Due o tre cose sul terrorismo


Io ricordo benissimo l’epoca del terrorismo: gli attentati, le stragi, i depistaggi, le stranezze. Ricordo benissimo lo stillicidio di notizie sui giornali, quotidiano, angosciante. Non era molto diverso da oggi, e colpì tutta Europa.  Poi arrivò la mattanza di Palermo, l’escalation militare della mafia di Riina.

Ricordo le bombe sui treni e nelle stazioni, le bombe alle manifestazioni sindacali. Il terrorismo di destra e di sinistra, le collusioni con la mafia e la camorra, Semerari decapitato e la banda della Magliana.

Quindi non c’è nulla di nuovo sotto il sole in questa sequela di attentati ( alcuni solo presunti) sotto le bandiere dell’Is. Stranezze comprese. Perché l’idea che dietro le stragi, dietro alcuni attentati ci fossero settori deviati dello Stato che miravano a una deriva autoritaria cominciò a manifestarsi proprio a causa di alcuni “strani” attentati, per esempio la morte mai chiarita di Feltrinelli, o le pagine ancora non scritte sulla storia del sequestro Moro, o il modo in cui si arrivò all’arresto di Curcio, o il caso Cirillo e l’intermediazione di Cutolo.

I due assassini del sacerdote di Rouen, sacerdote amico dell’Imam con cui aveva avviato un fruttuoso dialogo interreligioso, hanno inneggiato a Daesh mentre lo sgozzavano. Così riportano i giornali, tutti. Ed è strano, parecchio strano. Nessun aderente all’Is inneggerebbe a Daesh perché è un acronimo offensivo per designare lo Stato islamico. Curioso che i giornalisti italiani, solitamente così ben preparati, non lo sappiano.

Altra stranezza: i terroristi dichiarano di voler combattere la cultura occidentale che ha soffocato il mondo arabo, ma non hanno mai colpito un banchiere, un petroliere, un industriale, un capo militare,nessuno dei simboli del capitalismo occidentale, nessuno di quelli che sono veramente responsabili di quello che accade in Medio oriente: solo poveri cristi. Strano, no?, per una organizzazione che vogliono dipingere potente e tecnologicamente preparata.

Altra stranezza: se fossero così potenti, così invincibili, come mai i soldati dell’Is bombardati da mesi dalla coalizione europea non sono riusciti a buttare giù un solo aereo e collezionano sconfitte?

Come ai tempi del terrorismo, la domanda da farsi è la solita: a chi giova? A chi giova generare un clima di terrore in un momento di crisi per giustificare la limitazione delle libertà costituzionali, per sedare le proteste che si levano alte in Italia, in Francia, in Inghilterra contro le demenziali politiche liberiste europee?

A chi giova favorire una guerra tra poveri, alimentare il fuoco del razzismo per preparare una nuova guerra santa in nome del dio petrolio? A chi giova ignorare l’intollerabile svolta autoritaria in Turchia e puntare l’attenzione sul clima di tensione in Europa?

Si chiamava “strategia della tensione”, era stata teorizzata dai terroristi delle Brigate rosse e passata dai giornali e dagli esperti come un delirio da terroristi, poi abbiamo scoperto che, almeno su questo, i terroristi non deliravano. Abbiamo scoperto Gladio, le varie P2,  il patto Stato- mafia, abbiamo avuto due presidenti della Repubblica come Cossiga e Napolitano. La strategia della tensione era quella attuata dallo Stato per aumentare il proprio potere repressivo. Teorizzata anche dalla scuola di Chicago, ovviamente non in forma esplicita e Milton Friedman, il fondatore della scuola di Chicago a cui si rifanno i bocconiani, è l’ideologo del liberismo sfrenato in cui viviamo immersi. La nostra economia è quella sognata da Friedman e non contempla sindacati, opposizioni da parte del popolo, una democrazia poco controllata. Meglio una dittatura.

Dove voglio andare a parare? Fate voi. Io ricordo bene quegli anni, ho letto molto e mi sono fatto le mie idee.

Una cosa è certa: non esistono terroristi islamici, l’Is non è Islam come le Brigate rosse non erano comuniste. I terroristi, tutti,  sono dei vigliacchi criminali spesso manipolati dal potere per fare il gioco di quel potere che si illudono di combattere.

Se volete farvi un’idea reale sul mondo islamico, diversa da quella propagandata da mezzi d’informazione asserviti al potere. leggetevi i libri di Franco Cardini, uno dei nostri storici migliori, per altro di destra, quindi non tacciatemi di fare ideologia.

E’ un brutto momento, bisogna stare attenti, molto attenti. Ma non agli islamici.

 

Il piacere dell’inutilità- Andate a votare.


“Non vado a votare perché è inutile” è una frase che si è sentita ripetere spesso in questi giorni, sui social e sui giornali. Io la trovo terribile, una resa al sistema in cui viviamo, la rassegnazione di fronte a una democrazia sempre più limitata, i cui gestori sono sempre meno controllabili. Chi non sceglie è complice di chi comanda, specie se chi comanda invita a non scegliere. Anche se voi vi credete assolti…

MI chiedo cosa penserebbero di quella frase quelli che per darci il diritto di esprimere le nostre opinioni, anche quelle “inutili”, che inutili non sono almeno in questo caso, hanno dato la vita. Se non altro, per rispetto a loro bisognerebbe andare a votare ed è semplicemente vergognoso che il presidente del Consiglio ed un ex presidente della Repubblica invitino a non farlo, perché loro, di quella memoria, dovrebbero essere gli eredi e proprio quei diritti pagati col sangue a loro hanno permesso di acquisire denari, privilegi e benefici di cui i cittadini normali non godono.

L’indecoroso editoriale  odierno di Scalfari su Repubblica, che dichiara come del referendum non importa nulla alle regioni che non hanno il mare, come se il territorio nazionale fosse diviso in lotti, come se non si possa avere a cuore la tutela dell’ambiente o a un Lombardo non possano stare sulle palle le lobbies del petrolio, l’assenza totale di commenti su un risultato di affluenza che lascia ben sperare, testimonia la paura dell’apparato, ola paura che la gente si stia svegliando e abbia capito che il re non solo è nudo, ma ce l’ha anche piccolo.

Votare è un atto di libertà e in un paese in cui si può pestare a morte un ragazzo fermato in galeraa, mettere a ferro e fuoco un città torturando e massacrando di botte degli innocenti, scardinare quanto la Costituzione dice sulla scuola, affermare impunemente che un capitalista becero che ha pensato solo a delocalizzare per sfruttare i lavoratori stranieri come non può più fare con gli italiani è meglio di un sindacalista, distruggere lo statuto dei lavoratori, distruggere, giorno dopo giorno, lo Stato sociale e farla franca, anche di un semplice, piccolo gesto di libertà inutile abbiamo bisogno.

Per ricordarci che se si vogliono cambiare le cose la parola “inutile” non esiste.