La colpa di essere umani


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Stefania Prestigiacomo non la pensa come me, è una donna di destra, seppure mdoerata e liberale, che non ha mai avuto timore di esprimere le proprie opinioni anche quando queste erano in contrasto con quelle dettate dalla linea del partito in cui milita (Forza Italia).

Il fatto di stare, politcamente, su due fronti opposti, ammesso che la sinistra abbia ancora un fronte, non rende meno forte il disgusto per glia ttacchi sessisti a cui è stata sottoposta sia sul sito della Lega, sia sui giornali accodati alla canea che guida il apese, sia, sui social, dal solito branco di frustrati e incapaci che non sapendo come spendere il proprio tempo, invece di comprare un libro e provbare ad imparare almeno i rudimenti della nostra lingua, non trova di meglio che riempire di insulti sgrammaticati il prossimo.

La parlamentare siciliana è rea di essere salita sulla Sea Watch, aver riscontrato che a bordo c’erano solo una quarantina di disgraziati, tra cui alcuni minori e aver detto pubblicamente che continuare con questo sequestro (perché de facto se non de iure di questo si tratta) era una vergogna.

Ecco che sui social compaiono i solti, impropri paralleli con Amatrice, l’augurio alla parlamentare di essere stuprata, l’ironia sull’età dei profughi fatta da persone che non sono in grado capire che, se si trovano dalla parte giusta del mondo, è per caso e non per meritoe dovrebbero pensare a cosa proverebbero se quei ragazzi fossero i loro figli.

Per quanto tempo dovremo ancora assistere a questa esibizione di bassezza umana? Quanto vuoto interiore bisogna accumulare, di qaunti sentimenti, emozioni pensieri bisogna svuotarsi come zavorra per essere così? Quale tipo di società produce un tale numero di dementi?

Non pensate che siano individui lombrosiani, rozzi esempi di sotto proletariato incolto, perchè non è così, non è solo così, questo è il tipico errore di sottovalutazione della sinistra radical chic. No, questa gente è tra noi, la incontriamo ogni giorno, come i pedofili sono apparentemente normali, rispettabili, gentili, zii, nonne, padri, è questa la cosa terribile.

Prendo il treno alla stazione, venerdì scorso, e sul marciapiede sento e vedo due nonnine, ben vestite, con abiti ricercati, ripetere assentendo convinte le opinioni di Salvini passate poco prima al telegiornale riuguardo proprio il caso della Sea Watch. Nonne, capite? Non poveracce, nonne. Distinte, rispettabili, brave persone mostruose.

Ecco, quando, quello che d’ora in poi chiamerò pensiero squallido arriva a permeare la società cosidettà medio alta, che per altro ci ha già regalato vent’anni di fascismo, cosa dobbiamo aspettarci?

Stefania Prestigiacomo non la pensa come me ma ha la mia piena e convinta solidarietà e il mio rispetto per le offese che ha ricevuto come donna e come parlamentare nell’esercizio delle sue funzioni, per aver agito e parlato da essere umano.

Attenzione al sessismo dilagante, attenzione a questa vigliaccheria maschilista che monta sui giornali, sui social, nella nostra società: ne ha fatto le spese la Boldrini, le due ragazze rapite di cui non ricordo il nome, Silvia Ferrari, oggi la Prestigiacomo, attenzione perché di questo passo si torna indietro, sono abbastanza vecchio da aver vissuto gli anni dei delitti d’onore e dei processi per stupro in cui ad essere messe sotto processo erano le vittime e non gli animali che ne avevano abusato. Non erano belli.

Selfini, l’uomo che volle farsi re


Immagine tratta da FarodiRoma.it

L’ultimo a farne le spese è stato Claudio Baglioni, reo di aver espresso un’opinione non strettamente legata al suo mestiere, anche se il nullafacente che gli ha consigliato di occuparsi di canzonette probabilmente non sa che per anni Baglioni ha organizzato a Lampedusa un festival dedicato ai migranti ed era quindi, nello specifico, competente in materia. Ma solo al nullafacente è permesso esprimere la propria opinione, anzi, dichiarare le proprie verità su qualsiasi cosa, gli altri devono o tacere o occuparsi del proprio lavoro secondo i crismi dettati dal nulla facente. Così lui può decidere di chiudere i porti senza alcuna autorità, di sequestrare uomini, donne e bambini per settimane senza alcuna autorità, di sollevare un sindaco dal suo incarico per futili motivi di forma e mettere fine a un esperimento virtuoso di accoglienza studiato nel mondo, di stigmatizzare il comportamento dei docenti che pensano che la scuola debba essere laica, di decidere che gli stadi non vanno chiusi e le trasferte non vanno vietate, di sindacare su quanto dicono papi e vescovi, di rimettere il presidente del consiglio al suo posto, di minacciare di togliere la scorta a Saviano e confermare la scorta a Saviano, di minacciare di denuncia i sindaci riottosi, di invitare a occuparsi di cose serie i giudici che indagano sui furti del suo partito, ecc. Un tuttologo onnisciente, insomma, tranne che in una cosa. Eh sì, perché capita che chi non ha mai lavorato sviluppi un’allergia al lavoro ed è ciò che deve essere successo a Selfini, che piuttosto che chiudersi nel suo ufficio a svolgere il compito istituzionale che gli è stato assegnato, preferisce far colazione con la Nutella, dando per altro visibilità a un noto cibo spazzatura, e girovagare ovunque per gratificarci della sua sapienza informarci della rottura del suo rapporto sentimentale languidamente adagiato come un’odalisca.

In fondo, la sua Weltanschauung è semplice, elementare:

i cantanti cantano, gli insegnanti insegnano a leggere e far di conto, i papi e i vescovi dicono messa, i migranti migrano o annegano, i sindaci sindacato secondo il suo volere, e tutti lasciano a lui il peso di pensare, giudicare, stigmatizzare, decidere.

Un mondo semplice, senza libri di fastidiosi intellettuali, senza giornali, ecologico a suo modo, elementare, regolato ordinato.  Peccato ci sia già stato qualcuno che ha avuto la stessa idea: è durato vent’anni e non ha lasciato un bel ricordo.

Eppure Selfini ha uno stuolo di seguaci che temo sia maggioritario, specchio di un’Italia provinciale, gretta, egoista, borghese nel senso peggiore del termine. Uomini e donne che bevono le sue parole come verità, che sanno tutto come lui e disprezzano chi sa veramente, gente a cui i libri fanno venire l’orticariua e basta solo nominare la parola cultura per vederli sbiancare. E’ una brutta Italia, che è sempre esistita e che non può che riconoscersi in un leader maleducato, volgare, arrogante e violento, almeno a parole, come loro, quelli che subissano d’insulti Silvia Romano augurandole la morte, quelli che augurano a Saviano di essrre sparato dalla Camorra, che continuano a tirare fuori la bufala dell’Unicef riguardo Renzi, che non possedendo lessico e misura, non essendo in grado di articolare frasi dotate dis enso compiuto, si limitano a insulti straordinariamente sgrammaticati, degni di uno studio sociologico a parte.

Intanto, il sonno della ragione si trasforma lentamente in letargo.