da sorridere pensando agli strascichi di libagioni un pò troppo consistenti per l’età degli arzilli vecchietti se non fosse che nel Pdl non si muove foglia che il nano non voglia. In questo caso, non muore foglia che il nano non voglia. Berlusconi, qualche giorno fa, di fronte a una plaudente sdraiabile Confindustria, per dirla con Cetto La Qualunque, ha detto che il riscaldamento globale gli ha fatto venire il raffreddore. Oggi, con una copertura stampa inesistente, arriva notizia di questa mozione demenziale. Tranquilli che tra qualche mese, tonitruante come un piccolo Giove incazzato perchè ha scoperto di essere  cornuto, l’attempato nanetto tuonerà contro i danni delle pale eoliche, la natura comunista dei pannelli solari, il disgusto per la benzina verde magnificando le sorti magnifiche e progressive dell’aria avvelenata che ogni anno uccide anziani e bambini in numero sempre maggiore, da quanto dicono le statistiche probabilmente stilate da medici immorali.

Ora, chiedere a un politico di avere una morale è come chiedere a uno stupratore di darti prima un bacino, non ha alcun senso, tuttavia un limite all’ingordigia, alla spregiudicatezza, alla supponenza,. all’arroganza, alla mancanza di scrupoli, alla mancanza di senso dello stato, alla mancanza di rispetto per chiunque ci deve pur essere. Non si può continuare a permette che questa gentaglia continui a infangare così il nome dell’Italia nel mondo. Non ci sto a passare per demente perchè cinque rincoglioniti per obbedire al capo presentano una proposta che perfino un avido maiale come Pinochet si sarebbe rifiutato di presentare. Voto o non voto, bisogna che si trovi il modo di porre un limite. Che l’ambiente è in grave pericolo è cosa universalmente nota, i ghiacciai si stanno sciogliendo, la desertificazione avanza, spariscono in Africa laghi grandi quanto mari: abbiamo le prove fotografiche, abbiamo filmati e prove scientifiche assolutamente consolidate. Perfino 007 vivi e lascia trombare  ha parlato di un problema ambientale in Italia, di dissesto idrogeologico, di moria dei fiumi. Va bene che siamo governati dal Grande Fardello, ma anche quello autentico a volte si fermava. Negare l’evidenza affermando di essere gli unici ad aver capito come stanno davvero le cose è un esempio di arroganza spaventoso. Troppo poco rilievo hanno dato i media a questa notizia, prendendola come una boutade. Non hanno ancora capito che Quelo non fa mai niente e non fa fare mai niente ai suoi lacchè per caso. La spara grossa, poi sonda l’aria e alla fine scivola ratto in quel posto tanto esplicitamente descritto da Luttazzi in occasione del programma di Santoro.

A proposito del puttaniere mangia rifiuti: ha ribadito ai giudici di non aver ricevuto favori sessuali. Per cinque ore.

Consigli per la visione e la lettura:

Uno qualunque dei libri di Al Gore sull’ambiente.

Economia all’idrogeno, di Jeremy Rifkin. Consulente per l’ambiente di diversi presidenti degli Stati Uniti e della comunità europea.

Una scomoda verità di Al Gore, il documentario che gli ha fatto vincere il premio Nobel per la pace e che mostra e dimostra quello che i nostri senatori negano.

Terra reloaded di Beppe Grillo, una lunga intervista ai più grandi climatologi della terra. Sconvolgente, documentato, indispensabile.

Sparare sugli inermi


Premetto che sono schifosamente di parte. Considero Gino Strada una delle poche persone viventi per cui si ci possa dichiarare fieri di essere italiani ed Emergency un vanto per il nostro paese. Sono di parte al punto che se anche le indagini dimostrassero che i medici e gli infermieri arrestati erano coinvolti nella preparazione di attentati, non ci crederei comunque. Il trucco della scatola con esplosivi ed armi è vecchio, ci hanno già provato a Genova nel 2001, dopo il vergognoso assalto alla scuola Diaz.

