Il corpo invisibile dei migranti.


005-20-e1561534054652

Eh sì, perché di questo si parla, su questo si discute e ci si indigna, riguardo questo ci si vergogna oggi, di essere italiani: i corpi magri , provati, debilitati di quarantadue esseri umani costretti da un rappresentante dello Stato senza coraggio e senza umanità a restare a galla, come oggetti, anzi, come rifiuti che nessuno vuole smaltire.

Non ce li fanno vedere i volti, i corpi, le espressioni: troppo umane, meglio inquadrare il viso sarcastico e sprezzante della capitana, meglio dare quello in pasto lei alla marea dei sepolcri imbiancati, ai cattolici senza Dio, agli ipocriti, agli analfebati funzionali, alla canea che gongola sbavando a ogni menzogna di un uomo che ha fatto dello squallore e dell’assenza totale di scrupoli il metodo del proprio sporco lavoro, favorito dall’ignavia di chi tace e acconsente.

I migranti vanno immaginati, mitizzati, stilizzati, così da poterci fantasticare sopra, demonizzandoli, umiliandoli, uccidendoli in vita e privandoli della loro dignità. Moderni capri espiatori, vanno immolati sull’altare del potere.

Il procuratore di Agrigento ha parlato di atto di insopportabile violenza da parte della capitana, riguardo il qausi speronamento della motovedetta della guardia di finanza,  mentre, è evidente, giudica umano e sopportabile che per quattordici giorni una quarantina di persone allo stremo vengano lasciate in alto mare per il capriccio di un giullare che non fa ridere nessuno. Questione di opinioni, siamo in democrazia, giusto?

Ieri sono stato giustamente redarguito, per aver messo alla berlina due poveri cristi di finanzieri mandati sulla nave a chiedere alla capitana di temporeggiare, rimediando una pessima figura. Giusto. Stanotte i poveri cristi hanno messo le manette ai polsi di una donna che ha fatto quello che era giusto ma, forse, non legale. Glielo hanno ordinato, esattamente come, tanti anno fa, ordinarono…avrei un paio di libri da consigliare in proposito, ma quelli a cui sarebbero utili non leggono.

Personalmente, trovo che rifugiarsi dietro la legalità su questioni di principio, che riguardano l’etica e la morale, e su leggi che sono palesemente sbagliate, sia la scappatoia facile di chi non ha il coraggio di rialzare la testa e rispondere alla voce del padrone. Credo anche la giustizia nel nostro paese sia diventata una questione di caste,  che gioca la propria partita sulla pelle della gente e che vada profondamente riformata, non certo da questo esecutivo di buffoni.

Se si fosse rispettata la legalità e non la giustizia, non ci sarebbe più un ebreo, negli Stati Uniti e in Sud Africa ci sarebbe ancora l’apartheid, ecc.ecc. Anche allora c’erano giudici che rispettavano la legge e poliziotti che eseguivano gli ordini. In piena legalità.

Questo gioco al massacro sul corpo dei migranti finirà male: preso o tardi, la tragedia, ineluttabile, prevista e forse attesa, accadrà, e finalmente, forse, vedremo i loro corpi per quello che sono: esseri umani umiliati e offesi. E chi di noi non ha partecipato al gioco, pretenderà giustizia, lasciandovi la vostra legalità.

A farmi paura è il silenzio degli onesti (M.L. King)


sea watch

Da quattordici  giorni, nell’indifferenza e nel silenzio totale, 42 persone sono bloccate in mare sulla Sea Watch.

Quarantadue esseri umani che respirano, piangono, ridono, parlano, amano, soffrono come noi, sanguinano come noi, ma non sono fortunati come noi.

La Sea watch è una Ong, a oggi, tutte le inchieste giudiziarie a carico delle Ong sono state archiviate perché il fatto non sussiste, tutte le menzogne diffuse da Salvini, Di Maio, ecc., sono state smentite. Non esistono taxi del mare, non esistono accordi con i trafficanti di esseri umani, esiste invece un accordo di questo governo e del precedente con i torturatori e assassini libici.

La vicenda della Sea watch è tanto più crudele e squallida in quanto il ministro degli interni ha ignorato le offerte di aiuto provenienti, per esempio,  dalla Germania, dove un paese si è reso disponibile ad accogliere i profughi dopo lo sbarco in Italia. Leone con gli agnelli, come tutti quelli della sua risma, come i suoi alleati di governo, a Salvini interessa portare avanti il grottesco mito del capitano, dell’uomo forte alla guida del paese che non demorde dalla sua crociata contro chi salva vite umane.

I media, stampa e televisione, ignorano volutamente questa follia, la sinistra non la denuncia per timore di perdere ulteriori consensi, molte associazioni del terzo settore trovano più popolare lanciare anatemi contro Casapound piuttosto che schierarsi apertamente in difesa dei profughi.

In Italia, oggi, tutti hanno paura di difendere i migranti, di andare in direzione ostinata e contraria, di schierarsi dalla parte del torto, dal momento che gli altri posti sono già occupati. In Italia, oggi, si sente  l’assordante silenzio degli onesti.

Ricordo, perchè questo paese ha la memoria del pesce rosso, che qualche settimana fa una collega è stata sospesa perchè alcuni suoi alunni hanno inserito in una presentazione powerpoint un paragone tra il decreto sicurezza e le leggi razziali.

Spiego: una collega è stata sospesa perché alcuni suoi allievi hanno paragonato quanto sta succedendo in Italia a quanto accadde quando furono varate le leggi razziali. Cioè a quanto accadde quando per legge venne approvata un’infamia.

Domanda: lasciare quarantadue esseri umani in mare quattordici giorni per un calcolo politico, per solleticare gli istinti peggiori dei propri elettori e tenere ben vivo il fuoco dell’odio razzista, non è un’infamia? Non è un paese infame quello che abiura all’umanità per legge? Non è infame chi si volta dall’altra parte e fa finta di non vedere? Non è infame chi per calcolo politico non difende ciò che va difeso, non denuncia ciò che va denunciato?

Infame, in greco, significa ” colui che non deve essere nominato”, colui che ha rinunciato a essere umano.

La domanda non è più dove sta andando questo paese, ma quale altro fondo riuscirà a toccare.