Renzi, il triste declino di un talento sprecato


Foto di StockSnap da Pixabay

L’uomo che col suo referendum voleva governare da solo, senza i noiosi passaggi alla camera, accusa il Presidente del Consiglio di volere pieni poteri nel bel mezzo di una pandemia.

L’uomo che settimane fa aveva dato date precise e precoci per far ripartire scuole e industrie,restando fortunatamente inascoltato, minaccia di far cadere il governo nel momento più difficile della storia repubblicana.

L’uomo che da mesi sta facendo del populismo la sua unica arma nel tentativo disperato (per fortuna) di prendere atto del fallimento causato in buona parte dalla sua megalomania, non riesce a sopportare il ruolo di comprimario, deve sempre e per forza rubare la scena, parlare sopra le righe anche quando il momento non lo consiglia, fregandosene, come fa da molto tempo, non come ha sempre fatto, dei reali bisogni del paese.

E’ un peccato che il narcisismo patologico abbia ridotto a una macchietta penosa un poltico di talento, uno che era ancora riuscito a infiammarci con la sua requisitoria contro Salvini e la sua perorazione a favore di un govenro con i Cinque stelle, salvo poi dimostrare che si trattava solo dell’ennesimo, stucchevole gioco di prestigio.

Non c’è peggior cosa di chi si convince che il consenso è qualcosa che non passa, una conquista, e non capisce quanto di volatile, etereo, instabile vi sia, tanto che solo quelli veramente grandi riescono a mantenerlo, non i piccoli uomini come Matteo Renzi.

Non ha capito che non c’è bisogno di un altro alfiere di Confindustria, organizzazione squallida e miserabile che cerca di lucrare anche sui morti, c’è già la destra peggiore dal dopoguerra a oggi a leccare il culo agli industriali, lui è di troppo.

Mi sono vergognato per te e per i tuoi adepti il venticinque Aprile, per il vostro peana agli americani, per la crassa ignoranza dei tuoi seguaci, non la tua, no, tu sai benissimo che l’Europa l’hanno liberata anche i russi, che americani e russi giocavano una partita a scacchi con le vite dei loro soldati, spartendosi il mondo, la stessa partita che vorresti giocare tu sul virus, che gli unici da compiangere sono i tanti giovani senza divise ma con delle idee, morti per garantire perfino a politicanti da quattro soldi come te di sbraitare in Parlamento come hai fatto oggi, di tentare un altro, penoso gioco di prestigio ergendoti a paladino di una Costituzione che hai tentato di snaturare.

Non sei mai stato un compagno, non sarai mai un compagno, ma potevi fare meglio. Hai illuso tanti compagni, e questo non è giusto perché sono brave persone, che credono in un’idea che tu hai contribuito insieme a tanti altri a gettare nel cesso.

Non sei responsabile di tutto, certo, ma sei solo sempre stato nel posto sbagliato al momento sbagliato, hai solo sempre detto quello che non andava detto quando non andava detto.

Poteva essere diverso, potevi diventare, dopo aver pugnalato alle spalle il tuo amico Letta, che giustamente ti odia, un grande politico, fare ammenda di quel colpo basso e dimostrare che tu non eri quello, l’ennesimo saltimbanco sul palcoscenico della nostra politica, ma che avevi idee diverse e nuove, che quello era stato un sacrificio necessario per il bene del paese.

Invece eri proprio quello, anzi peggio, incapace di ammettere i tuoi errori, pronto a scaricare le tue responsabilità sugli altri, pronto ad affermare tutto e il contrario di tutto il giorno dopo, come un Berlusconi qualunque, il tuo unico, vero modello.

Per non parlare dei tuoi adepti, bravi borghesi, appunto, e non scrivo borghesi in senso benevolo ma nel senso che quelli della mia generazione, quelli che volevi rottamare, attribuivano a quel termine.

Speriamo che quello di oggi sia il tuo ultimo gioco di prestigio, ormai il trucco è alla luce del sole, speriamo che non riesca e tu finisca, come quelli che oggi sbraitavano perchè altro non sanno fare, in un meritato oblio al più presto.

Questo paese ha tanti difetti, la gente non è proprio il massimo, ma, decisamente, non ti merita.

Italiani, brava gente (quando vogliono)


L’esultanza di Salvini al comparire dei primi risultati del referendum, testimonia che, come sempre, non ha capito una beata minchia di quello che è successo ieri. Proviamo a sfatare qualche luogo comune.

1) Non ha vinto la destra.

La destra italiana è populista e ieri abbiamo assistito al rifiuto del populismo da parte degli italiani, al rifiuto di una politica urlata a forza di slogan, fatta di regalie e strizzate d’occhio ai vari potenti, priva di contenuti e idee. Esattamente la politica dei vari Salvini, Grillo e Renzi, appunto. Fatevi i conti dell’oste: la destra e i CInque stelle, la destra, appunto, non avrebbe vinto il referendum. Inoltre, quella è gente che non vota per cazzate come la Costituzione.

2) Ieri ha vinto una parte della sinistra.

La sinistra della gente, quella che è cresciuta manifestando e lottando per i diritti, la sinistra dei consigli di fabbrica e delle manifestazioni studentesche, la sinistra umiliata e offesa da Veltroni, D’Alema, Bersani e ridicolizzata da Renzi, la sinistra che ha vissuto la guerra fredda e il muro, la sinistra antifascista e partigiana, la sinistra che ha brindato quando è morto PInochet. Non siamo finiti, non siamo storia, siamo presente e presente che lotta.

3) Il voto di ieri è stato contro Renzi.