Vorrei prima di tutto stigmatizzare il comportamento vergognoso di alcuni esponenti del nostro governo e della Farnesina. Invece di chiedere spiegazioni dell’inqualificabile comportamento delle forze armate della coalizione, hanno prima smentito che i tre italiani fossero stati prelevati da forze della coalizione, poi, di fronte all’evidenza, insinuato che potessero essere coinvolti e adesso, parlano di indagini in corso. Gasparri e Cicchitto  hanno violentemente attaccato Gino Strada, con la ridicola accusa di fare politica ed essere di parte. Quando si arriva a infangare chi opera per la pace, chi salva vite, non importa da che parte stiano i feriti, chi denuncia ogni giorno l’orrore della guerra, significa che il fondo del barile è stato raschiato da un pezzo. Che fossimo diventati sudditi ossequiosi di inglesi ed americani, è cosa nota da un pezzo, adesso siamo arrivati a quella in oriente si chiamava proskunesis, il bacio del piede del Satrapo. Il pensiero che ad essere in gioco in questa partita sporchissima sia la dignità della nostra nazione non sfiora neppure per un attimo il ministro degli esteri, preoccupato di chinare il capo e obbedire, insieme all’esecutivo e al nostro ridanciano premier, a tutto quello che viene firmato sotto la bandiera a stelle e strisce o all’union jack.

Si vuole affossare Emergency, lo si fa in modo grossolano e autorirario perchè è diventato urgente eliminare un cliente scomodo dal terreno di guerra, cancellare testimoni bipartizan che non mancano di denunciare puntualmente tutto quello che avviene in Afghanistan, le morti e le mutilazioni di donne e bambini, le innumerevoli violazioni dei diritti civili, il bavaglio messo ai giornalisti. Il nostro governo ha preso la palla al balzo per consumare una vendetta sommaria contro un cliente scomodo come Gino Strada, dalla statura morale inattaccabile, che non perde occasione di stigmatizzare quanto una guerra possa essere schifosa, quanto quella in Afghanistan non sia un’operazione di pace ma una carneficina che non accenna a terminare. Il premier non ama chi non la pensa come lui, è noto. I suoi lacchè, ossequienti, obbediscono. Se poi sono gli Stati Uniti a guidare il coro, si canta senza stonare, altrimenti sono guai.

Questa vicenda la dice lunga su un’Italia che ormai è solo serva e non più vassalla degli Stati Uniti, su un esecutivo di mediocre caratura che non è in grado neppure di alzare la voce quando viene consumato un sopruso, sul fascismo bianco che ormai governa il nostro paese e che, con la vigliaccheria di ogni fascismo, coglie ogni occasione per sfruttare le difficoltà di chi dissente per affossarlo definitivamente. Siamo di fronte a una clamorosa ingiustizia, per altro perpetrata violando svariati trattati internazionali. Ma quello che pensa della giustizia e dell’ingiustizia il nostro premier, lo sappiamo tutti.

Invito a firmare l’appello Emergency sul sito dell’associazione: www. emergency.it

Consigli per approfondire l’argomento:

Leoni per agnelli di Robert Redford, un film che spiega come e perchè l’Afghanistan è stato invaso.

La Divina Commedia di Dante Alighieri. Un capolavoro universale ma soprattutto la fotografia di un’Italia corrotta, incapace di alzare la testa. Dopo settecento anni, non è cambiato molto.

Guerra per sempre, di Dexter Filkins, un reportage sull’Afghanistan da parte di un giornalista al seguito delle truppe americane. Quando i giornalisti potevano ancora parlare.

