Perchè nessuno chiede le dimissioni del ministro degli interni?


spari contro stranieri

Morti a Foggia, Milano, Napoli, il traffico di cocaina che incide, secondo le ultime stime, per lo 0,9% del Pil, cioè più della crescita prevista dal nuovo Def, fenomeni come il caporalato, diffusissimo proprio in Puglia, che non vengono minimamente contrastati, le mafie che continuano a prosperare senza che lo Stato se ne preoccupi. femmincidi in aumento, violenze sui bambini in aumento, corruzione in aumento.

A parte l’inutile e dannoso decreto sicurezza, a parte la persecuzione anticostituzionale verso gli immigrati e, adesso, verso i rom, a parte le dichiarazioni da macho riguardo le pene che secondo lui dovrebbero essere comminate ai colpevoli ( ieri ha augurato all’assassino di Foggia di morire in galera) e che sono di pertinenza della magistratura, il ministro degli interni cosa sta facendo? Quali provvedimenti ha attuato per garantire la sicurezza degli italiani, tema che ha sempre avuto sulla bocca durante la campagna elettorale? A parte le chiacchiere e le divise indossate, a parte le pose da burino e l’ìngurgitare  in continuazione junk food, come si guadagna il lauto stipendio che tutti noi gli paghiamo?

Ma soprattutto, la domanda sorge spontanea, esclusi i suoi complici e conniventi pentastellati, che lo contraddicono solo per stucchevoli numeri da avanspettacolo come la finta polemica sul venticinque aprile (una vergogna infinita), perché nessuno chiede le dimissioni di un ministro che, fino ad oggi, non ha svolto il proprio lavoro? Perché non si avvia un procedimento di impeachmente per manifesta incapacità?

Davvero l’opera di ripristino della legalità in un paese si esaurisce in una stupida e inutile variazione di cosa va scritto sulla carta d’identità? Quanto pensa di andare avanti, il ministro, conme le sue idiozie razziste, con gli slogan da avanspettacolo, con i suoi t6weet da adolescente grasso e frustrato, con la sua commedia da due soldi? Per quanto crede di continuare a incantare la sua platea di adoratori dementi con la favola che i problemi di sicurezza dell’Italia si risolvono perseguitando minoranze etiniche irrilevanti e fuori dai giochi della grande criminalità?

Cosa pensa di fare, per esempio, per limitare o almeno controllare la diffusione di stupefacenti nel nostro paese? Perché l’micidio di Milano e l’agguato di Foggia sono entrambi collegati allo spaccio, perché nel nostro paese aleggia una enorme nuvola di polvere bianca da nord a sud, c’è gente che lotta ogni giorno contro la dipendenza, padri e madri che scoprono i loro figli diversi da come hanno sempre creduto, drammi familiari che si consumano quotidianamente a causa della diffusione delle droghe. ma tutto questo, al ministro, non interessa.

Ah, certo, lui la soluzione ce l’ha e la tirerà fuori al momento opportuno, al primo morto utile: inasprire le pene per gli spacciatori e per chi viene trovato in possesso di droga, eliminare la modica quantità che none siste più da vent’anni e dichiarare illegale anche solo il desiderio di uscire, per lo spazio di una canna, da una realtà quotidiana sempre più grigia, tetra, senza vie d’uscite. Riempire le carceri di ragazzi a cui basterebbe, a volte solo un sostegno adeguato per risolvere la propria dipendenza e rovinarli definitivamente. Tanto sono figli degli altri, non dei leghisti che ce l’hanno duro, in Lombardia, com’è noto, il problema della diffusione della droga tra i giovani non esiste.

Forse siamo arrivati davvero alla fine della competenza, se un governo di nullafacenti, a elencarli uno a uno non si trova un ministro che svolga il proprio compito in modo sensato o che svolga il proprio compito, tout court, continua ad ottenere consenso e continua ad ottenere consenso quel ministro che si distacca dagli altri per l’irrilevanza del proprio operato, forse davvero il sonno della ragione, diventato ormai catalessi nel nostro paese, ha generato mostri che ormai sovrastano chi cerca ancora di ragionare su una realtà che non è esattamente quella dipinta dal governo.

In questo paese stanno accadendo fatti gravissimi nell’indifferenza generale, siamo allo sbando e ci comportiamo come se davvero un nuovo vento dsi rinnovamento spirasse sopra di noi.