Non raccontiamo cazzate tipo: “ho votato solo il merito della questione…” ma de che? Ma quale merito? In due anni quest’armata Brancaleone è riuscita a fare più danni della compagnia girovaga Berlusconi & Picchiatori pentiti, ha distrutto la scuola, gettato nel cesso lo statuto dei lavoratori, cancellato le guardie forestali, fatto una brutta riforma sulle unioni gay (va dalla parte dei meriti), fatta una brutta riforma sui reati ambientali (va dalla parte dei meriti), Vogliamo poi parlare dell’Ilva? Vogliamo aggiungere il ponte sullo stretto e i vari bonus di circostanza? E votiamo il merito della questione de sticazzi? Renzi ha personalizzato il referendum e l’ha perso, Per motivi misteriosi, nel nostro paese, il peccato di superbia viene immediatamente e spietatamente punito dagli italiani: è toccato a Craxi, D’Alema, Berlusconi, a tutti quelli che a un certo punto hanno detto: o con me o contro di me. Inevitabilmente, l’italiano risponde: fottiti.

4) Il voto di ieri è stato contro questo governo

Giannini, Faraone, Boschi, Poletti, Alfano, sono solo alcuni esempi di cervelli rubati all’agricoltura e messi al potere. Renzi ha sbaraccato la vecchia guardia, compresa la burocrazia ministeriale, commettendo l’errore di quei barbari che, invasa l’Italia con le loro forze fresche, pensavano di poter governare ignorando la solida struttura dell’Impero romano. Se sostituisci persone competenti, devi mettere dei pari valore, non persone magari di buona volontà ma totalmente prive di capacità politiche, anche se fornite di grandi dosi di arroganza. Questi poi erano proprio incapaci in tutto.

5) Non c’è stata l’apocalisse

Le banche sono i piedi, la borsa non è crollata, siamo ancora in Europa. Ma davvero Renzi pensava di mettere paura agli italiani? Quelli che hanno passato il terrorismo di destra e di sinistra,la stagione delle bombe, Gladio, la mattanza di Palermo, Mani pulite, quelli che c’erano durante il sequestro Moro, che piangevano ai funerali di Guido Rossa?  Ma dopo quarant’anni di Dc davvero credeva che ci saremmo fatti prendere in giro da lui?

6) La sinistra è viva

La sinistra c’è ancora. Se il Pd continuerà a inseguire gli avversari sulla strada del populismo, la distruggerà, se la soluzione migliore che sa trovare è il giovanilismo e il fare per il fare, allora non c’è speranza, ma se per caso facesse tesoro della lezione, trovasse dei punti su cui convergere e una leadership dignitosa, forse si può rialzare la testa.

7) La destra e i Cinque stelle.

Non sono un’alternativa, non hanno un progetto politico, sono anti europeisti quindi fuori dal mondo, tendenzialmente razzisti alcuni, decisamente razzisti altri, sono privi di ideologie e di teorie, non hanno una visione.Non sono la soluzione e non lo saranno mai. Anche la destra, come la sinistra, ha bisogno di essere rifondata su nuovi paradigmi. Non c’è nessun avanzata delle destre in Europa e l’ha dimostrato ieri l’Austria: non confondiamo la paura e la depressione provocate dalla crisi agitando gli spettri del fascismo. In Francia e in Germania prevarrà la raqione e Strump si sta già ridimensionando.

8) I partigiani

Ringrazio quelli ancora vivi e quelli morti, per quello che ci hanno dato e continuano a dare. L’Italia, ancora una volta, ha scelto di essere antifascista, democratica e partigiana Questa è la vostra vittoria.

L’arroganza dei piccoli uomini


Che dire dell’amico del premier che ironizza su twitter per il quorum non raggiunto?

E che dire del premier che, invece di valutare che la gente che ha votato è più di quella che gli diede il successo alle europee, canta vittoria con la consueta arroganza e accusa demagogicamente gli avversari di demagogia?

Il governo ha barato: ha preferito sprecare 300 milioni di euro e rotti piuttosto che accorpare il quesito referendario alle amministrative, consapevole che i sì avrebbero stravinto, ha imposto un silenzio stampa e televisione senza precedenti e adesso gioisce di una vittoria che ,a guardare i numeri, vittoria non è, ma un segnale preoccupante di perdita di consenso.

Come sempre accade, chi vince dipinge il quadro con i colori che preferisce. ieri la democrazia del nostro paese ha incassato l’ennesima sconfitta, non la più grave, a dirla tutta, ma significativa. Se si può imparare una lezione da quanto è accaduto  è che bisogna spingere  perché, in un’epoca in cui vota sempre meno gente, il quorum venga eliminato. Questo provvedimento darebbe un nuovo significato al referendum significato che, negli ultimi anni, è andato sbiadendo. ma è una riforma che non interessa a un premier non eletto, che ha ideato una legge elettorale fotocopia della precedente perché la gente continui a non scegliere e lui a circondarsi della sua corte dei miracoli.

Ben altro valore per il futuro della democrazia del nostro paese avrà un’altra partita a carte truccate: quella del referendum costituzionale. Lì non c’è quorum, quindi una minoranza potrebbe decidere di dare una svolta autoritaria al nostro assetto istituzionale, consegnando il potere nelle mani di uno ed eliminando un organo di garanzia importante e voluto dai padri costituenti proprio per evitare derive autoritarie.

Sono certo che, in quell’occasione, giornali e televisioni ci bombarderanno di informazioni, assolvendo non alla loro funzione di servizio pubblico, cui ormai hanno rinunciato da tempo, ma a quella che più gli si confà, di cortigiani.

Sull’arroganza e sulle espressioni da bambocci viziati degli accoliti del premier non vale la pena di spendere altre parole. Quando non ci sono più giganti, sono i nani che tentano furbescamente di salire sulle loro spalle, ma come diceva Montaigne: Puoi essere il più potente sovrano del mondo ma sei sempre seduto sul tuo culo.