Alla gente piace essere presa per il culo


Partiamo da Emergency.Tre medici arrestati dalle forze Nato con un blitz in un ospedale (!), l’accusa, ridicola, è quella di complottare con i talebani. Gli americani non si smentiscono mai, chi non la pensa come loro, chi denuncia quello che succede, chi sceglie di agire aiutando le vittime, non importa a quale fazione appartengano, è un nemico. “O con noi o contro di noi” è la loro regola. Molti forse non sanno che le forze Nato, in Afghanistan, impediscono di portare soccorso ai feriti lasciandoli sul terreno a morire o giocandoci a tiro a segno, molti forse non sanno che l’elicottero che ha fatto una strage, uccidendo anche un giornalista della Reuter e i suoi collaboratori, era guidato da un pilota che ridacchiava osservando la gente che fuggiva sotto di lui. E’ la guerra, dirà qualcuno. No, è un mondo di merda. Tre medici italiani, appartenenti a una delle poche organizzazioni pulite del nostro paese, gente che non chiede la scorta per andare a puttane, gente che lavora ogni giorno per salvare vite umane, per assistere i bambini che saltano in aria sulle mine antiuomo italiane, gente che vede il peggio della guerra, quello che a noi non viene mostrato dalle televisioni, tre medici arrestati e Frattini se ne lava allegramente le mani, smentendo l’arresto da parte delle forze Nato. Mi scuso con il ministro, sono più propenso a credere a Gino Strada. Speriamo che questa farsa si risolva alla svelta, speriamo che almeno la comunità internazionale si mobiliti perchè questa schifosa intimidazione abbia fine. Ovvio che Emergency dia fastidio, naturale che gente non corruttibile, senza peli sulla lingua, moralmente inattaccabile dia ai nervi al sistema. Così va il mondo.

Il premier ieri è tornato al suo passatempo preferito: l’intrattenitore da navi di crociera. Non doveva essere un gran che allora, non lo è oggi. Ma il voto ha dimostrato che agli italiani piace essere presi per il culo.

Secondo il premier il riscaldamento globale non esiste, visto che ha il raffreddore, le centrali atomiche sono un grande affare, anche se gli americani non le costruiscono più da trent’anni e il Canada ha gentilmente rifiutato l’offerta atomica di Sarkozy che noi invece abbiamo abbracciato con entusiasmo. C’è anche un referendum di 22 anni fa, ma è stato promosso dai comunisti e non conta. La giustizia, secondo il piccolo comico, è una mannaia da eliminare, la costituzione va cambiata perchè il governo ha pochi poteri, il parlamento dà fastidio, la crisi è finita, le famiglie italiane non hanno bisogno di aiuti perchè sono le più ricche d’Europa. Napolitano se ci sei, batti un colpo, possibilmente sulla testa del folle.

Questo è fascismo, reato, vilipendio allo stato, reato, attentato alla costituzione, reato, sequela di bugie, non è reato ma dovrebbe esserlo. Ma soprattutto, in un paese dove i disoccupati aumentano ogni giorno, dove i piccoli imprenditori si uccidono perchè hanno perso il lavoro, è un insulto alla miseria, al bisogno, è la mancanza totale di senso dello stato, è il vuoto allo stato dell’arte, il delirio di un giullare impazzito che ha preso il posto del re, il farfugliare confuso di qualcuno che vive fuori dalla realtà. Confindustria ha applaudito. I servi, si sa, anche se il padrone da’ i numeri, lo assecondano, non si sa mai. A loro basta riempirsi le tasche sfruttando fino al midollo chi deve sputare sangue per arrivare a fine mese. Confindustria ha applaudito anche Bonanni che, come accade abbastanza spesso, mi ha fatto vergognare di essere un iscritto Cisl. Ma io sono un insegnante e lui non mi rappresenta. Se invece di gettare acqua sul fuoco della divisione sindacale lavorasse, come è suo dovere, per la confederazione, se invece di blandire i padroni denunciasse le condizioni in cui si lavora in Italia, sarebbe un attimo più credibile e smetteremmo forse di perdere tessere. Un sindacalista applaudito dai padroni per me è un cattivo sindacalista. Confindustri ha chiesto le solite cose a Berlusconi: sgravi fiscali e flessibilità. Non ha capito che, a questo punto, può chiedere la reintroduzione della schiavitù con ottime possibilità che venga approvata, appoggiata entusiasticamente dalla Lega. Berlusconi ha promesso che abbasserà le tasse per i ricchi alzandole per i poveri.