La questione morale non è più un problema, in Italia, l’Italia è una questione morale, un rebus per logici e studiosi della mente: un paese guidato da una coalizione di incompetenti, razzisti, irresponsabili e bigotti, espressione del pensiero borghese più meschino e reazionario che questo paese abbia mai prodotto, sdoganata come il nuovo, contrapposto a un vecchio che, a giudicare dalle reazioni, è già morto da tempo.

Quanto in basso dovremo scendere, quante menzogne dovremo ancora ascoltare dalla voce di questa gente, quanti morti dovremo contare, perchè qualcuno dia segni di vita dalle parti dell’opposizione? Un’opposizione priva di idee, senza voce e, francamente, vile, timorosa di perdere quel minimo di consenso guadagnato nelle consultazioni elettorali recenti attaccando frontalmente il leader in ascesa.

Forse ha dimenticato, l’opposizione, che il bambino gridò che il re era nudo quando tutti lo acclamavano.

Menzogne di Stato


bugieImmagine tratta da meglio.it

Nel 2000, in Inghilterra, si tenne un famoso processo per la querela per diffamazione avanzata dallo storico revisionista David Irving contro la storica americana dell’Olocausto Deborah Lipstadt, rea di averlo portato nei suoi libri come esempio di pessima storiografia. La sentenza stabilì che, nonostante chi porti avanti teorie razziste possa essere convinto delle proprie tesi, le prove documentali sull’Olocausto sono talmente numerose, evidenti e accessibili, che qualunque teoria revisionista viene, senza alcun dubbio, divulgata in malafede, con la consapevolezza di mentire per compiacere la propria platea di riferimento.

Per quanto assurdo possa sembrare, nel 2000 quella sentenza sancì l’esistenza dell’Olocausto oltre ogni ragionevole dubbio.

Mi chiedo se si terrà mai un processo a chi, in Italia, nel 2019, ha stabilito che è lecito per un ministro commettere il reato di sequestro di persona nei confronti di 170 profughi, cè lecito emanare  un decreto che limita i diritti civili degli stessi profughi e dei minori profughi, in violazione di svariati trattati internazionali e della stessa Costituzione, è lecito sgomberare un palazzo occupato abusivamente da profughi e lasciare che continuino ad occupare un altro palazzo gli appartenenti a un gruppo neofascista, razzista, xenofobo e revisionista che porta avanti idee e principi in aperta opposizione al dettato costituzionale.

Perché, a questo punto, i due Didi, il presidente coniglio e il ministro dell’inferno sono responsabili: responsabili di aver creato un precedente gravissimo, che potrebbe determinare una svolta autoritaria nel governo del paese, responsabili di aver creato   un clima d’odio e intolleranza, mentendo sistematicamente sui dati, responsabili di non spendere una parola sugli omicidi di camorra di questi giorni, responsabili di ignorare i problemi reali del paese tirando la corda con l’UE fino a spezzarla, responsabili di aver tradito sistematicamente tutte le promesse elettorali, comprese quelle legate al giustizialismo forcaiolo che ha fatto la fortuna dei grillini, responsabili di avviare, se verrà approvata la richiesta di autonomia in materia d’istruzione avanzata da alcune regioni, un processo che potrebbe condurre alla secesisone del paese.

Alle vibranti e accorate proteste dei genitori di un ragazzo adottivo di colore, esasperati dalle ennesime scritte razziste comparse sul muro del palazzo in cui vivono, che hanno criticato il decreto sicurezza (decreto schifezza sarebbe definizione più adeguata), il ministro dell’inferno ( non me ne vorrà Giulio Cavalli se rubo la sua etichetta ) ha replicato che comprende la loro preoccupazione ma devono rispettare il bisogno di sicurezza degli italiani, ergo, devono sopportare le scritte razziste sui muri, recita il sottotesto. Una risposta perfettamente coerente con la statura morale del ministro.

In realtà il bisogno di sicurezza degli italiani è ampiamente indotto, creato e amplificato dalla propaganda leghista da anni. La percezione della realtà da parte degli italiani è, infatti, assai diversa dalla realtà, grazie anche alla complicità di giornali e media, responsabili di una distorsione informativa degna dell’epoca del ventennio, quando i reati non venivano riportati dalla stampa e si creava il mito delle porte aperte.