Ma tutto questo agli italiani piace, come hanno stabilito le ultime elezioni. Siamo arrivati alla presa per il culo come metodo di governo, se dovessimo trovare un fondamento epistemologico alla filosofia di governo del centrodestra questo sarebbe indubbiamente la menzogna. Ma agli italiani piace essere presi per il culo, come hanno dimostrato le ultime elezioni. Per inciso: quest’anno perderanno il posto 26000 insegnanti, soprattutto al sud, in quello che è l’unico risultato raggiunto dal governo negli ultimi due anni: lo sfascio totale della scuola pubblica. Bisognerà informare quei precari che si troveranno senza lavoro dopo anni, che sono i precari più ricchi d’Europa e che agli italiani piace farsi prendere per il culo, come hanno dimostrato le ultime elezioni.

Teatro della coscienza


Recensisco lo spettacolo “Shylock. Il mercante di Venezia in prova” di Robertò Andò e Moni Ovadia, interpretato da Moni Ovadia, Shel Shapiro, e altri bravi attori, in cartellone in questi giorni al Teatro della Corte di Genova.

Spettacolo a tratti duro, un pugno nello stomaco per lo spettatore abituato a messinscene rassicuranti e leggere, come si usa ultimamente nei nostri teatri, spettacolo che dà da pensare, già quando si apre il sipario sopra una scenografia cupa e inquietante, a metà strada tra un mattatoio e un manicomio. La storia è quella di un allestimento del Mercante di Venezia di Shakespeare da parte di un regista, interpretato da Ovadia, che non lavora da anni, disgustato dalla prostituzione a cui è costretto il teatro nella società attuale e dalla sua riduzione a passatempo per chi può pagare. Tra le prove del Mercante, con una riduzione intelligente e notevole del testo e gli interventi pirandelliani del regista che di volta in volta prende le vesti di questo o quel personaggio,  intermezzi musicali e utilizzo di strumenti multimediali,gli argomenti affrontati travalicano Shakespeare (o forse lo leggono in modo più approfondito del solito?) e arrivano alle nostre coscienze con una crudezza e una chiarezza insolita nel clima attuale. L’ebraismo e l’antisemitismo, l’omosessualità, la prostituzione dell’intelligenza e delle menti al potere, la volgare arroganza del potere stesso, la colpa di ognuno per quel che accade nel mondo, il senso della vendetta, sono solo alcuni dei temi che Ovadia, con una prova d’attore maiuscola, affronta ora in modo approfondito ora en passant con leggerezza yiddish. Molte le scene che restano impresse nella memoria: la giovane attrice costretta a prostituirsi dal produttore che lancia un’invettiva razzista al regista che gli ha chiesto perchè lo fa, il produttore, un ricco imprenditore che colleziona vittime, anime di attori e registi che possiedono il segreto del limite tra teatro e vita, il famoso monologo di Shylock, “Non è forse un uomo un ebreo….”, recitato da Hitler che sostituisce alla parola “ebreo” la parola “nazi”, e altre ancora.

Proprio il monologo del mercante, recitato a più riprese in lingue diverse, rappresenta il cuore della commedia shakesperiana e il nodo dello spettacolo: quella disperata affermazione di uguaglianza, accomuna tutti gli uomini nel bene e nel male: Ovadia e il bardo di Straford-on- Avon ci dicono che gli uomini o si salvano insieme o finiscono insieme all’inferno.

Lo spettatore viene spiazzato dalla sovrapposizione dei piani narrativi, dal gioco di specchi tra Ovadia, regista e vero Shylock e Shapiro, attore e vero Shylock, dal miscuglio di lingue e musiche, dall’aspetto felliniano di alcuni personaggi, dalle dotte citazioni cinematografiche, letterarie, musicali. Tuttavia tale è la tensione morale che anima lo spettacolo, tale lo sdegno, il grido di rabbia, il j’accuse che lo ravvivano, che non c’è un momento di stanchezza e tutto scorre davanti ai nostri occhi penetrando a fondo nelle nostre anime di bravi borghesi. I benpensanti si scandalizzeranno per alcune crude rappresentazioni di atti sessuali che sono perfettamente giustificate dal contesto, funzionali a definire il clima di squallore e mercimonio che respiriamo nella nostra società, dove il sesso è ridotto a  perversione, merce di scambio o pornografia, come possiamo leggere sulle pagine dei giornali quasi ogni giorno. Le piccole note ironiche che alludono a una identificazione tra il produttore e il premier dell’attuale esecutivo, nulla tolgono e nulla aggiungono al senso dello spettacolo, sono l’espediente scaltro di un abile uomo di teatro per accattivarsi le simpatie di una parte del pubblico e semplificare la metafora. Certo che la finta macchia di sangue che appare sul petto del produttore in maniera pacchiana a un certo punto dello spettacolo, è un’allusione forte e chiara per chi la vuole vedere.

Shylock non riesce ad ottenere la sua libbra di carne neanche questa volta, dopo quattrocento anni. L’umanità continua indecisa a vacillare tra santità e demonio, ultimamente con una spiccata preferenza per il secondo. La shoah continua ad essere una ferita nella coscienza di tutti quelli che credono nell’uguaglianza e nella libertà e l’ebreo il simbolo dell’umanità vilipesa, oltraggiata, violentata.

Spettacolo bellissimo, nuovo, recitato magnificamente, che alla fine ha ricevuto moltissimi applausi. Ma tornando a casa e ripensando a quello che si è visto,si ha la sensazione di guidare a fari spenti nella notte .

Per chi andando a teatro vuole divertirsi e pensare ed è disposto, quando esce, a sentirsi un pò peggiore di quando è entrato.

Il paese della commedia dell’arte


Il presidente della repubblica, con un atto discutibile, ha sancito l’impunità del premier per diciotto mesi, violando di fatto la costituzione e stabilendo che un cittadino, una volta divenuto presidente del consiglio, può fottersene di eventuali procedimenti penali a suo carico e continuare ad andare avanti come se niente fosse. La sinistra non ha commentato. Era auspicabile almeno una manifestazione di protesta da parte dei ladri di polli, ma nulla. Il paese tace. Solo quei pochi giornali che cercano di ottemperare seriamente alla propria funzione (L’Unità, il Manifesto, il Fatto quotidiano) gridano a gran voce allo scandalo. Bisogna prendere atto che la maggioranza degli italiani, chiamata alle urne in questo tormentatissimo momento della storia della repubblica, invece di mandare a fare in culo ladri, corrotti, puttanieri e lacchè di quella specie di compagnia da commedia dell’arte che è l’attuale coalizione di governo, l’ha confermata, votando in massa il partito più becero, razzista e privo di spessore politico che mai abbia preso posto sugli scranni del parlamento. Lo ricordo ancora: la Lega è il partito di Borghezio, che ha pubblicamente ribadito la sua nostalgia per l’apartheid, e di Calderoli, che circolava con un maiale al guinzaglio (ma non ce n’era bisogno) dove avrebbe dovuto essere costruita una moschea per contaminare il sito. Lo ricordo a Bersani che vaneggia di riforme condivise. Cosa dovremmo condividere con questa gente? Cosa dovremmo condividere con una banda di ladroni comandata da un corruttore che non appena ricevuta la notizia che il presidente della Repubblica gli aveva fatto risparmiare il soldi degli avvocati si è comprata la trentesima villa?

Rassegniamoci. Questo è il paese di Pulcinella e Balanzone, di Colombine un pò troie e servi di un padrone sempre pronti a calare il capo e le braghe. Un paese di furbi e di fessi, di ladri e di onesti sempre più umiliati e offesi.