Prendiamo i rom, di cui poco si parla ma che,.prima o poi, torneranno in auge. Sono centocinquantamila in tutta Italia, tra questi, una parte sono giostrai, una parte sono stanziali e svolgono lavori normalissimi e una parte sono nomadi. Mettiamo che i nomadi siano settantamila in tutto il paese: se anche delinquessero tutti, anche i neonati, cosa che ovviamente non è, lo dico per i leghisti, non alzerebbero di un punto percentuale le statistiche sui furti. Quelloi dei nomadi è un problema  che i governi  precedenti hanno, colpevolmente,  ignorato e che ha fatto, per anni, la fortuna della Lega, con l’epica delle ruspe e i manifesti copiati da quelli nazisti contro gli ebrei. Ruspe uitlizzate, sporadicamente, anche da amministrazioni di segno politico opposto, beninteso.

Va anche detto che quasi tutte le anime belle che oggi protestano sdegnate contro il razzismo, hanno taciuto, con pochissime eccezioni, mentre le ruspe sgomberavano i campi e ai minori rom veniva tolto il diritto allo studio. Evidentemente, non avevano letto a scuola, come invece hanno fatto tutti i miei alunni, la poesia che comincia con Prima vennero a prendere gli zingari ( non è Brecht ma il pastore Martin Niemoller ).

Tra parentesi: il Porajmos è lo sterminio degli zingari durante l’Olocausto, trecentomila. Non una parola su di loro nella giornata della Memoria mentre i giornali si sono rimepiti di articoli per commemorare, giustamente, l’eccidio delle foibe, amplificando, molte meno giustamente, i numeri reali delle vittime e travisando, ancor meno giustamente, la realtà storica. Tanto nessuno protesta, perché l’ignoranza su quell’oscuro e minore episodio della seconda guerra mondiale, è abissale e la propaganda fascista la fa da padrona.

Gli stranieri in Italia sono il 2% della popolazione, in Svezia il 20%, in Germania, Francia, ecc. le percentuali oscillano tra il 15% e il 18%.  Dire che gli stranieri sono i principali responsabili della criminalità in aumento nelle grandi città è doppiamente falso.Primo, perché la criminalità non è in aumento, a parte i furti, cosa normale in tempi di crisi, secondo perchè, ad esempio, gli spacciatori appartenenti a organizzazioni criminali straniere, comunque limitate nel numero, suppliscono alla richiesta di droga sul mercato interno, richiesta talmente alta che le nostre organizzazioni criminali non  riescono più a soddisfare. Anche nel crimine, insomma, fanno i lavori che gli italiani non vogliono più fare. Ma la richiesta di droga viene dalla popolazione bianca, cattolica, italiana, e nessuno fa niente in proposito, nessuno prova a risolvere il problema alla base, magari con soluzioni nuove, che non contemplino la repressione poliziesca che ha già abbondantemente fallito. Se poi vediamo le percentuali di femminicidi, abusi, stupri, omicidi legati alla camorra, ecc., mi spiace deludere il ministro ma gli italiani mantengono saldamente il podio.

Il problema migranti dunque, risolto mandandoli a morire nelle carceri libiche, affidandoli a bande di delinquenti con cui già il precedente governo aveva stipulato trattati, era già inesistente prima dell’avvento della banda dei quattro. E’ stato un gioco da ragazzi, per il ministro dell’inferno, soffiare sul fuoco dell’ignoranza, alterare le cifre reali, apparire come il salvatore dei confini della patria con un piccolo aiuto da qualche amico procuratore che ha contribuito a svuotare il mare dalle navi di soccorso ma non dai morti.

E già, perchè nel Mediterraneo si continua a morire, silenziosamente però, senza disturbare, senza più titoli sui giornali, foto di bambini morti,  di braccia tese in cerca d’aiuto. Un olocausto soft, senza fumo che inquina l’aria, campi di sterminio, aguzzini: basta il mare.

Io sogno che un giorno un tribunale possa decidere che la morte di tanti migranti nel Mediterraneo è stata un crimine contro l’umanità, che i governi europei, compreso il nostro, soprattutto il nostro, data la nostra posizione, hanno cinicamente e consapevolmente perpretato, in nome di una sicurezza artificiosa e mediaticamente amplificata. E spero che qualcuno paghi per questo, pazienza se sarà un capro espiatorio, speriamo almeno che sia italiano.

Un giorno questo paese, chi ha votato questo governo di incapaci e razzisti,  si guarderà allo specchio e vedrà riflesso quello che è diventato,  prenderà coscienza dell’abisso di ignoranza e odio in cui stiamo precipitando, delle menzogne a cui ha creduto. Forse, quel giorno, ritroveremo tutti un po’ di dignità e la forza per tornare a guardare avanti.

Marco Travaglio o dell’incapacità di capire che la festa è finita.