La osannata marcia dei sindaci bipartizan, che si è svolta ieri a Milano, è stata l’ennesima farsa mascherata da manifestazione democratica: bastava sentirli parlare, questi quaqquaraquà, per capire di trovarsi di fronte all’ennesima sfilata razzista, all’ennesima richiesta di privilegi feudali da parte di un nord che ormai non è diventato un lombardo-veneto ,come scrivono giornalisti che masticano poco la storia, ma una repubblica di Salò.

Ricordo ancora alla sinistra, sicuro  che non ascolterà ne me ne chi, molto più autorevole e molto più  seguito di me, queste cose le scrive ogni giorno, che quelli con cui vuole condividere le riforme non danno da mangiare ai bambini se i genitori disoccupati non pagano la retta della mensa.

L’unica fortuna di questo schifosissimo paese è che si trova in Europa e questo ci tutela, per ora, dalla prigione e dai militari. Avevo avvertito in questo spazio che una eventuale vittoria di Berlusconi alle elezioni avrebbe rappresentato il via libera per la corsa verso l’autoritarismo. Sta regolarmente avvenendo ma nessuno sembra accorgersene: nè Bersani, che sembra un personaggio di Philip K. Dick imprigionato in una realtà parallela, nè Casini, che le lezioni hanno incoronato re di coppe. Se ne accorge, eccome, Beppe Grillo. Chi, se non un comico, può sgamare i pagliacci? Chi, se non un comico, può capire quando la farsa rischia di trasformarsi in tragedia? Beppe ha mandato giustamente a fare in culo De Magistris che proponeva il dialogo con un partito come il Pd, ormai tenuto in vita artificialmente. Se ne accorge Fini, imprigionato nel Pdl, che solo adesso ha compreso la mossa abile del nano con l’autostima più alta del mondo quando ha creato il Pdl e, ormai in gabbia, ruggisce rabbioso ma sempre più indebolito. Se ne accorgono forse Bertinotti, Diliberto, i campioni della sinistra antagonista, sconfitti da sè stessi, incapaci di una proposta politica che non si porti addosso la polvere del passato, responsabili di avere affossato due volte un governo Prodi che non sarà stato il massimo ma almeno non era fascista.

Ma gli unici, veri, responsabili di questo sfacelo, sono gli ipocriti, il cialtroni, i pulcinella che hanno votato per l’ennesima volta questa destra. Fino a qualche tempo fa ritenevo che potessero esserci anche persone oneste e inconsapevoli tra le loro fila, probabilmente qualcuna c’è ancora ma ormai nessuno può dire di non sapere, nessuno può dire, di fronte all’evidenza che si tratta di calunnie, di invidia dei comunisti, di lasciarlo lavorare che i risultati verranno. Questo voto è stato il voto della malafede, dei furbi, dei ladri, dei razzisti. Il paese è questo, bisogna farsene una ragione ma non per questo bisogna smettere di lottare giorno dopo giorno, perchè possa cambiare. Ma lottare con le armi della chiarezza, dell’onestà, dell’integrità, delle proposte reali e attuabili, non scimmiottando gli avversari.

Prima o poi, gli italiani si accorgeranno di quello che hanno fatto, prima o poi forse se ne accorgerà perfino il presidente della repubblica,forse anche la Chiesa, se ne accorgeranno tutti, tranne Bersani, lui no. Quando questo accadrà, se non sarà troppo tardi, gli scenari possibili sono due: o una normale alternanza democratica, che sarebbe una novità in un paese dove di normale non c’è nulla, oppure un ritorno agli anni 70 e al terrorismo, alla violenza per le strade, a una generazione spazzata via dall’ideologia cieca e dall’illusione che la violenza potesse rappresentare una risposta. Penso che sia questo il baratro verso dove ci sta portando questa cricca di fanatici irresponsabili. Spero, per una volta, di sbagliarmi.