Marco-TravaglioImmagine tratta da: Tpi.it

Non so se l’editoriale di Marco Travaglio sul Fatto quotidiano di oggi  si possa definire più irritante, penoso o patetico.

Nello stesso articolo riesce infatti a criticare ferocemente la scelta dei Cinquestelle di affidare alla piattaforma Rousseau la decisione sull’autorizzazione a procedere a Salvini (e vorrei vedere) e, nello stesso tempo, a elogiare quanto (non) fatto dai Cinquestelle fino adesso, invitandoli implicitamente a prendere le distanze dal cattivo Salvini, unico responsabile dei risultati disastrosi fin qui ottenuti dal governo.

E’ interessante vedere cosa, secondo Travaglio, hanno portato a casa i grillini (sconfessati dal capo) fino adesso:

  • Reddito di cittadinanza: un pasticcio, una elemosina vincolata che permetterà di arrotondare quanto guadagnato col lavoro nero. Già si preparano centinaia di ricorsi da parte delle regioni, già si sente odore di truffe e raggiri. I centri per l’impiego non sono minimamente attrezzati per la bisogna, i navigator sono una esilarante invenzione della dirigenza Cinque stelle ripresa da un film di fantascienza di serie b di qualche anno fa. Per altro, la denominazione è del tutto impropria: di qualunque cosa si tratti, non è un reddito di cittadinanza, visto che è legato ad altre variabili.
  • Vitalizi: legge già passata col governo Renzi. Sic!
  • Anti -corruzione: come no, hanno votato l’aumento fino a centocinquantamila euro degli appalti direttamente erogabili dalla PA senza rispettare al codice degli appalti, le mafie stanno ancora brindando. Anche perché Cantone ha chiesto di tornare a fare il suo mestiere.
  • Blocca prescrizione: Dove, quando? E comunque è una leisone evidente allo Stato di diritto.
  • Lotta al precariato: dove, quando? Una legge che non intacca se non superficialmente il jobs act e sta creando più danni che benefici.  Il rpecariato si combatte cone le politiche sul lavoro.
  • Lotta al gioco d’azzardo: dove, quando?
  • Stop alla Tav e alle trivelle: ahahahahah! vedremo, vedremo…
  • Decreto sicurezza. votato e approvato, una legge fascista e razzista, semplicemente vergognosa. L’unico risultato, a oggi, di questo esecutivo.

La ciliegina sulla torta poi è la definizione dell’attuale esecutivo come “un governo così popolare” e non il frutto di un compromesso  squallido tra una forza politica che aveva ottenuto un largo consenso e una che aveva ottenuto un consenso molto più limitato. Un inciucio, insomma, uno di quelli che Travaglio condannava con toni alla Savonarola.

L’indomito giornalista arriva perfino a giustificare il demenziale attacco alla Francia imperialista, dimenticando quanto noi siamo stati amici di Gheddafi. ma fa un passo indietro, affermando che Di maio, prima di stringere la mano ai gilet gialli, fascisti e antisemiti, doveva chiedere loro la fedina penale.

C’è un’ incapacità cronica, da parte di Marco Travaglio, di ammettere di aver puntato su un cavallo sbagliato, di capire che la partita è persa e la festa è finita per manifesta incapacità dei giocatori.

Perché è evidente che l’autorizzazione a procedere non verrà votata, anche se nel delirio travagliesco dovrebbero andare tutti a processo, Salvini, Conte e Di Maio, e questo governo sancirà il principio fascista che a un ministro tutto è permesso, anche sequestrare 170 persone, che un ministro è al di sopra della legge anzi, di fatto, fa la legge.

Che di fronte a una tale enormità Travaglio si preoccupi di difendere il suo partito di riferimento sottolineando una discontinuità dalla Lega che non esiste più da tempo, evitando di prendere atto del disastro di un partito che è riuscito a dimezzare i consensi in un tempo molto inferiore rispetto a quello servito a Renzi per distruggere il Pd, non può che far pensare a una patologica incapacità di accettare la sconfitta, a un narcisismo talmente pronunciato da riuscire a distorcere una realtà evidente.

Fosse solo la sconfitta di Travaglio, sarebbe cosa di poca importanza, purtroppo è la sconfitta di un paese sempre più in balia di nani e ballerine. Unico dato a favore di Travaglio è che, almeno, scrive in italiano. Di questi tempi, non è cosa da poco.

L’unica cosa condivisibile dell’editoriale, comunque, è il titolo: Un suicidio perfetto.